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7 luglio 2013 Comments (0) Dalla home page

FISCO-Tares: Assoedilizia, incostituzionale abbinarla a Imu

Da notizie di stampa si apprende che allo studio del Governo ci potrebbe essere un’ ipotesi di abbinamento della Tares all’Imu: tale impostazione costituisce un ibrido fiscale, iniquo e incostituzionale. Lo ha affermato il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, sottolineando che l’Imu e un’imposta patrimoniale a carico del proprietario dell’immobile e la Tares, una tariffa, a carico del residente, utilizzatore dei servizi comunali. Diversi i presupposti e la natura delle diverse imposte, le basi impositive, i criteri di calcolo. Quindi – ha aggiunto preoccupa l’idea di abbinare la Tares all’Imu se ne viene posta a carico dei proprietari locatori la riscossione sia pure con diritto di rivalsa verso i propri inquilini per quanto riguarda la prima.

Se l’idea – ha aggiunto Colombo Clerici – e quella di scaricare sui locatori l’onere del pagamento e quindi della riscossione verso i diretti fruitori del servizio comunale, cio significherebbe addossare agli stessi i costi di riscossione e l’alea di eventuali insolvenze. Questa impostazione avrebbe potuto esser concepibile solo ove l’Ici-Imu avesse visto la luce secondo la sua originaria concezione, come imposta sui servizi comunali a carico degli abitanti. Ma cosi non e’ stato. Non solo, ma la rivalsa verso l’obbligato finale potrebbe presentare difficolta connesse all’addebito di contestazioni non sollevate dal primo obbligato circa l’entita o la natura del tributo per cio che attiene alla posizione soggettiva dell’obbligato finale stesso ( ad esempio coefficienti legati al suo stato di famiglia o alle sue condizioni economiche ). In altri termini – ha poi spiegato – potrebbe risultare violato il principio per cui ciascun contribuente e direttamente responsabile dell’obbligo tributario nella esistenza, entita e consistenza: nessuno puo veder violato, da atti o fatti altrui, il diritto di autodeterminare la propria obbligazione fiscale.

l43-cassonetti-tares-130328200038_mediumLa Tares inoltre – ha ancora spiegato Colombo Clerici – non e una semplice tassa per la raccolta dei rifiuti, ma presenta anche aspetti di tassa per la pulizia urbana. Il che porta a ritenere che sotto un altro profilo si possa delineare una grave stortura ed iniquita nell’accollarne il pagamento al locatore, attraverso il suo abbinamento all’Imu. Gia oggi i servizi di raccolta rifiuti e nettezza urbana sono pagati dai residenti, che si accollano anche la quota di pendolari e city users. Solo l’istituzione della Citta Metropolitana, come ambito unitario di organizzazione e di gestione dei servizi, potrebbe permettere di affrontare congruamente questa problematica e occorrerebbe pervenire a una Citta Metropolitana in cui fosse anzitutto razionalizzato, (alla luce della unitarieta delle funzioni, dei compiti e quindi dei servizi erogati) il sistema della fiscalita locale. Quindi, na riforma di tal genere, pur prescindendo da considerazioni e rilievi relativi alla sua indubbia incostituzionalita, non potra comunque esser attuata prima di una riforma della fiscalita locale che prenda in considerazione le Citta Metropolitane laddove esistenti.

Inoltre, la Tares presenta due nuovi parametri, che ne aggravano il peso sulle tasche dei contribuenti, con un previsto aumento medio per famiglia del 20%. Anzitutto la componente “Tares rifiuti” dovra coprire il 100% del costo del servizio sostenuto dai 6.700 Comuni italiani (su oltre 8000) che adottavano la Tarsu, la quale si fermava pero, mediamente, all’80% della costo del servizio.

A questo si aggiunga che la componente “Tares servizi” deve finanziare anche i “servizi indivisibili” forniti dall’ente locale come l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la polizia locale, le aree verdi. Le risorse necessarie per coprire tali spese verranno da un aumento dell’onere per metro quadro. In piu – ha rilevato Colombo Clerici – si va nella direzione contraria a quella stabilita dalla tariffa d’igiene ambientale (Tia) e della Tarsu, con un prelievo proporzionale alla quantita del servizio reso, in base al principio europeo del “chi piu inquina piu paga”.

(Nella foto: Achille Colombo Clerici con il premier Enrico Letta)

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