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14 luglio 2014 Comments (0) News

FISCO – Società tra professionisti : per l’Agenzia delle entrate produce reddito d’impresa

Un elemento di estrema criticita delle novellate societa tra professionisti e rappresentato dal regime fiscale applicabile ai redditi prodotti dalle predette societa, atteso che la norma nulla dice in merito. Sul punto, alcuni esponenti della dottrina erano concordi nel ritenere che i redditi in oggetto (al pari di quanto accade con ai redditi conseguiti dalle societa per avvocati) dovessero essere ricondotti nell’ambito della disciplina del lavoro autonomo applicando, di fatto, la disciplina prevista per le associazioni professionali (art. 5, comma 3, lett. C TUIR), assoggettando tali compensi a ritenuta d’acconto.
Secondo altra dottrina, invece, il corretto inquadramento del regime impositivo dei redditi prodotti dalle STP poteva essere assimilato a quello previsto per le societa d’ingegneria per le quali il reddito conseguito deve essere considerato reddito d’impresa (applicazione principio “di competenza”) senza applicazione di alcuna ritenuta d’acconto (R.M. del 4.5.2006, n. 56). A fare un po’ di chiarezza sul regime fiscale delle societa tra professionisti e intervenuto l’art. 28 del Ddl “”Semplificazioni fiscali in materia societaria”. Secondo la predetta disposizione, alle STP costituite per l’esercizio delle attivita professionali regolamentate nel sistema ordinistico (indipendentemente dalla forma giuridica assunta) si sarebbe dovuto applicare il regime fiscale delle associazioni senza personalita giuridica costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni di cui al predetto art. 5, comma 3, lett. c) del TUIR.
Recentemente, pero, l’Agenzia delle Entrate ha assunto una posizione che diverge da quella sostenuta dal Legislatore. Con risposta ad interpello 8.5.2014, l’Amministrazione Finanziaria ha precisato che anche per le societa tra professionisti, opera il principio affermato dagli artt. 6, ultimo comma, e 81 del TUIR, che attraggono nel reddito d’impresa i redditi prodotti dalle societa di persone non semplici, dalle societa di capitali e dagli enti commerciali. Risulterebbe determinante il fatto di operare in una veste giuridica societaria, mentre non assumerebbe alcuna rilevanza l’esercizio dell’attivita professionale. Cio determina l’applicazione del principio di competenza (in luogo di quello di cassa) e il non assoggettamento alla ritenuta d’acconto, di cui all’art. 25 del DPR 600/73, dei compensi relativi alle prestazioni rese.
In tale contesto, va, infine, sottolineato, che un recente decreto legislativo (meglio noto con il nome di DLgs. di semplificazione fiscale) approvato in data 20.6.2014 dal Governo (ed in attesa di essere pubblicato a giorni in Gazzetta Ufficiale per iniziare l’Iter di conversione in Legge) prevedrebbe, a dispetto di quanto precisato nel suddetto interpello dall’Agenzia delle Entrate – che alle societa tra professionisti debba applicarsi il regime delle associazioni senza personalita giuridica costituite per l’esercizio associato di arti e professioni di cui all’art. 5 del TUIR.

(Fonte: La Lente sul fisco – Memory n. 197 del 14.07.2014 a cura di Mauro Muraca)

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