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MADE IN ITALY- Sindrome cinese: preservare le nostre Pmi

24 gennaio 2011 Comments (0) Dalla home page

FISCO-Scadenze: 694 di cui 74 a luglio e 45 tutte il 16…

Una media di 57,3 scadenze fiscali al mese, distribuite su 103 giorni, con una frequenza pari a 2,75 per ciascuno dei 252 giorni lavorativi del 2011. In tutto sono ben 694 “gli appuntamenti con le tasse” dei contribuenti per l’anno in corso, come ha evidenziato un’analisi della Confesercenti, dalla quale e emerso che il mese piu tranquillo e maggio (con 49 scadenze) mentre il mese piu “agitato” e luglio (con 74 scadenze, con una punta di 45 nel solo giorno 16 luglio). A detta della Confersercenti tante scadenze ”sono frutto di una ripetitivita che non sempre appare giustificata dalla volonta di agevolare il contribuente (rateizzando i pagamenti) o l’erario (accelerando i tempi di riscossione)”. Anche perche “gli oneri amministrativi – ha rimarcato la Confesercenti – che fanno da corollario al pagamento delle imposte ”rappresentano un significativo onere aggiuntivo per gli operatori economici e soprattutto per le Pmi”.

Adempimenti come il versamento dell’imposta sugli intrattenimenti o della recente imposta sostitutiva sui premi di produttivita potevano (e potrebbero) essere concentrati in un numero ridotto di scadenze cosi come i versamenti legati alla rilevazione dei chilometri percorsi (scheda carburanti) o alla recente comunicazione dei dati degli operatori di Paesi black list. ”Semplificare – ha aggiunto la Confesercenti – vuol dire allora anche ridurre i costi di gestione finora fin troppo pesanti”. Non va sottovalutato, ha spiegato l’organizzazione, quanto finora fatto in particolare dalla Funzione pubblica che ”ha portato ad accordi positivi con il mondo delle Pmi ma occorre proseguire con determinazione”. Non va dimenticato, infatti, quanto emerge da una recente analisi condotta da Agenzia delle Entrate e Dipartimento per la Funzione pubblica, secondo cui la burocrazia fiscale costa alle piccole e medie imprese italiane 2,7 miliardi l’anno (fra i 1.900 e i 2.300 euro, in media). Secondo la Confesercenti, si tratta di “un risultato impressionante” per “un limitato numero di adempimenti”: quelli di natura informativa relativi alla comunicazione di dati Iva, alla richiesta di rimborsi e alla dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770) e Iva.

La rilevanza del fenomeno, d’altra parte, e testimoniata dall’attenzione prestata dalla Commissione europea, che ha avviato un Programma d’azione per la riduzione degli oneri amministrativi in misura pari al 25%, nonche dal varo, nel nostro Paese, della specifica norma intesa a garantire l’effettivo conseguimento di un obiettivo che non e da poco e “che, se attuato, consentirebbe di conseguire contemporaneamente due risultati”: infatti, ”si libererebbero ingenti risorse da destinare all’attivita produttiva: per le sole Pmi si tratterebbe di almeno 650 milioni l’anno (ossia oltre 500 euro per operatore economico), e “ne guadagnerebbe l’efficienza della pubblica amministrazione, con una riduzione dei costi di gestione del sistema tributario”.

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