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3 ottobre 2011 Comments (0) Approfondimenti

FISCO-Equitalia: da sabato, o paghi o ti pignoro casa

Arrivano le nuove regole dell’Agenzia delle Entrare per far si che lo Stato incassi ben 13 miliardi da questa operazione. Il succo della novita e che i cittadini devono saldare il conto con Equitalia ancora prima del processo che dica chi ha ragione. Altrimenti, dopo due mesi, scatta il pignoramento della casa. Per saperne di piu vi proponiamo l’articolo di Corrado Zunino, pubblicato da la Repubblica.it ieri, domenica 2 ottobre.

L’Agenzia delle Entrate cala l’arma “fine del mondo” sui contribuenti: in modo silenzioso, dopo un rinvio estivo e tre rivisitazioni in altrettanti decreti, ventiquattro ore fa l’Agenzia ha offerto al mastino Equitalia uno strumento di rara efficacia.

Dopo 60 giorni dall’avviso al contribuente (“Devi pagare”, e si parla di debiti con lo Stato contratti a partire dal 2007, imposte sui redditi, Iva, Irap), l’Equitalia guidata da Attilio Befera, l’istituzione piu temuta del Paese, potra attivare i suoi mezzi per recuperare il debito. Senza muovere un passo, potra iscrivere ipoteca sull’artigiano considerato infedele (facendo scattare una comunicazione alla centrale rischi delle banche con conseguente chiusura dei fidi), potra pignorare il suo conto corrente (rendendo impossibile il pagamento di dipendenti e fornitori), avviare i pignoramenti presso terzi (sono i crediti dei clienti, Equitalia ha il potere di arrivare anche li) e far partire le ganasce fiscali su auto e van posseduti.

Dal 1° ottobre il “titolo di debito” e immediatamente esecutivo: basta un avviso per considerarti in mora.

Non c’e piu bisogno di istruire una cartella esattoriale che, ricorsi compresi, portava al saldo dell’eventuale debito entro 15-18 mesi. Il problema e che in quattro casi su dieci i ricorsi davano ragione al contribuente. Gia. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha chiesto al suo braccio destro Befera certezza di entrate, gli ha assegnato l’obiettivo 13 miliardi per la prossima raccolta fiscale e, quindi, gli ha offerto una legge che da al Fisco poteri mai visti nella storia della Repubblica. Entro 61 giorni dall’avviso – a prescindere dal fatto che l’avviso sia stato ricevuto o dorma in un ufficio delle Poste, in una Casa comunale – il contribuente o paga l’intera somma o contesta pagandone un terzo (piu gli interessi maturati). Si deve saldare prima ancora dell’istruzione di un processo amministrativo che definisca chi ha ragione.

Di fronte al ricorso del cittadino, per sei mesi gli agenti della riscossione non potranno avviare pignoramenti, ma potranno ipotecare una casa e bloccare un’auto. Se Equitalia, poi, si convince che c’e “fondato pericolo” di perdere il credito, ha il mandato per fare quello che crede: sequestrare una pensione, mandare un bene all’asta immobiliare. Se il colpito dimostrera di avere problemi di liquidita – novita della terza e ultima rivisitazione – chiedera a un giudice tributario una sospensiva per fermare l’azione (per 150-180 giorni) oppure aderira a un concordato (sconto con trattativa).

“Non esiste piu diritto alla difesa, devi versare che tu abbia torto o ragione – attacca l’avvocato Alberto Goffi, consigliere regionale Udc del Piemonte, riferimento della rivolta anti-Equitalia – si sta colpendo chi ha fatto dichiarazioni fedeli e oggi, a causa della crisi, non e in grado di pagare le tasse. Non puoi impugnare quello che hai dichiarato, e la condanna a morte delle imprese oneste”.

Pietro Giordano, segretario Adiconsum ha sottolineato che “con questi tassi prossimi all’usura crescera il debito dei contribuenti, le misure introdotte a luglio vengono vanificate”. Gia, sull’onda delle sconfitte alle amministrative e le conseguenti urla della Lega (“tutta colpa di Equitalia”), a inizio estate il Governo innalzo a 20 mila euro il tetto per l’ipoteca sulla prima casa, pretese due avvisi prima di apporre le ganasce fiscali e allungo a 72 mesi le rate per i debiti. Quindi, per cercare di diminuire il gigantesco contenzioso fermo nelle commissioni di ricorso, l’Agenzia ha avviato un mini-condono per chi aveva contestato.

Ieri, pero, e stata sguainata l’arma letale: “60 giorni per pagare”. A fine mese arrivera il redditometro, quindi il carcere per gli evasori. I dirigenti dell’Agenzia: “Ora possiamo andare avanti spediti, gli esattori punteranno al sodo. Usciamo dall’Ottocento, entriamo nel Duemila”.

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