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8 febbraio 2019 Comments Off on FISCO-eFattura: Confimi Industria al Vice Ministro Garavaglia: il 71% degli imprenditori ha avuto difficoltà con il Sistema di Interscambio Dalla home page

FISCO-eFattura: Confimi Industria al Vice Ministro Garavaglia: il 71% degli imprenditori ha avuto difficoltà con il Sistema di Interscambio

Fatturazione Elettronica. Nota di Confimi Industria al Vice Ministro del Mef Massimo Garavaglia. Sondaggio fra le imprese associate

 – Confimi Industria ha presentato al Viceministro Massimo Garavaglia, in occasione di un incontro al Mef, una nota in merito le difficoltà riscontrate in questi giorni dagli operatori affinché il Ministero abbia un primo resoconto della situazione riscontrata sul campo dalle PMI e possa intervenire al meglio attraverso proposte avanzate per gestire le problematiche attraverso gli organi competenti.
Queste difficoltà sono confermate da un sondaggio somministrato nei giorni scorsi alle associate del sistema Confimi industria (tutte imprese che tengono in proprio la contabilità) da cui emerge che:

1) alla data del 7 gennaio 2019 il 94% degli intervistati si dichiarava pronto ai nuovi adempimenti (di questi il 28% solo parzialmente);
2) a fine gennaio il 71% ha riscontrato problemi di collegamento alla rete e/o di dialogo con il SdI;
3) il  50% non sa se l’eliminazione dello spesometro generale e l’introduzione di quello mensile – esterometro – sia una semplificazione ma fra quelli che hanno risposto negativamente (il 27%) il principale motivo di titubanza (65%) è dato dalla periodicità mensile.

Preoccupazione (61%) anche per la novità che da luglio prevede l’indicazione in fattura della data dell’operazione quando diversa dalla data di emissione.
I ritardi tecnici.  Ciò premesso fra le richieste di Confimi Industria vi è l’invito agli organi competenti a fornire rassicurazioni sulla non sanzionabilità dei contribuenti per i ritardi imputabili al dialogo fra “provider” e SdI. Il SdI non conosce la data (T-1) in cui il contribuente ha inoltrato la fattura (attraverso provider o pec) ma solo quella di ricezione (T0) e tale situazione potrebbe esporre il contribuente a responsabilità non proprie.

Tali divergenze potrebbero diventare critiche fra qualche giorno, a cavallo del 16/02, a fronte di una fattura inviata in detta data ma che al SdI risulterà presa in carico solo nei giorni successivi (fuori quindi dall’ombrello protettivo offerto dall’articolo 10 del D.L. 119/2018). I disagi e gli imprevisti – in una prima fase – erano pronosticabili (nonostante le ampie rassicurazioni fornite anche dai vertici Sogei) ma ad ogni buon conto, quello che preme è che le semplificazioni – come le si vuol chiamare – non si devono tradurre anche in preoccupazioni. Confimi ritiene pertanto doverosa una posizione ufficiale che rassicuri gli operatori in merito a tale problematica squisitamente informatica.

Esterometro. Fra gli altri temi evidenziati vi è la scadenza dell’esterometro al debutto già per fine mese. Si tratta di 12 nuove scadenze – troppo invasive – che si aggiungono ad altre 4 nuove scadenze sopraggiunte: quelle del bollo virtuale. Il tutto in un contesto in cui i nuovi obblighi di fatturazione elettronica sono partiti con più di qualche difficoltà a cui si sovrappone il fatto che, ad oggi, molti operatori non dispongono ancora dell’aggiornamento per detta procedura.  Confimi chiede per l’esterometro un’unica scadenza annuale agganciata alla dichiarazione annuale Iva, quantomeno per tutti quei contribuenti che non saranno interessati nel confidare nella fruizione dei benefici (poco credibili) delle c.d. precompilate (art. 4 D.Lgs 127/2015). Il tutto quanto meno fino a quando fatturazione elettronica ed esterometro non saranno in grado di assorbire (rendendoli superflui) rispettivamente gli Intra 1 e gli Intra 2.

Reverse interno da ripensare. Opportuno anche ripensare alla modalità di fatturazione delle operazioni in reverse charge interno (ad esempio la fattura dell’impresa di pulizie per intenderci) giacché l’integrazione di un XML attraverso una sorta di “autofattura” da inviare al SdI da parte del cessionario/committente non è accettabile per motivi tecnico giuridici (la norma parla di integrazione e non di autofattura) nonché dal punto di vista della tempistica troppo istantanea (mese di arrivo della fattura).

A giudizio di Confimi se non si vuole eliminare il reverse (soluzione preferibile) si dovrà pensare di gestirlo (dal punto di vista espositivo in fattura) come lo split payment (che pure andrebbe eliminato) in modo che la fattura emessa dal fornitore riporti comunque l’evidenziazione dell’Iva (fermo restando il pagamento solo del solo imponibile).

Questa o altre soluzioni dovranno ad ogni buon conto passare per modifiche normative ma nel frattempo l’invito della Confederazione va rivolto all’Agenzia delle Entrate che dovrebbe confermare in modo inequivocabile che in attesa di eventuali sviluppo la casistica in oggetto può essere gestita semplicemente attraverso la doppia annotazione nei registri vendite e acquisti.

Pagamenti agroalimentare. Se a regime i tempi di trasmissione e recapito non dovessero rientrare nell’ordine di pochi minuti (massimo qualche ora) per il settore specifico dell’agroalimentare si presenterà anche l’esigenza di ripensare a qualche accorgimento che non penalizzi detto settore per il quale (art. 62 del D.L. 1/2012) i termini fissi di pagamento decorrono dall’arrivo (e non dall’emissione) della fattura.

Privacy e sicurezza dati. Molti, nei mesi scorsi, hanno firmato a scatola chiusa contratti per attrezzarsi ad affrontare la nuova sfida. Non vogliamo generalizzare ma in alcuni casi ci sono clausole molto discutibili che andranno analizzate con attenzione. Bene quindi l’intervento del Garante che a seguito della denuncia di ANC (che ringraziamo per la sensibilità) ha richiesto all’AdE di alzare l’asticella anche se a scapito di qualche nuova complicazione. Riteniamo, tuttavia, che il rischio non sia tanto nella gestione dell’Agenzia delle Entrate e della Sogei quanto in possibili usi impropri che potrebbero arrivare da nuovi player di mercato.

A tal riguardo sarebbe pertanto auspicabile una precisa disciplina normativa che – per i provider privati – escluda la possibilità di profilazione dei dati per motivi diversi dalla mera trasmissione e recapito delle fatture.

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