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3 marzo 2011 Comments (0) Approfondimenti

FISCO-Detassazione:così si rilancia la produttività

Ok alla detassazione “sulla parola” dell’azienda. Infatti, per il riconoscimento dell’incentivo non serve osservare alcuna procedura formale, ma e sufficiente un’attestazione del datore di lavoro nel Cud. In particolare, trattandosi di sconti fiscali applicati quest’anno, l’attestazione andra resa sul Cud del prossimo anno (Cud/2012 relativo all’anno 2011) e dovra certificare che le somme su cui e stata applicata l’Irpef ridotta (10%) sono correlate a incrementi di produttivita, qualita, redditivita, innovazione, efficienza organizzativa, in relazione a risultati riferibili all’andamento economico o agli utili della impresa o ad altri elementi rilevante ai fini del miglioramento della competitivita aziendale; e che esse sono state erogate in attuazione di quanto previsto da uno specifico accordo o contratto collettivo territoriale o aziendale della cui esistenza il datore di lavoro, su richiesta, dovra fornire prova.

In vigore da luglio 2008, la detassazione e un incentivo che mira oggi a favorire la contrattazione aziendale, cioe quella diretta tra aziende e lavoratori al fine della maggiore produttivita. Beneficiari sono solo i lavoratori del settore privato e, di questi, soltanto quelli titolari di un rapporto di lavoro subordinato. Cio in quanto sono gli unici soggetti a essere «titolari di reddito di lavoro dipendente», che e il tipo di reddito che misura il limite (40 mila euro) per l’accesso all’agevolazione. Restano fuori, dunque, gli altri lavoratori, tipo i co.co.co. e lavoratori a progetto, perche sono titolari di reddito «assimilato» a quello di lavoro dipendente.

Il limite di reddito va inteso come ammontare complessivo riferito a «tutti» i redditi di lavoro dipendente percepiti nell’anno di verifica (2010), anche in relazione a piu rapporti di lavoro, nonche redditi derivanti da pensioni e da assegni a esse equiparate. II bonus fiscale cioe l’aliquota Irpef ridotta si applica entro un limite complessivo pari a 6.000 euro lordi. L’agenzia delle entrate ha precisato che, pur mancando nella norma di proroga il richiamo alla facolta concessa al dipendente di rinunciare espressamente al regime della tassazione sostitutiva, l’opzione deve ritenersi applicabile anche nel periodo d’imposta 2011. A seguito della espressa rinuncia del lavoratore, l’importo delle somme teoricamente agevolabili concorrera, pertanto, alla formazione del reddito complessivo e sara assoggettato a tassazione ordinaria.

L’Agenzia delle entrate ha spiegato che la norma che ha prorogato la detassazione per l’anno 2011 ne ha ristretto l’ambito oggettivo, limitandolo alle somme erogate in attuazione di quanto previsto da accordi o contratti collettivi territoriali o aziendali e correlate a incrementi di produttivita, qualita, redditivita, innovazione, efficienza organizzativa, in relazione a risultati riferibili all’andamento economico o agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitivita aziendale.

In tal modo pertanto, la concessione dell’agevolazione e stata subordinata alla circostanza che la retribuzione premiale sia erogata in attuazione di accordi o contratti collettivi territoriali o aziendali, escludendo, quindi, dal beneficio fiscale gli emolumenti premiali corrisposti sulla base di accordi o contratti collettivi nazionali di lavoro ovvero di accordi individuali tra datore di lavoro e prestatore di lavoro. In virtu di tanto, ha aggiunto l’agenzia, deve ritenersi che le retribuzioni premiali corrisposte nel 2011 siano agevolabili solo a condizione che siano erogate sulla base di accordi o contratti collettivi territoriali o aziendali anche preesistenti purche in corso di efficacia. Poiche negli anni passati la detassazione era applicabile anche in base a contratti collettivi nazionali di settore (i quali spesso sono appositamente intervenuti per rendere operativa l’agevolazione), l’agenzia ha spiegato che nulla vieta la stipulazione di appositi accordi o contratti territoriali o anche solo aziendali che replichino i contenuti della contrattazione nazionale di riferimento (come, ad esempio, lo straordinario, i turni, il lavoro notturno, il lavoro domenicale ordinario, le clausole flessibili e le clausole elastiche riferite ai contratti di lavoro a tempo parziale, ecc.), al fine di mantenere l’operativita delle intese raggiunte in attuazione della misura. Cosi come nulla vieta, sempre al fine di rendere operativa la misura, la stipulazione di appositi accordi territoriali quadro o aziendali che disciplinino la materia, anche recependo i contenuti dei contratti collettivi nazionali di riferimento quanto a istituti come lo straordinario, i turni, il lavoro notturno, il lavoro domenicale ordinario, le clausole flessibili e le clausole elastiche riferite ai contratti di lavoro a tempo parziale, ecc.

Ancora, l’Agenzia ha precisato che gli importi sono assoggettabili alla imposta sostitutiva anche sul solo presupposto che essi siano stati corrisposti in attuazione di accordi o contratti collettivi territoriali (che possono essere anche accordi quadro, cioe validi per una pluralita di settori) oppure aziendali (che possono anche essere di rilevanza nazionale come in caso di imprese con pluralita di impianti e siti produttivi) che prevedano modalita di organizzazione del lavoro che siano, in base a una valutazione della parte datoriale, tali da perseguire una maggiore produttivita e competitivita aziendale (come, a titolo meramente esemplificativo, in attuazione di una certa turnazione stabilita in un contratto aziendale, o della regolamentazione, sempre in tali sedi, del lavoro notturno o di lavoro straordinario), senza che sia necessario che l’accordo o il contratto collettivo espressamente e formalmente dichiari che le somme corrisposte siano finalizzate a incrementi di produttivita.

Ecco dove si applica lo sconto fiscale.

– Lavoro straordinario: e detassabile tutta la retribuzione relativa al lavoro straordinario (la quota di retribuzione ordinaria oltre alla quota relativa alla maggiorazione spettante per le ore straordinarie);

– Straordinario a forfait: e detassabile tutta la retribuzione relativa al lavoro straordinario (la quota di retribuzione ordinaria oltre alla quota relativa alla maggiorazione spettante per le ore straordinarie);

– Lavoro supplementare (part time): e detassabile l’intero compenso per lavoro supplementare (lavoro reso oltre l’orario concordato, ma nei limiti dell’orario a tempo pieno applicabile a tutti i lavoratori a tempo parziale)

– Lavoro notturno: sono detassabili le somme erogate per il lavoro notturno in ragione delle ore di servizio effettivamente prestate, nonche l’eventuale maggiorazione spettante per le ore di ordinario lavoro effettivamente prestate in orario notturno;

– Lavoro festivo: e detassabile la maggiorazione corrisposta ai lavoratori che, usufruendo del giorno di riposo settimanale in giornata diversa dalla domenica (con spostamento del turno di riposo), siano tenuti a prestare lavoro la domenica;

– Indennita di turno: e detassabile a condizione che la stessa sia correlata a incrementi di produttivita, competitivita e redditivita;

– Lavoro a turni: sono detassabili le maggiorazioni retributive corrisposte per lavoro normalmente prestato in base a un orario articolato su turni, sempre a condizione che le stesse siano correlate ad incrementi di produttivita, competitivita e redditivita.

(Fonte: Italia Oggi Sette)

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