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28 novembre 2012 Comments (0) Dalla home page

FISCO-Delega: stop dal Senato. E se non c’è più tempo?

Il provvedimento e stato rimandato in commissione Finanze. A deciderlo la riunione dei capigruppo proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto essere approvato e adesso potrebbe non esserci piu tempo (e il Governo aveva chiesto a piu riprese una rapida approvazione al fine di avere a disposizione tempo sufficiente per mettere a punto i decreti leggi attuativi entro la fine del mandato). Ed e sempre piu probabile, quindi, un via libera solo dopo le festivita di Natale, dal momento che nei prossimi giorni la riforma del Fisco dovra obbligatoriamente cedere il passo al ddl Stabilita.

Infatti, anche se il disegno di legge fosse approvato in extremis prima della fine della legislatura, l’esecutivo rischia di non avere comunque il tempo per esercitare le deleghe in esso contenute. La delega, infatti, dovra essere sottoposta anche a una terza lettura alla Camera.

La bagarre e nata sull’articolo 3 del provvedimento, che delega l’esecutivo ad attuare il restyling della disciplina antielusiva e a codificare l’abuso di diritto (nonche i relativi aspetti sanzionatori, anche penali) e la sospensione e stata richiesta dal senatore Lucio Malan del Pdl ( nella foto con il leghista Roberto Calderoli), ma si sono espressi a favore del rinvio anche Lega Nord e Idv. Contrari, invece, Pd e Api-Fli.

A rischio tante riforme da quella al contrasto all’evasione e gli interessi tra contribuenti (con la deducibilita degli scontrini e le ricevute per incentivarne la richiesta da parte dei cittadini), a quella del catasto (che prevede l’invarianza del gettito e quindi non porta aggravi per l’Imu nonche la determinazione di nuovi valori degli immobili insieme con le nuove aliquote e le eventuali deduzioni, detrazioni o franchigie) fino a quella delle rateazioni e i premi a imprese virtuose.

“Lo stop deciso dal Senato rischia di paralizzare un’importante riforma che il Paese e le imprese attendono da molti anni”, e il commento del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. “Il disegno di legge delega sulla riforma fiscale, che doveva essere approvato entro questa settimana dal Senato – ha aggiunto Squinzi – e una delle riforme chiave, necessarie per un piu equo e trasparente rapporto tra fisco e imprese e per rendere l’Italia un paese piu attraente per gli investitori esteri. I principi della delega, improntati a semplificazione, trasparenza e civilta giuridica, sono i capisaldi di un cambiamento che il mondo delle imprese aspetta da anni e che sembrava finalmente vicino alla realizzazione. E’ urgente – ha ribadito il presidente di Confindustria – che questi principi vengano approvati definitivamente e poi attuati nei decreti delegati entro il termine della legislatura. Lo slittamento dei tempi e, inoltre, contrario a quella concordia di intenti piu volte indicata dal capo dello Stato come necessaria per uscire dalle difficolta in cui si dibatte il nostro Paese. “

Cio e tanto piu grave – ha rilevato Squinzi – se davvero, come dichiarato dagli stessi esponenti del Governo, la battuta di arresto al Senato sia stata dettata non da questioni di merito sul provvedimento ma da un clima ormai pre-elettorale” riferendosi al commento di Vieri Ceriani, sottosegretario all’economia secondo il quale “qualcuno crede che senza la delega potra avere le mani piu libere in campagna elettorale, ma cosi ci vanno di mezzo contribuenti e imprese”

Ricordiamo che ieri il Governo avrebbe dovuto porre la fiducia sull’articolato tramite un maxiemendamento destinato tra l’altro a far saltare il rinvio di sei mesi per l’accorpamento delle agenzie fiscali (votato dalla commissione Finanze contro il parere dell’Esecutivo).

Piuttosto dibattuto pure il tema del contrasto di interessi che consentirebbe ai cittadini di detrarre parte delle spese documentate da scontrini e ricevute. Sul punto Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum, e critico. “Il rinvio della delega contrasta con le dichiarazioni del premier Monti sulla volonta di combattere l’evasione fiscale, condannando i consumatori ai vecchi sistemi”. E si torna a discutere di scontrini fiscali per la lotta all’evasione.

L’ultima proposta su questo fronte arriva dalla Cgia di Mestre, che chiede il ritorno dei blitz con i controlli sul campo e soprattutto delle sanzioni per i clienti che si “dimenticano” di chiederli. Sbagliato, invece, ha spiegato il segretario Cgia, Giuseppe Bortolussi, introdurre il “contrasto di interessi”, previsto dalla Delega fiscale, ovvero la possibilita per il cliente finale di scaricare una parte del costo dell’acquisto di beni o servizi. A non convincere la Cgia e l’idea di agevolare il cliente finale “per far emergere una base imponibile facendo perdere allo Stato il mancato gettito sottratto attraverso l’applicazione delle detrazioni”, senza nemmeno la certezza, nel lungo periodo, che l’imponibile emerso superi il mancato gettito. Molto meglio allora tornare alle multe salate per i clienti sprovvisti di scontrino o ricevuta fiscale. “Questo – ha ribadito Bortolussi – e il vero contrasto di interessi da applicare perche si rimetterebbero sullo stesso piano artigiani, commercianti, liberi professionisti e i clienti finali che, non dimentichiamolo, sono quelli che devono pagare l’Iva”.
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