INCUBATORI-Usa College Sport, sei coach americani a Chiavari nel...

LAVORO-Centri per l’impiego: Confapi, occorre ridisegnare la governance

13 luglio 2018 Comments Off on FISCO-Cartelle esattoriali annullabili sotto € 100mila ma solo fino al 2014 Dalla home page

FISCO-Cartelle esattoriali annullabili sotto € 100mila ma solo fino al 2014

Il Difensore Patrimoniale: “Flat Tax non attuabile con le cifre recuperabili dalla Pace Fiscale. E nel frattempo piovono ipoteche e pignoramenti

 

Nei giorni scorsi, durante il suo intervento alla cerimonia del 244esimo anniversario della Guardia di Finanza, il Ministro degli interni Salvini ha lanciato la proposta di “Chiudere da subito tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai 100mila euro”. “Si tratta però di un provvedimento che toccherebbe esclusivamente i debiti fino al 2014, mentre resterebbero comunque fuori tutti i debiti dal 2015 in poi, per i quali continuerebbero ad arrivare pignoramenti, fermi amministrativi ecc.”, afferma Carmine Carlo,( Foto) fondatore di CFC Legal, la prima azienda legale in Italia, specializzata in consulenza ed assistenza in procedimenti giudiziali e stragiudiziali a difesa dei contribuenti, imprenditori e aziende dall’azione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

C’è poi un’ulteriore domanda: “Parliamo di cartelle fino a 100.000 euro o di debiti complessivi fino a 100.000 euro? Può sembrare la stessa cosa ma c’è una bella differenzaSe, come si legge sui giornali, si parlasse di singole cartelle ci troveremmo di fronte a un paradosso: un contribuente con una cartella ed un debito complessivo di 101.000 euro non potrebbe aderire alla pace fiscale mentre un contribuente con 9 cartelle da 99.999 euro per un debito complessivo di circa 1 milione di euro potrebbe aderire. Molto probabilmente ci si riferisce ai debiti complessivi e allora cosa succede se un contribuente ha 99.999 euro di debiti ed un altro 101.000? Il secondo potrà aderire alla pace fiscale per 100.000 euro o invece sarà completamente escluso per avere superato la soglia di soli 1.000 euro?”, si chiede ancora Carmine Carlo.

Il Governo sta inoltre cercando le risorse per accelerare la pace fiscale. Pace Fiscale e Flat Tax sono argomenti che tengono banco ormai da qualche settimana. Non solo perché toccano da vicino ogni imprenditore e professionista ma anche perché, seppur condivisibili e auspicabili, radicano la propria attuabilità in alcune inesattezze. Per dirla con Carlo Carmine, “I conti non tornano”.

Iniziamo dalla Flat Tax che, quale punto qualificante del programma del Centro Destra alle scorse elezioni, è sotto i riflettori: “Per attuarla serviranno circa 50 miliardi di euro da intercettare nell’attuazione della seconda grande manovra prevista e connessa: la Pace Fiscale”, spiega Carlo, specializzato in Diritto Tributario Internazionale presso l’Università Bocconi di Milano e, successivamente, in Fiscalità Internazionale e Fiscalità Finanziaria e delle Operazioni Straordinarie di Imprese, oltre che autore del libro “Liberati da Equitalia | AER” (Bruno Editore).

“Qui nascono le prime perplessità poiché, secondo le stime dell’attuale Governo, la Pace Fiscale dovrebbe restituire alle casse dello Stato circa 50 miliardi di euro. Ma non sono stati valutati alcuni ‘dettagli’ fondamentali – prosegue Carlo – In termini pratici, la Pace verrebbe raggiunta attraverso il versamento di una somma pari al 6% del dovuto per imposte, sanzioni, interessi e accessori (ma non per i contributi Inps), nel caso in cui il debitore non sia proprietario di alcun immobile ed abbia indicato nell’ultima dichiarazione dei redditi un imponibile inferiore a 18 mila euro, del 10%per un reddito dichiarato imponibile inferiore ai 24 mila euro e del 25% per tutti gli altri (per un debito massimo pari a 200 mila euro)”.

A proporre la “Pace”, attraverso l’“Atto Camera n. 3170 del 15 giugno 2015”, è stato l’onorevole Fedriga della Lega.

L’obiettivo della proposta è rintracciare i fondi per finanziare la Flat Tax ma, secondo Carlo, proprio qui arriva il primo intoppo. “I fondi necessari si fermerebbero, nella migliore delle ipotesi, a soli 10 miliardi di euro del ‘saldo e stralcio’”.

Come dichiarato dall’ex n° 1 di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, i debiti ad oggi esigibili dallo Stato sarebbero di 817 miliardi di euro. “Una cifra notevole, a cui si arriva però considerando le somme dovute anche da soggetti falliti, da persone decedute, da imprese cessate, da nullatenenti, dai tanti per cui la riscossione è sospesa per i provvedimenti di autotutela emessi da enti creditori o sentenze dell’autorità giudiziaria e da quanto dovuto da contribuenti rispetto ai quali Equitalia ha già tentato invano azioni di riscossione. Le azioni di recupero potrebbero ragionevolmente avere efficacia su appena 51,9 miliardi di euro di quella cifra”.

Ma non è finita: “Dai 52 miliardi in “magazzino” si scende a 41 dopo aver sottratto le somme della Rottamazione e delle Rottamazione Bis, incluse sanzioni e interessi”, aggiunge il Difensore Patrimoniale.

La raccolta sarebbe molto più bassa rispetto alle attese, e, seppur ipotizzassimo la massima adesione alla manovra – ma non sarà così perché aliquote, debiti e patrimoni includono saldi e stralci per anche il 6% – con l’applicazione unanime dell’aliquota del 25%, si potrebbe contabilizzare un introito massimo 10,25 miliardi, pagabile in due anni. Una cifra di gran lungo lontana dai 50 miliardi prospettati, dichiarati e attesi”, chiarisce ancora Carlo.

Da Difensore Patrimoniale che giorno per giorno vive le richieste e le esigenze degli imprenditori italiani, mi sento di condividere due scetticismi – prosegue Carlo – Il primo, dati alla mano, è riferito ai numeri e al fatto che con la Pace Fiscale non sarebbe possibile in alcun modo raggiungere l’attesa somma per rimpinguare le casse dello Stato e finanziare la Flat Tax considerando, oltretutto, che un annuncio del genere sta facendo vacillare tutti quei contribuenti pronti a versare la prima rata della Rottamazione Bis, con la quale lo sconto atteso era in media del 30% (mentre con la Pace Fiscale si potrebbe arrivare addirittura al 94%)”.

Il secondo aspetto negativo è presto deducibile. “Mentre imprenditori e professionisti attendono le decisioni del Governo non sanano le proprie situazioni. Ne consegue che, soprattutto in questo periodo, sono moltissimi quelli che decidono di non pagare, non affrontando di fatto la situazione pendente. Sono convinto che la Pace Fiscale possa aiutare davvero tanti contribuenti che, per via della crisi, si trovano in difficoltà con l’Agenzia delle Entrate/Riscossione, ma di è fondamentale importanza la tempistica. Gli annunci ed i proclami fanno male a tutti. Alle casse dello Stato perché le persone attendono e non pagano, alle aziende e alle famiglie che nell’attesa ricevono ipoteche, pignoramenti e fermi amministrativi”, conclude Carmine Carlo.

CFC Legal è la prima azienda legale in Italia, specializzata in procedimenti a difesa di cittadini e aziende dall’azione dell’Agenzia delle Entrare Riscossione.  Offre una vasta gamma di servizi e consulenza legale, fiscale e contabile, opponendosi da sempre all’illegittimità delle procedure di riscossione tasse e tributi. Grazie all’esperienza dei soci fondatori nel settore legale e fiscale e alla selezione dei collaboratori, la CFC Legal assiste ogni giorno professionisti e imprenditori nelle questioni relative ai procedimenti contro Equitalia | AER, annullando pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche e intimazioni di pagamento.

Comments are closed.