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22 febbraio 2011 Comments (0) Approfondimenti

FISCO -Irap: entro 1° marzo opzione per società di persone

Entro il 1° marzo, societa di persone e persone fisiche esercenti attivita commerciali possono effettuare l’opzione – che va fatta solo per via telematica – per la determinazione della base imponibile con le stesse regole previste per le societa di capitali. Infatti, il termine e fissato entro 60 giorni dall’inizio del periodo d’imposta: pertanto, chi intende applicare le regole previste per le societa di capitali dal periodo d’imposta 2011, deve effettuare l’opzione entro il 1° marzo 2011. Due sono gli aspetti cui occorre fare attenzione: l’esercizio dell’opzione, entro il 1° marzo, e riservato alle imprese individuali e le societa di persone che hanno l’esercizio coincidente con l’anno solare, in regime di contabilita ordinaria e l’opzione e irrevocabile per tre periodi d’imposta (Agenzia delle Entrate, provvedimento 29 maggio 2008, n. prot. 86175/2008).

Per le societa di persone neo-costituite, l’opzione per la determinazione della base imponibile con le predette modalita puo essere esercitata, come previsto per l’esercizio dell’opzione a regime, entro 60 giorni dall’inizio del primo periodo di imposta. Per gli imprenditori individuali che iniziano l’attivita in corso d’anno, l’opzione puo essere esercitata in relazione a tale periodo di imposta entro 60 giorni dalla data di inizio dell’attivita di cui all’art. 35, D.P.R. n. 633/1972.

Qualora un soggetto Ires che si trasforma in societa di persone intenda mantenere il regime di determinazione della base imponibile di cui si discute, dovra esercitare l’opzione entro il termine di 60 giorni dalla data di efficacia giuridica della trasformazione medesima. In caso di mancato esercizio dell’opzione, si intendera “naturalmente” ed automaticamente adottato il regime “naturale” previsto per i soggetti Irpef. Resta ferma in tal caso la possibilita di optare per l’applicazione del regime di cui si discute nei termini “ordinari”, ossia entro 60 giorni dall’inizio del periodo d’imposta.

In caso di trasformazione di societa di persone in societa di capitali, invece, non e necessaria alcuna comunicazione, atteso che queste ultime determinano la base imponibile esclusivamente in base alle regole previste per i soggetti Ires, a prescindere dalle modalita di determinazione della base imponibile in precedenza applicate dalla societa trasformanda.

Al termine del triennio, l’opzione si intende tacitamente rinnovata per un altro triennio a meno che l’impresa non opti per la determinazione del valore della produzione netta secondo le regole esposte in precedenza; anche in questo caso, l’opzione e irrevocabile per un triennio e tacitamente rinnovabile. Al riguardo, con la circolare 28 ottobre 2008, n. 60/E (cfr. “”, il Quotidiano IPSOA del 29 ottobre 2008), e stato precisato che, per effetto del vincolo triennale dell’opzione esercitata, il contribuente e obbligato a mantenere, per lo stesso periodo di validita dell’opzione, il regime di contabilita ordinaria. L’esercizio della revoca dell’opzione precedentemente comunicata non preclude la possibilita per il contribuente di modificare il proprio regime contabile. Inoltre, ai fini della possibilita di esercitare l’opzione in questione, a nulla rileva la circostanza che i soggetti Irpef adottino il regime di contabilita ordinaria per scelta, cosi come prescritto ai sensi dell’art. 18, comma 6, D.P.R. n. 600/1973 e non per obbligo ai sensi dell’art. 14 del menzionato D.P.R. n. 600/1973.

Il regime “naturale” Irap per le societa di persone (societa in nome collettivo e in accomandita semplice e quelle ad esse equiparate) e per le persone fisiche esercenti attivita commerciali, prevede la determinazione della base imponibile come differenza tra l’ammontare dei ricavi di cui all’art. 85, comma 1, lettere a), b), f) e g), Tuir, e delle variazioni delle rimanenze finali di cui agli articoli 92 e 93 del medesimo Tuir, e l’ammontare dei costi delle materie prime, sussidiarie e di consumo, delle merci, dei servizi, dell’ammortamento e dei canoni di locazione anche finanziaria dei beni strumentali materiali e immateriali.

Inoltre, non sono deducibili: le spese per il personale dipendente e assimilato; i compensi per attivita commerciali e per prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente; i costi per prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa; i compensi per prestazioni di lavoro assimilato a quello dipendente; gli utili spettanti agli associati in partecipazione che apportano solo lavoro; la quota interessi dei canoni di locazione finanziaria, desunta dal contratto; le perdite su crediti e l’Ici. Inoltre, i contributi erogati in base a norma di legge concorrono comunque alla formazione del valore della produzione, fatta eccezione per quelli correlati a costi indeducibili. I componenti rilevanti si assumono secondo le regole di qualificazione, imputazione temporale e classificazione valevoli per la determinazione del reddito d’impresa ai fini dell’imposta personale.

Effettuando l’opzione, invece, tali soggetti possono determinare il valore della produzione da assoggettare a Irap come differenza tra il valore e i costi della produzione di cui alle lettere A) e B) dell’articolo 2425 del Codice civile, con esclusione delle voci di cui ai numeri 9 (costi per il personale), 10, lettere c (altre svalutazioni delle immobilizzazioni) e d (svalutazioni dei crediti compresi nell’attivo circolante e delle disponibilita liquide), 12 (accantonamenti per rischi) e 13 (altri accantonamenti), cosi come risultanti dal conto economico dell’esercizio.

Anche in tal caso, tra i componenti negativi non si considerano comunque in deduzione: le spese per il personale dipendente e assimilato classificate in voci diverse dalla citata voce di cui alla lettera B), numero 9), dell’art. 2425 c.c.; i compensi per attivita commerciali e per prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente; i costi per prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa; i compensi per prestazioni di lavoro assimilato a quello dipendente; gli utili spettanti agli associati in partecipazione che apportano solo lavoro; la quota interessi dei canoni di locazione finanziaria, desunta dal contratto; e perdite su crediti e l’Ici. (Fonte:ipsoa.it – art. di Saverio Cinieri)

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