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6 aprile 2011 Comments (0) Dalla home page

FISCO-Evasione: squilibrio tra Nord e il resto d’Italia

La stampa nazionale, nei giorni scorsi, ha riportato la notizia che l’Agenzia delle entrate sta mettendo a punto una nuova banca dati, con lo scopo di migliorare ulteriormente l’efficacia e l’efficienza dell’attivita di prevenzione e repressione dei fenomeni di elusione ed evasione fiscale sul territorio nazionale:tale banca dati, denominata DataBaseGeomarket, prende in considerazione 50 indicatori statistici di tipo economico, sociale, finanziario e demografico, a partire dal 2001 ad oggi, e li riclassifica per bacino di contribuenti, attitudine a pagare le tasse, caratteristiche demografiche del territorio e altre dimensioni. E’ questo l’argomento di un interrogazione dei deputati leghisti, a prima firma Marco Reguzzoni, rivolta al ministro dell’Economia Giulio Tremonti per sapere. visto che i datisul rapporto tra imposta versata e imposta dovuta presentano forti differenze tra le diverse aree del Paese, “come l’Agenzia delle entrate intenda rafforzare la propria presenza laddove l’attitudine a pagare le tasse e inferiore”.

All’interrogazione ha risposto alla Camera il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito nel corso del Question time di mercoledi 6 aprile, avvalendosi degli elementi forniti dal Ministero dell’Economia e delle finanze al quale era stata rivolta la vostra interrogazione. “Per quanto riguarda – ha spiegato Vito – le principali linee di intervento che l’Agenzia delle entrate intende porre in essere per rafforzare ulteriormente l’azione di prevenzione e recupero dei fenomeni di elusione ed evasione, le linee programmatiche per il 2011, definite in coerenza con il quadro socio-economico del territorio, puntano al consolidamento dei risultati raggiunti nel 2010 e, qualora possibile, al loro miglioramento. In particolare, l’attivita di prevenzione e contrasto sara finalizzata ad incrementare la capacita dissuasiva ed a migliorare ulteriormente la qualita attraverso la selezione mirata dei soggetti da sottoporre a controllo sulla base dell’analisi del rischio effettuata per ciascuna tipologia di contribuenti, nonche sulla base di tutti gli elementi istruttori in possesso. Tale obiettivo potra essere conseguito anche grazie ai nuovi strumenti introdotti dal decreto-legge n. 78 del 2010. Inoltre, l’Agenzia delle entrate, consapevole del fatto che al raggiungimento della compliance contribuisce non solo l’attivita di prevenzione e recupero, ma anche, in modo determinante, l’assistenza e i servizi offerti ai contribuenti, intende proseguire ad incrementare le iniziative di estensione e miglioramento dei servizi offerti con modalita telematiche”.

“Il riassetto organizzativo appena completato – ha continuato il ministro – ha permesso una razionalizzazione della presenza dell’Agenzia sul territorio. Con il nuovo assetto organizzativo le attivita di accertamento sui contribuenti di maggiori dimensioni, quelli che hanno in volume d’affari ricavi e compensi uguale o superiore a 100 milioni di euro, vengono concentrate a livello regionale, mentre per le altre attivita di accertamento piu qualificate la direzione sale dal livello sub provinciale a quello provinciale con una evidente razionalizzazione e una maggiore organicita nell’uso delle risorse da impegnare in queste attivita. Sul territorio operano strutture denominate uffici territoriali a cui e affidato il compito di curare, oltre all’attivita di informazione ed assistenza, la gestione delle imposte dichiarate e i controlli a maggiore diffusione sul territorio.Peraltro, e prevista l’evoluzione del modello organizzativo al fine di renderlo ancora piu aderente alle specifiche realta territoriali, rimodulando la presenza di tali uffici e istituendo, laddove necessario, nuovi punti di assistenza presso i comuni, sportelli decentrati”. Non solo, il Ministero dell’Economia e delle finanze segnala che, per il 2011, e previsto il reclutamento di oltre 800 risorse a copertura del turnover. In tal modo – ha concluso Vito – si rafforzeranno anche gli organici delle Regioni del Sud, salvaguardando comunque gli attuali livelli di servizio del restante territorio”.

Nella replica, il deputato leghista Marco Maggioni, firmatario dell’interrogazione Reguzzoni, si e detto soddisfatto della risposta del Governo ricordando come sia “necessario fotografare a trecentosessanta gradi il comportamento dei contribuenti, al Nord come al Sud, perche e evidente che dove e meno forte la presenza dello Stato i cittadini non pagano compiutamente le tasse.In particolare, e grave lo squilibrio sull’evasione fiscale tra le province padane e il resto del Paese”. Infatti, ha sottolineato Maggioni “il rapporto tra imposta versata e imposta dovuta nelle province di Milano, Torino, Genova, Roma, Lecco, Cremona e Brescia e del 10,93%, mentre sale ad oltre il 64% a Bari, Napoli, Catania e Palermo, per raggiungere il livello record del 65% a Caserta, Salerno, Cosenza, Reggio Calabria e Messina”.

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