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17 maggio 2011 Comments (0) Dalla home page

FISCO-Rimborsi Iva: 60 giorni anche senza garanzia

La mancata dichiarazione di garanzia per il rimborso dell’Iva, non sospende i termini per l’esecuzione del pagamento da parte dell’Agenzia delle entrate e dei relativi interessi per il ritardo. Come e spiegato nella Circolare 17/E dell’Agenzia delle entrate dal titolo “Rimborsi – Procedura ordinaria e semplificata – Omessa prestazione delle garanzie – Sospensione dei termini di decadenza dell’accertamento – Decorrenza degli interessi – Chiarimenti – Artt. 38-bis e 57 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633”, dedicata ai Rimborsi Iva e alla documentazione che i contribuenti dovranno fornire al fine di dimostrare l’esistenza di un eventuale credito e la conseguente spettanza del rimborso. Naturalmente qualora i documenti venissero presentati in ritardo questo si tradurrebbe per forza di cose in un allungamento dei tempi di accertamento. La garanzia viene considerata necessaria per poter erogare il rimborso Iva e viene richiesta dall’Amministrazione soltanto al fine di tutelarsi in caso di indebito rimborso, dunque non e necessaria per concederlo. Allora appare chiaro come il ritardo nella consegna della documentazione relativa si estrinseca semplicemente in un ritardo nei tempi dell’erogazione del rimborso.

Come si sa il rimborso Iva viene erogato dall’agente incaricato della riscossione o dall’ufficio territorialmente competente attraverso una procedura semplificata che prevede un ritorno dell’importo entro i 60 giorni dalla dichiarazione contenente la richiesta dell’eccedenza del credito Iva annuale nell’apposito Quadro Vr (i cui termini per la presentazione decorrono dal febbraio di ogni anno). Durante questo periodo di due mesi l’Agenzia si incarica di effettuare i primi controlli rispetto alla documentazione presentata. “Una volta conclusasi la fase istruttoria segue – se spettante – la liquidazione del rimborso del credito Iva per il quale e, comunque, necessario che il contribuente presti garanzia, sempreche non possa beneficiare degli esoneri previsti dalla normativa di riferimento. Inoltre, in caso di tardiva esecuzione del rimborso, sulle somme corrisposte maturano gli interessi, nelle misura del 2 per cento annuo (cosi fissata, a partire dal 1° gennaio 2010 dal decreto 21 maggio 2009)’, che iniziano a decorrere: 1. dal novantesimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per i rimborsi liquidati dall’Ufficio; 2. dal sessantesimo giorno successivo all’invio della dichiarazione, per i rimborsi erogati dall’Agente della riscossione tuttavia il fatto che essa non sia presente non influisce in alcun modo sui termini di decadenza del potere di accertamento da parte dell’Agenzia stessa”.

Nella documentazione presentata corre l’obbligo al contribuente di presentare anche la garanzia – come previsto dall’Art. 38 bis del DPR n. 633 del 1972. Ma la mancata presentazione non sospende i termini del rimborso: infatti, “solo nella successiva fase di liquidazione, l’Amministrazione finanziaria, una volta accertata la spettanza del rimborso, richiede al contribuente la garanzia, ai sensi del citato articolo 38-bis, e provvede alla liquidazione dell’importo spettante mediante disposizione di pagamento, oppure mediante ordinativo di pagamento se il richiedente non ha un conto fiscale aperto. L’atto di garanzia, quindi, pur rappresentando un documento da acquisire durante l’iter di esecuzione del rimborso, non e richiesto al contribuente ai fini del controllo della regolarita formale dell’istanza presentata ma e propedeutico alla sola fase di liquidazione del rimborso stesso[…]Tale atto e, infatti, volto a salvaguardare immediatamente gli interessi dell’Erario qualora sia accertata, in altra sede, la non spettanza della somma originariamente rimborsata ed e, pertanto, del tutto ininfluente ai fini dell’accertamento e della rettifica della dichiarazione da cui risulta il credito IVA” – dunque, conlcude l’Agenzia “Ne consegue, pertanto, che l’eventuale mancata prestazione della garanzia di cui all’articolo 38-bis non e idonea a prolungare illimitatamente il termine di decadenza del potere di accertamento da parte dell’Amministrazione finanziaria, non rientrando la stessa tra i documenti cui si riferisce l’articolo 57”.

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