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27 gennaio 2011 Comments (0) News

FEDERALISMO – Municipale: Clerici, si porta dietro il peccato originale dell’Ici

La riforma del federalismo fiscale municipale si porta dietro il peccato originale dell’Ici: una esenzione per l’abitazione in proprieta realizzata un modo sbagliato mediante abolizione diretta dell’obbligo, invece che attraverso la detraibilita dalle imposte erariali. Lo ha dichiarato il presidente di Assoedilizia e vicepresidente di Confedilizia, Achille Colombo Clerici, spiegando che “quando venne abolita l’Ici per l’abitazione principale in proprieta, si creo un vuoto nei bilanci comunali di circa 3 miliardi di euro, vuoto che avrebbe dovuto esser colmato dallo Stato mediante trasferimenti compensativi. Abbiamo visto poi – ha commentato Clerici – con quale fatica lo Stato abbia provveduto, e come in parte sia venuto meno all’impegno”.

“Ora, con il federalismo fiscale municipale si va riducendo il ruolo del sistema dei trasferimenti statali ai Comuni – ha spiegato Clerici – ma si ripropone e si perpetua con l’Imup ( che sostanzia, come imposta immobiliare, l’autonomia impositiva dei comuni stessi) esattamente il sistema di prelievo proprio dell’Ici con la sua lacuna a proposito dei contribuenti chiamati a concorrere alla formazione del gettito fiscale di competenza comunale ( sistema delle esenzioni e delle esclusioni dalle esenzioni ). E allora sorge la preoccupazione – ha poi avvertito – che, dovendosi far quadrare i conti ( e le aliquote di quell’imposta giocheranno un ruolo fondamentale ) saranno chiamati a colmare il mancato gettito della prima casa i contribuenti che oggi pagano l’Ici ( case in affitto, seconde case, uffici, negozi, bar, magazzini, box non pertinenziali, botteghe artigiane, opifici industriali, alberghi,locande, cinema, aree fabbricabili,abitazioni ex rurali ) per i quali non ci sarainvarianza del prelievo fiscale .La seconda anomalia – ha concluso Clerici -rappresentata dal fatto che, poiche l’Imup serve a finanziare i servizi comunali, in Italia ci saranno ben 18 milioni di famiglie su 24 milioni che questi servizi non li pagheranno o li pagheranno in modo molto ridotto”.

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