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14 dicembre 2017 Comments Off on FARMACEUTICA-Open Accelerator: i vincitori della seconda edizione News

FARMACEUTICA-Open Accelerator: i vincitori della seconda edizione

Sono cinque i progetti vincitori della seconda edizione di Open Accelerator, programma sostenuto interamente dall’azienda farmaceutica Zambon. È Margherita Morpurgo (Università di Padova) a ritirare il premio sul palco per Ananas Liver – sistema per patologie epatiche croniche che limita gli effetti collaterali indesiderati – che si aggiudica un investimento di 100mila euro e l’utilizzo degli spazi OpenZone.

“Ci speravo anche perché questo è l’inizio di una nuova storia che nasce da tanti anni di lavoro alle spalle, da una tecnologia che noi riteniamo matura e che doveva incontrare e ha incontrato il giusto partner come Zambon”, commenta emozionata la vincitrice di una squadra al femminile.

Premiati anche Biorek (Ospedale San Raffaele di Milano) – nuovi biomarcatori diagnostici e predittivi per il cancro al rene – che vince 50mila euro; PD Innovations (Campus Bio-medico Università di Roma e Oxford University) – soluzione integrata per pazienti affetti dalla malattia di Parkinson – che si aggiudica 25mila euro; potranno utilizzare gli spazi in OpenZone anche Pdmee (Università di Padova) e GIMOpd (Instituto de Biomedicina de Sevilla, IBiS) entrambi i progetti guardano da aspetti differenti i sintomi della malattia di Parkinson.

Una seconda edizione, la prima internazionale, che “premia la ricerca italiana a dimostrazione che è di grande qualità e che forse quello che dobbiamo fare anche come imprenditori è sviluppare, dare delle possibilità attraverso un percorso formativo di alta qualità. Siamo consapevoli che l’innovazione vada premiata, ed è per questo che ‘Open Accelerator’ offre alle idee vincitrici anche un investimento iniziale, per permettere alle startup di muovere i primi passi”, commenta Elena Zambon, presidente dell’omonima azienda farmaceutica.

L’iniziativa – che ha riguardato quattro macro aree d’interesse – è partita ad aprile e si è chiusa agli inizi di luglio. Dai 124 progetti candidati, provenienti da tutto il mondo, sono stati scelti i più meritevoli, che hanno potuto partecipare al percorso di accelerazione di 12 settimane, creato da Zcube in collaborazione con Officine Innovazione di Deloitte, dando l’opportunità a ricercatori e scienziati di lavorare su una propria idea o un prototipo e sviluppare un modello di business attraverso una strategia di sviluppo sostenibile e profittevole.

“Un trampolino di lancio per le startup o un campus scientifico per supportare i progetti, dalla tecnologia allo sviluppo”, a usare le parole di Giovanni Rizzo, chief of Innovation division, Zcube. Il percorso – 13 i progetti arrivati in finale ed esaminati da una commissione – si è avvalso del supporto di mentors e advisor anche internazionali, imprenditori ed esperti a quattro partner: Unicredit Start Lab, Innogest, Italian Angel for Biotech (Iab) e Premio Gaetano Marzotto.

“Open Accelerator si conferma una palestra per supportare giovani ricercatori-imprenditori, nel portare a maturazione idee nuove nelle Scienze della Vita”, ha commentato Elena Zambon, presidente di Zambon. La call for ideas ha riguardato quattro macro aree d’interesse. Drug delivery systems, open source prototyping (medical devices, biomarkers, diagnostics), wearables e digital health e big data. La candidatura è partita ad aprile 2017 e si è chiusa agli inizi di luglio con 124 progetti provenienti da tutto il mondo.

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