LAVORO – Apprendistato: varrà come scuola

IMPRESE – Contraffazione: tutelare anche il design orafo

20 gennaio 2010 Comments (0) Dalla home page

CLASSIFICHE – Libertà economica: Italia dopo Armenia

L’Italia sale di due posizioni e arriva al 74° posto, ma resta indietro rispetto alle grandi economie nella classifica sulla liberta economica, vale a dire la liberta di produrre, scambiare e consumare ogni prodotto o servizio richiesto, senza l’uso della forza e della coercizione, e senza l’intervento dello Stato. E’ quanto emerge dalla ricerca stilata dal Wall Street Journal e dalla Heritage Foundation, secondo cui l’Italia e superata anche da Polonia, Madagascar e Armenia. In testa alla classifica 2010 si confermano Hong Kong, Singapore e Australia. Gli Stati Uniti perdono due posizioni rispetto all’anno scorso e vengono superati dal Canada.

Da sottolineare che poiche l’indice individua dieci diversi tipi di misurazioni utili per capire il grado di liberta economica di un Paese, il miglioramento della posizione dell’Italia in classifica dipende anche dal calo registrato da altre grandi economie. Il rapporto mette in luce anche il permanere di “disparita regionali nello sviluppo economico, con il Nord che registra una ormai ben avviata tradizione imprenditoriale nel settore privato, mentre il Meridione resta piu dipendente dall’agricoltura e dallo Stato sociale” e che in Italia una parte considerevole dell’attivita economica resta al di fuori dall’economia legale.

Secondo l‘Istituto Bruno Leoni, nei programmi dei partiti c’e poco spazio per la liberta economica e lo ha dimostrato con un’analisi che ha misurato le attitudini riformatrici dei partiti a confronto con il proprio “Manuale delle riforme per la XVI legislatura”. Infatti, per l’Istituto torinese, nei programmi vi sono alcuni spunti interessanti ma in nessun caso si osserva una visione coerentemente orientata al mercato.

Secondo l’analisi dell’Istituto, il Pd ottiene una buona valutazione sui temi delle liberalizzazioni e della riforma della pubblica amministrazione. Il PdL, al contrario, appare piu orientato al mercato sulle questioni del fisco, della scuola e del lavoro. Per entrambi i partiti maggiori, la valutazione e fortemente negativa su trasporti e sanita: nel caso delle infrastrutture, l’impianto dei programmi e fondamentalmente dirigista. Per quanto riguarda invece la sanita (tema fortemente sentito dall’elettorato, come testimoniano ricerche demoscopiche recenti), si segnala l’assenza di contenuti in entrambe le forze maggiori. L’Udc, per i ricercatori dell’Istituto, si connota invece come un partito attento al tema della liberta di educazione, ma in media non distante dall’approccio economico dei due concorrenti elettorali. La Sinistra l’arcobaleno risulta invece – come prevedibile e rivendicato dai suoi stessi esponenti – una realta impermeabile alle ragioni del mercato.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.