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CONSUMI – Rapporto Coop: due anni per una ripresa

10 settembre 2009 Comments (0) News

ECO – Occorre rilanciare le riforme del Paese

Ecco la lettera aperta di Angelo Bruscino; presidente Giovani Confapi di Napoli

Dai risultati di una recentissima indagine pubblicata in questi giorni da DOING BUSINESS, tesa a valutare la capacita e il costo di fare impresa in 183 stati ( dei quali 79 area OCSE ), emerge con grande rammarico per il mio orgoglio patrio, che l’ Italia e risultata 78esima, penultima nazione Ocse, davanti alla sola Grecia e in discesa di 4 posti rispetto all’ anno precedente, surclassata da paesi come il Montenegro, la Bielorussia, Panama e Kirgizistan, insomma, l’ Italia sembra voler confermare la propria incapacita ad interpretare e realizzare molte di quelle riforme sostanziali (alcune a costo zero), che la renderebbero in grado di rialzare la testa e ricominciare a dare fiato alla nostra economia e probabilmente anche a dare una risposta alla volonta e alle insistenti richieste delle imprese per un vivere e un lavorare piu civile, dove non sia sempre in discussione ad esempio il diritto e la certezza di vedere onorati i propri crediti da parte dei terzi, soprattutto quando questo terzo e lo stato, infatti come evidenziato dal rapporto uno degli elementi della nostra discesa in classifica e proprio l’ incapacita della giustizia civile a rispondere in tempi brevi e certi alle istanze presentate (sono 1.210 giorni medi per ogni causa) oltretutto partecipando per circa un terzo all’ aggravio dei costi per riscuotere i crediti vantati, ulteriore dato negativo e poi quello che caratterizza queste istanze che in troppi casi vengono intentate contro aziende e enti pubblici, che come e noto sono i primi attori dei ritardi nel pagamento, con punte che nella sola Campania toccano e superano i 600 giorni di ritardo, ma questo non e purtroppo l’ unico elemento che ci spinge cosi in basso nella classifica stilata da Doing Business, perche paradossalmente anche il pagamento delle imposte e un’ avventura, una piccola impresa italiana impiega circa 334 ore l’ anno, contro le 135 di un impresa belga e con un aliquota effettiva vicina al 69% tra le piu alte di Europa. Potrebbe andare peggio ? Per l’ imprese italiane e soprattutto per le neo e giovani imprese che si confrontano con un economia globalizzata e piu efficiente … forse si. La gravissima crisi che ha colpito l’ economia mondiale, ha per molti dei 183 paesi oggetto dell’ indagine di Doing Business, rappresentato l’ opportunita per riformare intere aree dell’ economia, superando resistenze e lobby di interesse, in nome dell’ interesse comune e della volonta di superare la difficile congiuntura economica, stimolando spesso gli stati ad agire in maniera anche ambiziosa nel riformare intere aree dei loro apparati, che vanno dall’ economia, alla giustizia, al mercato del lavoro, all’ accesso al credito. Nel leggere con attenzione il rapporto inoltre si nota che i paesi che hanno beneficiato del maggior salto in classifica, sono quelli che sono intervenuti a sostegno delle semplificazioni per le piccole e medie imprese, la cui sopravvivenza (in italia rappresentano il 90% delle imprese ) e messa a durissima prova dalla crisi e che nonostante tutto rappresenta la sfida pronta a generare la miglior opportunita per ritornare a crescere come paese e come imprese non solo nelle fredde classifiche stilate dagli studi nazionali o internazionali, ma anche nella famosa fiducia di un popolo di imprenditori che non e mai stato secondo a nessuno e che certamente non ama sentirsi 78esimo e leggere un rapporto sullo stato del nostro paese che si conclude con un lapidario : “NESSUNA RIFORMA APPORTATA”

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