ECO – Italia, 900mila posti a rischio nei prossimi...

3 febbraio 2008 Comments (0) Dalla home page

ECO – Movimpresa 2008: A rischio le imprese individuali

Bene gli artigiani, in aumento le societa di capitale e le coop

Risultato negativo delle imprese individuali, un valore che pero avrebbe potuto essere doppio.  Meno 16mila ma a contribuire positivamente le imprese aperte da immigrati (15mila in piu nei dodici mesi passati).

Tra le piccole, tengono complessivamente le artigiane (+5.500), anche se e proprio tra gli artigiani che si registrano le perdite piu rilevanti (-5mila unita) del settore manifatturiero. A compensare la riduzione delle imprese piu piccole sono state le societa di capitali, aumentate di 49mila unita al ritmo del 4% su base annua.

“Il virus della crisi mondiale sta cominciando ad aggredire l’economia reale e l’anagrafe delle imprese ne registra i primi effetti, segno che bisogna far presto ad applicare le terapie necessarie – ha detto il Presidente di Unioncamere, Andrea Mondello, commentando i dati Movimprese 2008, una radiografia del  tessuto imprenditoriale italiano che nel 2008 ha fatto registrare la crescita piu’ contenuta degli ultimi sei anni. Nei dodici mesi passati, infatti, il bilancio tra iscrizioni e cessazioni al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio ha fatto segnare un attivo di sole 36.404 unita’, il risultato piu’ modesto dal 2003. Il saldo di fine anno e’ frutto della differenza tra le 410.666 iscrizioni (la performance meno brillante degli ultimi cinque anni) e le 374.262 cessazioni (il secondo peggior risultato dal 2003 dopo il record del 2007 quando, a chiudere i battenti, furono 390mila imprese). In termini percentuali, il bilancio tra imprese ‘nate’ e ‘morte’ si traduce in un tasso di crescita dello 0,59% (era stato lo 0,75% nel 2007), che porta il totale delle imprese esistenti a fine dicembre scorso a 6.104.067 unita’.

“L’aumento delle cessazioni – ha osservato Mondello – e un allarme da raccogliere perche non vada disperso il patrimonio di imprenditorialita che, anche in questa fase di crisi, sta sostenendo il Paese sul fronte dell’export. Difendere le imprese significa difendere posti di lavoro e porre le basi per nuove opportunita di sviluppo”.  

Comunque l’inasprimento delle condizioni dei mercati non affiora, se non in lieve misura,  dall’analisi dei dati sulle aperture di procedure fallimentari, cresciute nel 2008 al ritmo del 2,2% (in particolare nel commercio, costruzioni e trasporti). Ma per avere un quadro di quanto accaduto nell’ultima parte dell’anno bisognera attendere i consuntivi del primo trimestre 2009.

Infine, le aree territoriali che hanno contribuito maggiormente all’aumento dello stock delle imprese nel 2008  sono state quelle del Centro (+1,2%) e del Nord-Ovest (+0,9%). Nel Mezzogiorno la crescita (+0,32%) e stata la meta della media nazionale, mentre e stato praticamente fermo il Nord-Est (+0,06%).

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