CRISI – Tutta colpa di Cina, Usa e dell’anomalo...

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18 febbraio 2009 Comments (0) Dalla home page

ECO – L’idea di Marcegaglia: trasformare i Tfr in liquidità

E’ uno dei tre rimedi alla crisi con l’anticipo dei crediti con PA e i Confidi

Bloccare per un anno in azienda i versamenti per i Tfr per creare un fondo di garanzia. Lo ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia (nella foto), come soluzione al fatto che le imprese non riescono facilmente a ottenere liquidita dalle banche. “Si potrebbe – ha detto Marcegaglia – arrivare alla decisione che per un anno i flussi dei trattamenti di fine rapporto non vadano all’Inps, ma vengano tenuti all’interno delle imprese”. Oppure i flussi del Tfr potrebbero servire a “creare un fondo di garanzia che aiuti il sistema del credito alle piccole e medie imprese”.
Ma la presidente di Confindustria ha altre due idee per aiutare le imprese a superare la crisi economica: la Cassa Depositi e Prestiti potrebbe anticipare i crediti delle imprese con le pubbliche amministrazioni e il Fondo di garanzia di 450 milioni di euro previsto nel Decreto 185 per le Confidi dovrebbe essere reso operativo al piu presto. “Il tema del credito e fondamentale – ha aggiunto – servono decisioni concrete perche se non c’e credito si blocca il sistema delle imprese, ancor piu nel Sud, ed e assolutamente necessario che, come sta accadendo in tutti i Paesi europei e anche negli Stati Uniti e in Cina, il Governo italiano sostenga l’economia”.
“Comprendiamo – ha poi spiegato – il problema del debito pubblico, ma riteniamo che in un momento come questo serva un sostegno all’economia, senza il quale rischiamo veramente che molte imprese non riescano ad andare avanti”.
Le sue ricette, Marcegaglia le ha espresse da Foggia, nel corso di un incontro al quale ha partecipato anche il sindaco di Foggia, Orazio Ciliberti che ha sottolineato come “quella che viviamo oggi non e una crisi congiunturale, ma strutturale – ha detto – una lunga deriva con episodi di subsidenza, fenomeni carsici dovuti alla globalizzazione economica, sociale e culturale e al suo immanente conflitto con la localizzazione politica, religiosa, storica, etnica”. Ed ha continuato affermando che “nel nostro Paese cresce l’export, ma di poco, mentre crollano settori storici come il metalmeccanico perche – ha sottolineato – l’euro protegge le rendite ma non i redditi da lavoro, calano i consumi, ma non quelli di fascia alta, aumenta il divario Nord-Sud e cresce la distanza tra fasce sociali. Milioni di famiglie scendono sotto la soglia della poverta, crescono le tensioni sociali”.

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