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22 dicembre 2008 Comments (0) Dalla home page

ECO – Anno nuovo con recessione

E’ la prima volta dal Dopoguerra

Ormai non c’e dubbio sul fatto che l’Italia stia attraversando un periodo economico negativo che non ha precedenti dal Dopoguerra: una crisi che durera per due anni.
Lo conferma un rapporto del Centro Studi di Confindustria ( Csc) che ha peggiorato in modo drastico le previsioni per l’economia italiana, adesso le stime parlano di un Prodotto interno lordo italiano in calo dello 0,8% per l’anno che sta per finire. Per il 2009 le previsioni avvertono che la ricchezza nazionale arretrera ancora dell’1,3%.
Solo nel 2010 – dice il report – l’Italia potra sperare in una inversione di marcia, anche se va detto che le possibilita di recupero “sono strettamente legate al ripristino della fiducia e al dissiparsi dell’incertezza che attanaglia la spesa di famiglie e imprese. Altrimenti si avra una recessione piu lunga e profonda nel 2009 seguita da una stagnazione nel 2010”.
A conti fatti, quindi, non e scontato che nel 2010 ci sia un risveglio. Di base – per ora – il Csc prevede una crescita dello 0,7% ma bisogna stare attenti, la stagnazione e sempre dietro l’angolo.
Non bisogna inoltre fare l’errore di vedere questi numeri come legati solo alla finanza o alle banche, perche il Csc dice che la conseguenza della lunghissima crisi sara l’indebolimento pesante del mercato del lavoro, si parla di una perdita netta di qualcosa come 600mila posti tra settembre del 2008 e meta 2009.
Il tasso di disoccupazione dovrebbe quindi salire al 6,8% per la fine dell’anno, per poi schizzare all’8,4% l’anno prossimo, salvo poi rientrare leggermente nel 2010 all’8%. Il dato – avvertono in Confindustria – sara il risultato dell’effetto combinato di chi perde il posto e di chi si affaccia sul mercato del lavoro senza trovare occupazione.
Come dire, ne uscira un paese del tutto stravolto rispetto a quello che era solo pochi mesi prima, con l’aggravante che il sistema del welfare italiano e il piu scoperto proprio sul fronte del sistema di tutele davanti alla perdita del posto di lavoro.
Basti pensare che altri paesi europei, anche dopo due anni dalla perdita del posto di lavoro, continuano a tutelare il disoccupato con forme di sussidio che coprono in varie forme tra l’80 e il 60% del suo ultimo salario, mentre in Italia si precipita al 7% circa.

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