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18 ottobre 2010 Comments (0) Dalla home page

LAVORO – Donati Sollevamenti: non chiude, né delocalizza

Riceviamo una precisazione in merito alla vicenda della Donati Sollevamenti Srl, che e stata oggetto di un’interrogazione del deputato della Lega Nord Padania, Marco Reguzzoni, al ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, da noi trattata nell’articolo “LAVORO – Gru: Donati Sollevamenti gode di ottima salute ma chiude”, pubblicato in data 6 ottobre 2010.

A scriverci e Valerio Del Curto, presidente della Donati Sollevamenti Srl e amministratore delegato della controllante Demag Cranes & Components Spa, che, testualmente, ha affermato che “abbiamo appreso dell’interrogazione in oggetto e, con la presente, desideriamo puntualizzare alcuni aspetti rilevanti della vicenda a precisazione di informazioni errate contenute nel documento in oggetto:

– il progetto di ristrutturazione della Donati Sollevamenti srl, in fase iniziale di trattativa sindacale, ha lo scopo fondamentale di riportare in utile l’azienda, rendendola nuovamente competitiva con l’intera gamma dei suoi prodotti attuali, per garantirne il futuro ed aprendo cosi le porte ad ulteriori espansioni (gia pianificate) su nuovi mercati;
– il Settore del Sollevamento industriale in Italia ha raggiunto il suo punto di minimo a inizio 2010 (-35% rispetto all’anno record 2008); nel 2008 la Donati Sollevamenti ha fatturato ca. 23 Milioni di euro, e non nel 2009, perdendo poi progressivamente cospicue quote di fatturato nel 2009-2010 in linea con il trend negativo di Settore, i cui segnali di ripresa sono ancora deboli e incerti;
– il nocciolo del progetto riguarda la cessazione di una parte soltanto di produzione, quella relativa alla componentistica meccanica che l’azienda intende acquistare e non piu produrre in futuro, in quanto ormai anti-economica, e cio in linea con quanto ormai hanno gia fatto tutti i concorrenti principali del settore. A questo scopo, l’azienda intende continuare ad utilizzare prevalentemente i fornitori italiani storici della Donati, situati per la maggior parte a Varese e province limitrofe
– Donati Sollevamenti srl non ha alcuna intenzione di trasferire alcunche all’estero, ne il cuore dell’attivita produttiva che resta in esercizio ne i servizi tecnico-amministrativi, commerciali e quant’altro
– e altresi in fase di valutazione, sempre nell’ottica del necessario risparmio costi, la possibile localizzazione futura di parte dell’azienda presso la sede dalla controllante Demag Cranes & Components Spa ad Agrate Brianza (MB), che ha spazi disponibili”.

Ringraziamo l’ing. Valerio Del Curto per la precisazione che trasmettiamo alla posta dell’on. Marco Reguzzoni. Inoltre, per i lettori interessati, riproponiamo qui di seguito l’articolo sopra citato.

LAVORO – Gru: Donati Sollevamenti gode di ottima salute ma chiude

La scelta della Donati Sollevamenti, storico marchio produttore di apparecchi di sollevamento, di procedere in modo unilaterale alla ristrutturazione dell’azienda e al conseguente licenziamento di 38 dipendenti, ha sorpreso e scosso i lavoratori del sito di Daverio, in provincia di Varese. Lo ha reso noto il deputato leghista, Marco Reguzzoni in un’interrogazione al neoministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, spiegando che la Donati, vista attraverso i numeri, e un’azienda che gode di ottima salute: infatti, impiega 91 dipendenti ed alimenta l’economia dell’indotto con altri 200 posti di lavoro, con un fatturato che ha toccato, negli anni piu duri della crisi, i 23 milioni di euro.I bilanci relativi al triennio 2007-2009, infatti, sono stati caratterizzati da utili. “L’annunciato piano di ristrutturazione del sito di Daverio – ha sottolineato Reguzzoni – non trova quindi una correlazione diretta, logica e consequenziale con la riduzione del fatturato e dei volumi produttivi”. Inoltre, la decisione di trasferire all’estero la produzione, secondo quanto si apprende dalle organizzazioni sindacali, sembra dettata dalla mancanza di una seria strategia industriale, che fino ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi ha creato soltanto vantaggi per le imprese concorrenti.

 Secondo il deputato della Lega Nord Padania, l’operazione avra un fortissimo impatto su tutto il territorio che ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi rappresenta un importante bacino di occupazione e apre diversi interrogativi sul futuro dello stabilimento di Varese, anche alla luce dell’importante ruolo che lo stesso riveste nel sistema produttivo italiano: quindi, “scelte industriali come quelle prospettate dalla Donati, rappresentano un forte ostacolo non solo allo sviluppo dell’economia del territorio, ma anche alle azioni di tutela e di rilancio del Made in Italy. Al ministro viene chiesto “se non ritenga necessario convocare immediatamente l’azienda e i rappresentanti dei lavoratori al fine di individuare ogni utile soluzione, il piu possibile condivisa, che tuteli l’occupazione e la continuita della produzione nello stabilimento di Daverio” e “quali iniziative intenda adottare per porre fine ai fenomeni di depauperamento e di delocalizzazione in atto che danneggiano il sistema produttivo del Paese”.

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