FISCO – Agenzia entrate: sconti su case, mobili e...

DOCUMENTO – Fiducia lavoratori: in aumento verso l’azienda

29 aprile 2010 Comments (0) Approfondimenti

DOCUMENTO – Unioncamere: Movimprese 1° trimestre 2010

La crisi allenta il morso sull’economia reale e la vitalita delle imprese italiane recupera i livelli del 2007, preannunciando il possibile ritorno alla stabilita nel corso del 2010. Sono state 123mila le imprese iscritte ai registri delle Camere di Commercio tra gennaio e marzo di quest’anno, 4.700 in piu rispetto allo stesso trimestre del 2009. Un dato che segna un’inversione di tendenza apprezzabile rispetto agli ultimi due anni, segnati dall’esplosione della crisi internazionale: nei primi tre mesi del 2008, infatti, si registrarono circa 11.800 aperture in meno rispetto al 2007 e l’anno scorso la diminuzione rispetto al 2008 fu di ulteriori 12.200.

A questo recupero nella dinamicita delle iscrizioni ha fatto eco un sensibile rallentamento delle chiusure che, sempre tra gennaio e marzo, sono state di poco superiori a 139mila unita, oltre 10mila in meno rispetto al corrispondente periodo del 2009. Conseguentemente, il saldo tra aperture e chiusure di imprese nei primi tre mesi dell’anno si e attestato a -16.181 unita, risultato che si avvicina molto a quello registrato nel 2007 e che, soprattutto, dimezza quello del 2009 quando il “buco” all’anagrafe delle imprese, nei primi tre mesi dell’anno, era stato di oltre 30mila imprese. Ripresa delle aperture e rallentamento delle chiusure hanno determinato l’attestarsi del tasso di crescita trimestrale dello stock delle imprese al valore di -0,27% (contro il -0,5% fatto registrare nel primo trimestre dello scorso anno), portando il numero delle imprese presenti nei registri camerali a fine marzo al valore di 6.058.558 unita. E’ questo il quadro di sintesi che emerge dai dati sulla nati-mortalita delle imprese italiane nel primo trimestre dell’anno fotografati attraverso Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta per Unioncamere da InfoCamere – la societa consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane – e disponibile all’indirizzo www.infocamere.it.

“Una rondine non fa primavera, ma il recupero di vitalita dell’imprenditoria italiana, in questo inizio d’anno, e un segno concreto che l’emorragia di imprese causato dalla crisi si va arrestando e che possiamo guardare al 2010 con piu fiducia”. Cosi ha commentato i dati Movimprese il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Certo – ha proseguito il presidente di Unioncamere – il dato sulle aperture di procedure fallimentari ci segnala che le code della crisi continuano a produrre effetti negativi sull’attivita economica e, soprattutto, sull’occupazione. Ma la consistenza di questo fenomeno resta piu fisiologica che patologica, intorno allo 0,5 per mille su base trimestrale. Il tessuto imprenditoriale ha tenuto ai colpi piu duri e ora sta ricucendo gli strappi. Selezionando i migliori e spingendo i nuovi imprenditori a scegliere fin dall’inizio una struttura organizzativa piu robusta per affrontare meglio la competizione. In questa fase di assestamento – ha concluso Dardanello – il ruolo delle istituzioni e essenziale per accompagnare le imprese fuori dalla crisi, innanzitutto sostenendo le iniziative positive dei mesi scorsi sul fronte dell’accesso al credito. E poi attuando quelle riforme indispensabili per semplificare la loro vita – penso allo sportello unico per l’avvio delle attivita – e sostenerle sui mercati internazionali”.

Tradizionalmente, il saldo del primo trimestre di ogni anno risente dell’effetto delle cessazioni decise dalle imprese sul finire dell’anno ma che, potendo essere comunicate alle Camere di commercio entro trenta giorni, vengono comunicate e quindi contabilizzate nel mese di gennaio. Questo fa si che il bilancio d’inizio anno chiuda con valori sempre estremamente contenuti, quando non addirittura – come di recente, sotto la pressione della crisi – con il segno meno davanti. Pur restando negativo per oltre 16mila unita (e il terzo peggior risultato nella classifica del decennio), il saldo del primo trimestre del 2010 si segnala pero per una decisa inversione di tendenza rispetto al biennio precedente, dimezzando in pratica le perdite del 2009 (il 47,3% in meno rispetto alle 30mila imprese che mancarono all’appello dodici mesi fa). Su questo risultato hanno pesato in primo luogo il rallentamento delle cancellazioni (-6,6% rispetto al primo trimestre dell’anno scorso) e, in seconda battuta, l’aumento apprezzabile delle iscrizioni (cresciute del 4%). Discorso a parte per le imprese artigiane. L’andamento di questo particolare comparto produttivo e, infatti, fortemente determinato da quello delle imprese individuali, la forma giuridica piu diffusa tra gli artigiani (il 78,3% del totale). A conferma delle difficolta che ancora condizionano fortemente gli operatori piu piccoli e meno strutturati, tra gennaio e marzo il saldo delle imprese artigiane (negativo per 13.824 unita) mostra solo un lievissimo recupero (lo 0,1%) rispetto al risultato del 2009, il peggiore degli ultimi dieci anni, quando il bilancio fu di 15.564 unita in meno.

Tab. 1 – Serie storica delle iscrizioni, delle cessazioni e dei relativi tassi nel I trimestre di ogni anno

Totale imprese e imprese artigiane – Valori assoluti e percentuali

Totale imprese

ANNO

Iscrizioni

Cessazioni

Saldi

Tasso di

iscrizione

Tasso di

cessazione(*)

Tasso di

crescita

2001

130.228

123.222

7.006

2,29%

2,16%

0,12%

2002

121.762

119.358

2.404

2,10%

2,06%

0,04%

2003

125.864

127.833

-1.969

2,16%

2,19%

-0,03%

2004

125.864

127.627

-1.763

2,13%

2,16%

-0,03%

2005

126.849

119.373

7.476

2,11%

1,99%

0,12%

2006

137.156

137.333

-177

2,26%

2,26%

-0,00%

2007

142.416

156.624

-14.208

2,32%

2,56%

-0,23%

2008

130.629

152.443

-21.814

2,15%

2,51%

-0,36%

2009

118.407

149.113

-30.706

1,94%

2,44%

-0,50%

2010

123.094

139.275

-16.181

2,02%

2,29%

-0,27%

di cui imprese artigiane

ANNO

Iscrizioni

Cessazioni

Saldi

Tasso di

iscrizione

Tasso di

cessazione(*)

Tasso di

crescita

2001

29.145

39.240

-10.095

2,09%

2,81%

-0,72%

2002

29.640

38.215

-8.575

2,10%

2,71%

-0,61%

2003

30.733

38.289

-7.556

2,15%

2,68%

-0,53%

2004

28.844

38.873

-10.029

2,00%

2,69%

-0,69%

2005

29.728

37.725

-7.997

2,03%

2,58%

-0,55%

2006

32.232

44.232

-12.000

2,18%

3,00%

-0,81%

2007

34.680

46.453

-11.773

2,34%

3,13%

-0,79%

2008

33.042

45.911

-12.869

2,21%

3,07%

-0,86%

2009

31.744

47.308

-15.564

2,12%

3,16%

-1,04%

2010

30.967

44.791

-13.824

2,09%

3,03%

-0,94%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

L’inversione di tendenza ha riguardato, seppur in diversa misura, tutte le forme giuridiche d’impresa. In termini assoluti, solo le societa di capitali e le altre forme (cooperative e consorzi) hanno fatto segnare un bilancio positivo (numericamente consistente per le prime – 11mila in piu – e appena percettibile per le seconde – solo 744). Il miglioramento del quadro generale ha tuttavia toccato anche societa di persone (-2.179) e imprese individuali (-26.287) i cui saldi, pur negativi, fanno entrambi registrare valori migliori rispetto a un anno fa (per la precisione, di 3.425 unita per le prime e di 7.603 per le seconde).

Sempre in termini assoluti, la tabella n. 2 mostra come la crisi continui a farsi sentire soprattutto fra le ditte individuali e, anche se con minore durezza, fra le societa di persone. In particolare, il forte peso delle cessazioni delle prime sul totale delle cessazioni del trimestre (il 74,3%), unito al contributo piu limitato delle iscrizioni (le ditte individuali hanno, infatti, determinato solo il 62,7% di tutte le nuove aperture), basta e avanza a spiegare da solo il saldo negativo dell’intero periodo.

Come detto, il forte sbilancio determinato delle piccole e piccolissime imprese e stato solo parzialmente compensato dalle societa di capitali (la forma giuridica piu dinamica da diversi anni a questa parte), cresciute dello 0,88% a fronte di un tasso nazionale pari al -0,27%. Questa buona performance si riflette solo in piccola parte anche nel mondo artigiano, in cui le forme organizzativa societarie – sebbene in aumento – sono decisamente minoritarie: pur rappresentando il 3,5% del totale dello stock, le societa di capitali artigiane fanno registrare una crescita trimestrale dell’1,5% (a fronte di un arretramento complessivo del comparto dell’ordine dello 0,9%).

Tab. 2 – Riepilogo della nati-mortalita per forme giuridiche – I trimestre 2010

Totale imprese e imprese artigiane

Forme giuridiche

Iscrizioni

Cessazioni

Saldo I trim. 2010

Stock al 31.03.2010

Tasso di crescita I trim. 2010

Tasso di crescita I trim. 2009

Totale imprese

Societa di capitali

26.096

14.555

11.541

1.319.171

0,88%

0,65%

Societa di persone

16.524

18.703

-2.179

1.179.806

-0,18%

-0,47%

Ditte individuali

77.126

103.413

-26.287

3.351.303

-0,78%

-0,99%

Altre forme

3.348

2.604

744

208.278

0,36%

0,29%

TOTALE

123.094

139.275

-16.181

6.058.558

-0,27%

-0,50%

di cui imprese artigiane

Societa di capitali

1.838

1.095

743

51355

1,48%

2,11%

Societa di persone

3.502

5.522

-2.020

264689

-0,76%

-0,83%

Ditte individuali

25.496

38.039

-12.543

1143456

-1,08%

-1,22%

Altre forme

131

135

-4

4382

-0,09%

-0,18%

TOTALE

30.967

44.791

-13.824

1.463.882

-0,94%

-1,04%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

L’esame dei dati disaggregati in base alle quattro grandi circoscrizioni territoriali, mette in luce due aspetti peculiari. A un primo livello, va sottolineato come i saldi fra iscrizioni e cessazioni siano negativi in ogni circoscrizione; sia al livello delle imprese nel loro complesso, sia al livello delle sole imprese artigiane. Venendo alle singole circoscrizioni, il Centro, ancora una volta, fa registrare il migliore risultato del periodo: solo -744 imprese, pari a una variazione negativa dello stock quasi impercettibile in termini percentuali (-0,06%).

Osservando la composizione percentuale dei flussi di iscrizione e cessazione, il Centro evidenzia una percentuale di iscrizioni (22,0%) superiore al proprio peso percentuale sul totale delle imprese italiane (21,0%) calcolato alla fine del trimestre precedente. E poiche, al contrario, il peso delle proprie cessazioni (20,0%), risulta inferiore a quello del proprio peso sul totale, la quota di saldo negativo di cui e responsabile risulta molto bassa (solo il 4,6% del totale). Il contributo maggiore arriva dal Mezzogiorno, dove le 6.672 imprese che a fine marzo sono mancate all’appello rappresentano il 41,9% di tutto il saldo negativo, nove punti percentuali in piu del peso che il Sud ha in termini di imprese registrate (il 32,9%). A seguire troviamo il Nord-Est, responsabile del 34,9% del bilancio del trimestre, una quota addirittura superiore di 15 punti rispetto al proprio peso in termini di imprese sul totale (pari al 19,7%). Infine il Nord-Ovest: nonostante il suo peso in termini di imprese sul totale sia del 26,4%, il contributo al saldo negativo del periodo si e fermato al 18,7% segno di una significativa resistenza ai colpi della crisi. Una resistenza che si nota anche osservando i dati delle imprese artigiane. Pure essendo queste a dare il maggior contributo al saldo negativo del comparto (il 27,8%), questo valore resta al di sotto del loro ‘peso specifico’ nell’area, dove risiede la quota maggiore in assoluto di iniziative artigiane (il 30,9% sul totale nazionale).

Tab. 3 – Nati-mortalita delle imprese per grandi circoscrizioni territoriali – I trimestre 2010

Aree geografiche

VALORI ASSOLUTI

Iscrizioni

di cui artigiane

Cessazioni

di cui artigiane

Saldo

di cui artigiane

Registrate

al 31.03.2009

di cui artigiane

NORD-OVEST

33.816

10.778

36.837

14.624

-3.021

-3.846

1.598.469

452.909

NORD-EST

24.336

6.804

29.980

11.166

-5.644

-4.362

1.192.823

342.435

CENTRO

27.099

6.590

27.843

8.486

-744

-1.896

1.274.288

294.920

SUD E ISOLE

37.843

6.795

44.615

10.515

-6.772

-3.720

1.992.978

373.618

ITALIA

123.094

30.967

139.275

44.791

-16.181

-13.824

6.058.558

1.463.882

Aree geografiche

VALORI RELATVII

Iscrizioni

di cui artigiane

Cessazioni

di cui artigiane

Saldo

di cui artigiane

Registrate

al 31.03.2009

di cui artigiane

NORD-OVEST

27,47%

34,80%

26,45%

32,65%

18,67%

27,82%

26,38%

30,94%

NORD-EST

19,77%

21,97%

21,53%

24,93%

34,88%

31,55%

19,69%

23,39%

CENTRO

22,01%

21,28%

19,99%

18,95%

4,60%

13,72%

21,03%

20,15%

SUD E ISOLE

30,74%

21,94%

32,03%

23,48%

41,85%

26,91%

32,90%

25,52%

ITALIA

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

100,00%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

A livello regionale, l’unica regione che ha chiuso il trimestre con il segno positivo e stata il Lazio (+0,2% pari a 1.194 imprese in piu), sebbene per tutte si sia registrato un miglioramento relativo rispetto all’andamento del corrispondente trimestre del 2009. Sul fronte opposto, Emilia Romagna (-2.439), Veneto (-2.279) e Puglia (-2.196) sono state le regioni che hanno accusato le riduzioni piu consistenti della propria base imprenditoriale.

Considerando le sole imprese artigiane, il segno meno accomuna tutte le regioni tra cui, comunque, spicca il Lazio per il valore meno negativo di tutti (-0,12%). In termini assoluti, i saldi piu consistenti si registrano in Emilia Romagna (-2.108), in Lombardia (-2.009) e in Veneto (-1.833).

Come detto, oltre alle societa di capitale, a chiudere il trimestre con il segno positivo sono state anche le imprese costituite in forma di cooperativa. Con riferimento all’universo delle coop attive, tra la fine di dicembre e la fine di marzo questa tipologia di imprese ha fatto registrare complessivamente un saldo di 408 unita in piu, pari allo 0,51% su base trimestrale. In termini assoluti meglio di tutte ha fatto la Lombardia, con 100 coop in piu in tre mesi, il 24,5% di tutto il saldo nazionale. Il dato e ancora piu significativo se si tiene conto che le 12.453 cooperative lombarde rappresentano il 15,6% del totale nazionale. All’estremo opposto, in campo negativo, si colloca un’altra delle regioni a piu elevata presenza di cooperative, la Campania, che chiude il trimestre con 34 coop in meno.

Tab. 4 – Nati-mortalita delle imprese per regioni – I trimestre 2010

Totale imprese

Regioni

Iscrizioni

Cessazioni

Saldo

Stock

Tasso di

Tasso di

I trim 2010

al 31 marzo

crescita

crescita

2010

I trim 2010

I trim 2009

PIEMONTE

10.032

11.880

-1.848

466.316

-0,39%

-0,61%

VALLE D’AOSTA

257

346

-89

13.961

-0,63%

-0,68%

LOMBARDIA

20.198

20.286

-88

952.752

-0,01%

-0,26%

TRENTINO A. A.

1.961

2.201

-240

109.065

-0,22%

-0,48%

VENETO

10.219

12.498

-2.279

503.272

-0,45%

-0,76%

FRIULI V. G.

2.195

2.881

-686

109.003

-0,62%

-0,83%

LIGURIA

3.329

4.325

-996

165.440

-0,60%

-0,76%

EMILIA ROMAGNA

9.961

12.400

-2.439

471.483

-0,52%

-0,79%

TOSCANA

9.653

10.905

-1.252

412.528

-0,30%

-0,58%

UMBRIA

1.947

2.097

-150

94.970

-0,16%

-0,44%

MARCHE

3.481

4.017

-536

175.268

-0,30%

-0,68%

LAZIO

12.018

10.824

1.194

591.522

0,20%

0,06%

ABRUZZO

3.274

3.847

-573

149.164

-0,38%

-0,65%

MOLISE

709

875

-166

35.567

-0,46%

-0,89%

CAMPANIA

10.188

12.125

-1.937

547.154

-0,35%

-0,38%

PUGLIA

7.390

9.586

-2.196

382.494

-0,57%

-0,98%

BASILICATA

1.242

1.382

-140

62.107

-0,22%

-0,84%

CALABRIA

3.231

3.541

-310

178.428

-0,17%

-0,30%

SICILIA

8.526

9.763

-1.237

469.340

-0,26%

-0,42%

SARDEGNA

3.283

3.496

-213

168.724

-0,12%

-0,52%

ITALIA

123.094

139.275

-16.181

6.058.558

-0,27%

-0,50%

Tab. 5 – Nati-mortalita delle imprese per regioni – I trimestre 2010

Imprese artigiane

Regioni

Iscrizioni

Cessazioni

Saldo

Stock

Tasso di

Tasso di

I trim 2010

al 31 marzo

crescita

crescita

2010

I trim 2010

I trim 2009

PIEMONTE

3.358

4.626

-1.268

135.353

-0,93%

-0,98%

VALLE D’AOSTA

63

149

-86

4.161

-2,02%

-1,46%

LOMBARDIA

6.354

8.363

-2.009

266.777

-0,75%

-0,74%

TRENTINO A. A.

579

671

-92

26.840

-0,34%

-1,09%

VENETO

2.417

4.250

-1.833

142.103

-1,27%

-1,59%

FRIULI V. G.

771

1.100

-329

30.306

-1,07%

-1,24%

LIGURIA

1.003

1.486

-483

46.618

-1,02%

-1,62%

EMILIA ROMAGNA

3.037

5.145

-2.108

143.186

-1,46%

-1,23%

TOSCANA

3.300

4.555

-1.255

117.579

-1,06%

-1,26%

UMBRIA

621

824

-203

24.134

-0,83%

-1,10%

MARCHE

818

1.132

-314

51.050

-0,60%

-0,83%

LAZIO

1.851

1.975

-124

102.157

-0,12%

-0,68%

ABRUZZO

986

1.156

-170

36.122

-0,47%

-1,34%

MOLISE

96

237

-141

7.534

-1,84%

-1,89%

CAMPANIA

1.125

2.179

-1.054

74.933

-1,39%

-1,16%

PUGLIA

1.797

2.695

-898

78.133

-1,14%

-0,94%

BASILICATA

205

336

-131

11.955

-1,08%

-1,78%

CALABRIA

492

816

-324

37.339

-0,86%

-0,71%

SICILIA

1.341

1.938

-597

85.148

-0,70%

-0,59%

SARDEGNA

753

1.158

-405

42.454

-0,94%

-0,80%

ITALIA

30.967

44.791

-13.824

1.463.882

-0,94%

-1,04%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese


Tab. 6 – Riepilogo regionale delle cooperative attive al 31.03.2010 e al 31.12.2009

Valori assoluti, saldi e variazioni % dello stock

Regioni

coop attive al 31.03.2010

Saldo

I trim. 2010

composizione % dello stock

composizione % del saldo

Var %

I trim. 2010

PIEMONTE

3.607

24

4,5%

5,9%

0,67%

VALLE D’AOSTA

208

-1

0,3%

-0,2%

-0,48%

LOMBARDIA

12.453

100

15,6%

24,5%

0,81%

TRENTINO-ALTO ADIGE

1.322

24

1,7%

5,9%

1,85%

VENETO

3.833

36

4,8%

8,8%

0,95%

FRIULI-VENEZIA GIULIA

967

1

1,2%

0,2%

0,10%

LIGURIA

1.543

-9

1,9%

-2,2%

-0,58%

EMILIA-ROMAGNA

5.261

37

6,6%

9,1%

0,71%

TOSCANA

4.092

15

5,1%

3,7%

0,37%

UMBRIA

929

-9

1,2%

-2,2%

-0,96%

MARCHE

1.624

1

2,0%

0,2%

0,06%

LAZIO

7.162

61

9,0%

15,0%

0,86%

ABRUZZO

1.639

7

2,0%

1,7%

0,43%

MOLISE

492

5

0,6%

1,2%

1,03%

CAMPANIA

10.141

-34

12,7%

-8,3%

-0,33%

PUGLIA

7.128

45

8,9%

11,0%

0,64%

BASILICATA

1.256

-2

1,6%

-0,5%

-0,16%

CALABRIA

2.874

54

3,6%

13,2%

1,91%

SICILIA

10.565

51

13,2%

12,5%

0,49%

SARDEGNA

2.878

2

3,6%

0,5%

0,07%

ITALIA

79.974

408

100,0%

100,0%

0,51%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

Con il primo trimestre del 2010 le dinamiche settoriali vengono presentate utilizzando la nuova versione dello standard ATECO, ridefinito a partire dagli adeguamenti concordati a livello europeo per tenere conto dei continui mutamenti delle attivita economiche e tecnologiche che interessano piu o meno profondamente le attivita produttive.

Osservando i dati offerti dalla tavola 7, si puo notare innanzitutto come la variazione negativa dello stock complessivo delle imprese si sia distribuita fra 9 delle 21 sezioni nelle quali e articolato il totale delle imprese italiane. Complessivamente, in queste 9 sezioni il saldo negativo e stato di -29.431 unita, determinato principalmente dall’Agricoltura (-11.956 unita, pari al 40,6% dell’insieme dei settori in perdita), cui si aggiungono i contributi negativi del Commercio (-5.913), delle Costruzioni (-5.280), dell’industria manifatturiera (-4.723 imprese), e dei Trasporti che hanno visto una contrazione trimestrale pari, rispettivamente a (-1.002 unita).Le restanti 12 sezioni hanno conosciuto una variazione positiva pari complessivamente a 4.196 unita, distribuite prevalentemente nelle attivita immobiliari (+1.067 unita), delle attivita professionali, scientifiche e tecniche (+824) e nelle attivita di noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese (+647).

Per quanto riguarda il comparto delle imprese artigiane, come si e gia avuto modo di accennare in precedenza, la fortissima prevalenza delle Ditte individuali che caratterizza il mondo artigiano, spiega in grande misura questi risultati. Cio non toglie che la forte vivacita dei ritmi delle nuove iscrizioni, consente una tenuta complessiva delle imprese artigiane che, nelle condizioni particolari di questi ultimi due anni, e veramente degna di nota.

Cio detto, le sezioni che hanno conosciuto una variazione negativa dello stock nel trimestre da poco concluso sono state 11. Per meglio comprendere come la crisi economica ha fatto pesare i suoi effetti, occorre muovere le mosse a partire dalla terza colonna della Tavola 2. Mentre le imprese artigiane determinano poco meno di un quarto delle imprese totali (24,16%) e hanno registrato una riduzione dello stock che nel trimestre in esame e stato pari a -0,94%, quattro sole sezioni con 1.225.833 unita determinano l’83,74% delle imprese artigiane italiane. E queste quattro sezioni determinano il 96,96% della variazione negativa registrata complessivamente dalle imprese artigiane. Si aggiunga, per meglio capire la peculiarita del mondo artigiano, che nelle Costruzioni (-6.739 unita), nella Manifattura (-4.891 unita), nelle attivita di Trasporto (-1.302 unita) e nelle Altre attivita di servizio, prevalentemente “Servizi alla persona” (-478 unita), il saldo negativo delle imprese artigiane spiega per intero (anzi lo supera in termini numerici) il saldo delle imprese registrate nelle quattro sezioni. Come dire che il bilancio negativo complessivo di queste tipologie di attivita dipende in toto dal mondo artigiano. Per la precisione, nella sezione “Altre attivita di servizi”, dove le imprese artigiane rappresentano l’82,08% delle imprese della sezione, il deficit di -478 unita artigiane, e ripianato dalle imprese non artigiane che anzi determinano un aumento complessivo pari a 110 unita.

Tab. 7 – Stock, saldi e tassi di variazione degli stock rispetto al 31.12.2009

Totale imprese e imprese artigiane

SETTORI DI ATTIVITA’

Stock al

31.03.2010

Saldo stock

I trimestre

Tasso di

var. % dello stock

Totale imprese

di cui

artigiane

Totale imprese

di cui

artigiane

Totale imprese

di cui

artigiane

Agricoltura, silvicoltura pesca

864.556

10.483

-11.956

-118

-1,36%

-1,11%

Estrazione di minerali da cave e miniere

5.108

925

-47

-20

-0,91%

-2,12%

Attivita manifatturiere

629.455

354.110

-4.723

-4.891

-0,74%

-1,36%

Fornitura di energia elettrica, gas, vapore

4.120

76

149

1

3,75%

1,33%

Fornitura di acqua; reti fognarie

10.505

2.539

-23

-19

-0,22%

-0,74%

Costruzioni

897.398

581.375

-5.280

-6.739

-0,58%

-1,15%

Commercio

1.540.803

91.290

-5.913

-708

-0,38%

-0,77%

Trasporto e magazzinaggio

182.101

105.046

-1.002

-1.302

-0,55%

-1,22%

Attivita dei servizi alloggio e ristorazione

373.499

46.177

762

114

0,20%

0,25%

Servizi di informazione e comunicazione

121.433

10.364

266

114

0,22%

1,11%

Attivita finanziarie e assicurative

115.868

139

-485

0

-0,42%

0,00%

Attivita immobiliari

275.501

248

1.067

6

0,39%

2,48%

Attivita professionali, scientifiche e tecniche

183.596

24.665

824

-191

0,45%

-0,77%

Noleggio, agenzie di viaggio, servizi alle imprese

148.096

37.942

647

355

0,44%

0,94%

Amministrazione pubblica e difesa; ass. sociale

173

2

-2

0

-1,14%

0,00%

Istruzione

24.074

2.220

60

-9

0,25%

-0,40%

Sanita e assistenza sociale

31.425

767

190

7

0,61%

0,92%

Attivita artistiche, sportive, di intrattenimento

62.650

6.698

121

-41

0,19%

-0,61%

Altre attivita di servizi

225.767

185.302

110

-478

0,05%

-0,26%

Attivita di famiglie e convivenze

14

1

0

0

0,00%

0,00%

Organizzazioni ed organismi extraterritoriali

9

0

0

0

0,00%

0,00%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

L’andamento delle aperture di procedure fallimentari offre, infine, indicazioni utili per completare il quadro della vitalita del sistema imprenditoriale e, in particolare, delle sofferenze che questo manifesta – soprattutto in termini di riduzione dell’attivita economica e di occupazione – in concomitanza con l’inasprirsi delle condizioni dei mercati.

Prima ancora di valutare i dati, occorre sottolineare come – al pari degli altri fenomeni demografici, quali iscrizioni e cessazioni – anche quello delle aperture di procedimenti fallimentari mostra una evidente stagionalita, con picchi di frequenze generalmente concentrati tra la fine e l’inizio dell’anno e fasi di minore intensita nei trimestri centrali.

Cio detto, analizzando la serie storica trimestrale riportata nella tabella 8 – costruita sul rapporto tra imprese entrate in fallimento ogni mille imprese registrate – si osserva una lieve accelerazione del fenomeno nel confronto tra il primo trimestre 2010 e il corrispondente periodo del 2009 (+0,1 per mille). La progressione appare piu sostenuta per le imprese costituite in forma di societa di capitali, per le quali il rapporto passa dall’1,38 per mille del gennaio-marzo 2009 all’1,71 per mille del primo trimestre di quest’anno (+0,33 per mille). In lieve controtendenza appaiono, invece, le aperture di procedimenti fallimentari per le imprese costituite come consorzi o cooperative, che passano dall’1,00 per mille di un anno fa all’attuale 0,84.

Tab. 8 – Imprese entrate in procedura fallimentare ogni 1000 imprese esistenti per anno e trimestre di apertura della procedura – Gennaio 2007/Marzo 2010

FORME GIURIDICHE

2007

2008

2009

2010

I trim.

II trim.

III trim.

IV trim.

I trim.

II trim.

III trim.

IV trim.

I trim.

II trim.

III trim.

IV trim.

I trim.

Valori assoluti

Societa di capitale

1.487

1.277

831

1.353

1.388

1.524

1.016

1.916

1.764

1.908

1.469

2.449

2.259

Societa di persone

366

337

184

316

310

344

227

417

387

410

301

514

441

Ditte individuali

273

250

215

254

295

351

280

373

330

381

289

445

423

Altre forme

154

162

127

169

133

187

113

189

205

198

198

229

174

TOTALE

2.280

2.026

1.357

2.092

2.126

2.406

1.636

2.895

2.686

2.897

2.257

3.637

3.297

Valori ogni mille imprese registrate

Societa di capitale

1,24

1,05

0,68

1,10

1,12

1,22

0,81

1,51

1,38

1,48

1,13

1,87

1,71

Societa di persone

0,29

0,27

0,15

0,26

0,26

0,28

0,19

0,35

0,33

0,34

0,25

0,43

0,37

Ditte individuali

0,08

0,07

0,06

0,07

0,09

0,10

0,08

0,11

0,10

0,11

0,09

0,13

0,13

Altre forme

0,77

0,81

0,63

0,84

0,66

0,92

0,55

0,92

1,00

0,96

0,96

1,10

0,84

TOTALE

0,37

0,33

0,22

0,34

0,35

0,39

0,27

0,47

0,44

0,48

0,37

0,60

0,54

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

TOTALE IMPRESE – I trimestre 2010

Iscrizioni, cessazioni, saldi e tassi di crescita trimestrali per province

Graduatoria provinciale per tassi di crescita trimestrali

Iscriz.

Cessaz.

Saldo

Tasso di crescita

Iscriz.

Cessaz.

Saldo

Tasso di crescita

L’AQUILA

753

625

128

0,42%

PADOVA

1.976

2.334

-358

-0,35%

ROMA

9.091

7.622

1.469

0,34%

LA SPEZIA

500

573

-73

-0,35%

PRATO

1.155

1.070

85

0,26%

ASTI

550

643

-93

-0,36%

SASSARI

1.026

901

125

0,23%

LIVORNO

803

920

-117

-0,36%

CATANZARO

678

607

71

0,22%

CALTANISSETTA

548

645

-97

-0,37%

MATERA

575

528

47

0,21%

NOVARA

641

764

-123

-0,38%

SIRACUSA

764

687

77

0,21%

COSENZA

1.083

1.339

-256

-0,39%

TERNI

521

482

39

0,18%

PARMA

895

1.081

-186

-0,39%

MILANO

6.841

6.245

596

0,16%

VERONA

2.273

2.691

-418

-0,42%

CATANIA

2.115

1.957

158

0,15%

RAVENNA

892

1.079

-187

-0,44%

GROSSETO

595

553

42

0,14%

VERBANO C.O.

321

383

-62

-0,44%

MASSA-CARRARA

560

529

31

0,14%

PAVIA

1.131

1.353

-222

-0,44%

MONZA

1.568

1.481

87

0,13%

POTENZA

667

854

-187

-0,46%

LATINA

1.083

1.025

58

0,10%

SIENA

610

747

-137

-0,47%

BOLZANO – BOZEN

1.064

1.027

37

0,07%

CAGLIARI

1.320

1.656

-336

-0,47%

ENNA

316

311

5

0,03%

PORDENONE

595

731

-136

-0,48%

NUORO

628

621

7

0,02%

CUNEO

1.542

1.901

-359

-0,48%

VARESE

1.656

1.655

1

0,00%

RAGUSA

551

717

-166

-0,48%

ISERNIA

202

202

0

0,00%

FIRENZE

2.297

2.831

-534

-0,49%

VIBO VALENTIA

320

322

-2

-0,01%

PIACENZA

626

783

-157

-0,49%

VICENZA

1.800

1.818

-18

-0,02%

LECCO

540

674

-134

-0,49%

ANCONA

965

978

-13

-0,03%

ALESSANDRIA

903

1.141

-238

-0,50%

BRESCIA

2.837

2.884

-47

-0,04%

AREZZO

832

1.025

-193

-0,51%

BERGAMO

2.190

2.234

-44

-0,05%

BIELLA

391

495

-104

-0,52%

ORISTANO

309

318

-9

-0,06%

TRENTO

897

1.174

-277

-0,52%

FOGGIA

1.499

1.544

-45

-0,06%

SALERNO

2.209

2.855

-646

-0,54%

ASCOLI PICENO

497

516

-19

-0,08%

FORLI’ – CESENA

863

1.116

-253

-0,56%

LODI

452

467

-15

-0,08%

VITERBO

645

867

-222

-0,58%

MANTOVA

872

909

-37

-0,09%

CAMPOBASSO

507

673

-166

-0,62%

COMO

1.169

1.213

-44

-0,09%

VERCELLI

347

458

-111

-0,62%

RIMINI

1.030

1.065

-35

-0,09%

TREVISO

1.751

2.330

-579

-0,62%

PISA

1.057

1.103

-46

-0,11%

IMPERIA

569

746

-177

-0,63%

FROSINONE

857

920

-63

-0,14%

AOSTA

257

346

-89

-0,63%

BOLOGNA

2.128

2.264

-136

-0,14%

VENEZIA

1.536

2.057

-521

-0,66%

TARANTO

922

994

-72

-0,15%

BARI

2.621

3.645

-1.024

-0,66%

REGGIO CALABRIA

735

817

-82

-0,17%

TRAPANI

793

1.121

-328

-0,66%

AVELLINO

845

925

-80

-0,18%

BRINDISI

744

997

-253

-0,67%

LUCCA

1.048

1.139

-91

-0,20%

BELLUNO

336

450

-114

-0,68%

FERMO

430

477

-47

-0,21%

PESARO E URBINO

860

1.185

-325

-0,73%

MESSINA

1.113

1.245

-132

-0,21%

UDINE

1.013

1.406

-393

-0,74%

PALERMO

1.623

1.840

-217

-0,22%

FERRARA

814

1.099

-285

-0,76%

CROTONE

415

456

-41

-0,23%

MODENA

1.506

2.075

-569

-0,76%

CASERTA

1.647

1.865

-218

-0,25%

GENOVA

1.576

2.238

-662

-0,78%

TERAMO

824

914

-90

-0,25%

SONDRIO

288

426

-138

-0,84%

PESCARA

813

904

-91

-0,25%

BENEVENTO

637

933

-296

-0,85%

PERUGIA

1.426

1.615

-189

-0,26%

PISTOIA

696

988

-292

-0,86%

SAVONA

684

768

-84

-0,26%

ROVIGO

547

818

-271

-0,94%

NAPOLI

4.850

5.547

-697

-0,26%

GORIZIA

214

323

-109

-0,98%

TRIESTE

373

421

-48

-0,29%

REGGIO EMILIA

1.207

1.838

-631

-1,09%

CREMONA

654

745

-91

-0,30%

CHIETI

884

1.404

-520

-1,09%

RIETI

342

390

-48

-0,32%

LECCE

1.604

2.406

-802

-1,12%

TORINO

5.337

6.095

-758

-0,32%

AGRIGENTO

703

1.240

-537

-1,21%

MACERATA

729

861

-132

-0,33%

ITALIA

123.094

139.275

-16.181

-0,27%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

IMPRESE ARTIGIANE- I trimestre 2010

Iscrizioni, cessazioni, saldi e tassi di crescita trimestrali per province

Graduatoria provinciale per tassi di crescita trimestrali

Iscriz.

Cessaz.

Saldo

Tasso di crescita

Iscriz.

Cessaz.

Saldo

Tasso di crescita

RAGUSA

101

60

41

0,59%

VERONA

734

1.013

-279

-0,97%

L’AQUILA

242

207

35

0,43%

BENEVENTO

66

117

-51

-0,98%

ASTI

229

207

22

0,32%

VICENZA

236

505

-269

-1,01%

MANTOVA

291

257

34

0,24%

LUCCA

417

565

-148

-1,01%

MACERATA

150

132

18

0,15%

CREMONA

240

344

-104

-1,01%

FROSINONE

203

193

10

0,10%

TORINO

1.723

2.417

-694

-1,02%

PESCARA

269

261

8

0,10%

CHIETI

232

337

-105

-1,02%

SASSARI

200

199

1

0,01%

TREVISO

499

767

-268

-1,04%

LATINA

137

137

0

0,00%

RIMINI

255

361

-106

-1,04%

ROMA

1.303

1.325

-22

-0,03%

ENNA

77

114

-37

-1,05%

SAVONA

232

239

-7

-0,07%

AREZZO

305

427

-122

-1,05%

PRATO

500

517

-17

-0,15%

LECCO

186

289

-103

-1,07%

MESSINA

213

239

-26

-0,21%

UDINE

387

548

-161

-1,07%

BOLZANO – BOZEN

273

306

-33

-0,25%

CALTANISSETTA

59

102

-43

-1,08%

BRESCIA

1.055

1.171

-116

-0,30%

MILANO

1.472

2.262

-790

-1,11%

CUNEO

518

580

-62

-0,31%

PORDENONE

185

275

-90

-1,11%

FERMO

131

157

-26

-0,34%

TERAMO

243

351

-108

-1,12%

ANCONA

168

215

-47

-0,38%

PIACENZA

158

263

-105

-1,12%

VARESE

592

684

-92

-0,39%

PARMA

251

419

-168

-1,12%

ASCOLI PICENO

150

177

-27

-0,41%

POTENZA

145

239

-94

-1,15%

TRAPANI

118

150

-32

-0,41%

PADOVA

456

801

-345

-1,22%

TRENTO

306

365

-59

-0,43%

GORIZIA

79

117

-38

-1,28%

PISA

336

386

-50

-0,44%

NOVARA

229

370

-141

-1,28%

IMPERIA

219

255

-36

-0,44%

AVELLINO

139

245

-106

-1,31%

CATANZARO

93

127

-34

-0,47%

FORLI’ – CESENA

274

458

-184

-1,31%

TARANTO

174

212

-38

-0,49%

ISERNIA

30

58

-28

-1,33%

GROSSETO

173

206

-33

-0,51%

NUORO

134

238

-104

-1,33%

REGGIO CALABRIA

140

196

-56

-0,56%

PAVIA

413

624

-211

-1,33%

MONZA-BRIANZA

535

665

-130

-0,59%

ALESSANDRIA

278

454

-176

-1,34%

VITERBO

128

184

-56

-0,68%

RIETI

80

136

-56

-1,35%

BERGAMO

837

1.074

-237

-0,70%

BIELLA

124

217

-93

-1,46%

BOLOGNA

653

876

-223

-0,76%

SIENA

186

304

-118

-1,49%

VERBANO C.O.

133

172

-39

-0,78%

VERCELLI

124

209

-85

-1,50%

MASSA-CARRARA

185

233

-48

-0,79%

VIBO VALENTIA

54

100

-46

-1,52%

LODI

185

236

-51

-0,80%

FIRENZE

712

1.196

-484

-1,53%

LECCE

538

696

-158

-0,81%

BARI

605

1.129

-524

-1,58%

PERUGIA

491

647

-156

-0,82%

PISTOIA

281

455

-174

-1,60%

PALERMO

243

390

-147

-0,83%

NAPOLI

337

820

-483

-1,64%

LIVORNO

205

266

-61

-0,83%

GENOVA

380

764

-384

-1,65%

CATANIA

334

498

-164

-0,84%

CAGLIARI

345

616

-271

-1,67%

ORISTANO

74

105

-31

-0,85%

PESARO E URBINO

219

451

-232

-1,69%

TERNI

130

177

-47

-0,86%

VENEZIA

330

691

-361

-1,69%

TRIESTE

120

160

-40

-0,87%

FERRARA

212

393

-181

-1,82%

SALERNO

346

530

-184

-0,88%

CROTONE

55

122

-67

-1,86%

COSENZA

150

271

-121

-0,88%

AGRIGENTO

92

220

-128

-1,87%

SIRACUSA

104

165

-61

-0,89%

CASERTA

237

467

-230

-1,88%

COMO

459

619

-160

-0,89%

MODENA

484

938

-454

-1,93%

MATERA

60

97

-37

-0,94%

AOSTA

63

149

-86

-2,02%

FOGGIA

265

369

-104

-0,94%

CAMPOBASSO

66

179

-113

-2,03%

LA SPEZIA

172

228

-56

-0,95%

BELLUNO

51

173

-122

-2,19%

SONDRIO

89

138

-49

-0,95%

ROVIGO

111

300

-189

-2,53%

RAVENNA

289

405

-116

-0,97%

REGGIO EMILIA

461

1.032

-571

-2,62%

BRINDISI

215

289

-74

-0,97%

ITALIA

30.967

44.791

-13.824

-0,94%

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.