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21 luglio 2009 Comments (0) Dalla home page

DL ANTICRISI- Beni del demanio a giovani agricoltori

Accolta dal ministro Tremonti la proposta lanciata dal presidente di Confagricoltura Vecchioni

Ben 137mila ettari di superficie non utilizzati, che potrebbero essere destinati nuovamente alla produzione, per fini alimentari e no food. Il presidente dell’Anga (Associazione Nazionale Giovani Agricoltori), Marco Saraceno (nella foto), ha commentato positivamente l’emendamento al decreto anticrisi approvato dalle Commissioni Bilancio e Finanza della Camera, che prevede di destinare ai giovani agricoltori i terreni demaniali. “Un contributo positivo – ha affermato Saraceno – per i giovani agricoltori. Senza una strategia dinamica per le nuove generazioni, il mondo rurale dovra confrontarsi con gravi problemi sociali e strutturali”.
Confagricoltura per prima, gia lo scorso autunno, aveva proposto di mettere a disposizione delle imprese agricole i terreni dello Stato per far crescere i produttori in dimensione e competitivita, una proposta accolta dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, durante il Forum di Taormina “Futuro Fertile”, che in quell’occasione aveva assicurato che uno degli obiettivi del federalismo sara quello di trasferire alle Regioni i beni demaniali.
Al XIV Convegno Quadri di Asti, anche il presidente dell’Anga aveva sottolineato che le incerte prospettive dovute alla politica agricola non incoraggiano certo i giovani a scegliere questa professione. “Il nostro indice di ricambio generazionale e all’8% e si confronta con il 66% della Francia e con il 125% della Germania” ha sottolineato Saraceno ricordando come l’Italia, tra gli Stati dell’Unione Europea, presenti il piu basso indice di ricambio generazionale in agricoltura (rapporto tra imprenditori attivi under 35 e over 65) .
“Da diversi anni la superficie agricola nazionale e in calo – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni – dagli anni ’80 sono stati persi oltre 3 milioni di ettari, pari a circa un quinto di quella complessiva e al contempo e cresciuta l’esigenza di incrementare le produzioni”.

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