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9 novembre 2012 Comments (0) Approfondimenti

DIRITTO-Come nasce una legge: iter Cdm Camera, Senato

Con il termine Iter Legislativo, intendiamo il procedimento legislativo, ovvero il processo formale che porta una legge dalla sua creazione alla successiva approvazione da parte del Parlamento. Nella Costituzione Italiana, e regolamentato nella parte II della stessa, al titolo I, sez II dagli artt. 71-74 e dai successivi regolamenti parlamentari.

Fasi

L’iter legislativo italiano e costituito da tre fasi essenziali, che sono la fase dell’iniziativa, la fase della discussione e della votazione, e per finire, la fase della promulgazione e della pubblicazione.

Fase iniziativa

Durante la fase iniziativa dell’iter legislativo, alcuni soggetti sottopongo determinati progetti di legge al Parlamento. Tale potere e riconosciuto, a norma di Costituzione, al Governo, ai Membri del Parlamento (sia deputati che senatori), al corpo elettorale (attraverso la presentazione di una proposta sottoscritta da almeno 50 mila elettori); altri soggetti che possono mettere in attuazione una legge sono i Consigli regionali, il CNEL ed organi o enti in possesso di potere legislativo.

Fase deliberativa

In questa fase dell’iter legislativo, il Presidente della Camera coinvolta assegna ad una apposita commissione parlamentare lo studio della legge in esame.

La commissione opera in tre sedi: in sede referente, oppure in sede legislativa, o ancora in sede redigente

In seguito, il procedimento legislativo ordinario va avanti assegnando il progetto di legge ad uno dei due presidenti delle camera, che la pone in discussione al Parlamento, per poi farla votare articolo per articolo e successivamente in toto.

Se la legge viene votata favorevolmente dalla maggioranza dell’aula, allora si passa all’analoga discussione nell’altra camera del Senato. Se la legge passa nuovamente indenne, si passa alla fase finale, altrimenti se ci sono piccole modifiche, il disegno di legge torna alla camera precedente, finche non si attua l’approvazione in entrambe le Camere.

Fase integrativa

L’ultima fase dell’iter legislativo riguarda promulgazione e pubblicazione della legge, diritto che spetta esclusivamente al Presidente della Repubblica, il quale puo decidere la non promulgazione: in questo caso la legge torna alle Camere per subire le modifiche del caso.

Se il disegno di legge viene comunque approvato per la seconda volta dalle camere, il Presidente e obbligato alla promulgazione.

Dopo massimo 30 giorni dalla promulgazione, la legge viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, ed entra in vigore dopo 15 giorni.

APPROFONDIMENTO

Questo procedimento consta di tre fasi:

Fase dell’iniziativa

Fase della discussione e della votazione (da parte del Parlamento)

Fase della promulgazione (da parte del presidente della Repubblica)

Fase della pubblicazione (sulla gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana)

Fase del vacatio legis (per un periodo medio di 15 giorni dalla pubblicazione)

Fase dell’entrata in vigore

Fase dell’iniziativa

La fase dell’iniziativa consiste nell’esercizio da parte di determinati soggetti del potere di sottoporre progetti di legge al Parlamento.

La Costituzione riconosce tale potere:

al Governo. Il governo utilizza il suo diritto di iniziativa per sviluppare il suo programma operativo, puo essere titolare di questa sua funzione solo in sede collegiale, inoltre ogni sua proposta di legge prima di passare al Parlamento deve essere autorizzata dal Presidente della Repubblica. Il governo ha dei campi dove ha una sua esclusivita di operazione (leggi che riguardano la manovra di bilancio e leggi di conversione di decreti legge). Generalmente le proposte di legge riportate dal governo vengono accettate in parlamento in quanto il governo stesso puo contare sui parlamentari che gli hanno dato la fiducia.

ai membri del Parlamento. Sia i gruppi parlamentari che il singolo deputato o senatore possono sviluppare proposte di legge di modo da essere titolari appieno di questa funzione aderendo alle proprie idee e progetti di partito.

al corpo elettorale (che puo essere esercitata attraverso la presentazione alle Camere da una proposta sottoscritta da almeno 50 000 elettori) mediante iniziativa legislativa popolare, sulla base dell’art. 71 della Costituzione.

ai Consigli Regionali

al CNEL generalmente questo consiglio svolge una funzione consultiva ma la Costituzione gli attribuisce la facolta di proporre leggi.

agli organi ed enti cui sia conferito suddetto potere da legge costituzionale.

Fase deliberativa

La seconda fase del procedimento legislativo comincia con l’assegnazione da parte del Presidente della camera (Camera dei Deputati o Senato della Repubblica) cui e pervenuto il progetto di legge alla commissione parlamentare competente “ratione materiae” (ovvero, per materia). I disegni di legge vengono quindi assegnati a una delle 14 commissioni permanenti, ciascuna competente in una diversa materia .La commissione parlamentare opera diversamente a seconda della “sede” in cui viene autorizzata a operare. La commissione parlamentare incaricata di esaminare il progetto di legge puo operare in:

All’atto dell’assegnazione, il Presidente stabilisce anche i modi in cui la commissione puo esaminare il disegno di legge, vale a dire: in sede referente; in sede redigente; in sede deliberante. Un disegno di legge puo anche essere affidato a una commissione perche esprima su di esso un parere; in questo caso la commissione opera in sede consultiva.

Sede referente: Si tratta della sede in cui le commissioni operano seguendo il cosiddetto “procedimento legislativo ordinario”; e sempre obbligatorio (art. 72, 4° comma Cost.) per i progetti di legge in materia costituzionale ed elettorale, di delegazione legislativa, di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi; e facoltativo per tutti gli altri progetti di legge. In esso si prevede una discussione sul testo nel suo complesso seguita da una discussione del testo articolo per articolo. Alla discussione segue un voto sul progetto di legge. La commissione ha in tale sede il compito di preparare i documenti (testo del progetto di legge e relazioni) su cui lavorera poi piu accuratamente prima una e poi l’altra camera del Parlamento.

Sede legislativa: la commissione che opera in sede legislativa (si tratta di un procedimento speciale) si occupa della discussione, della votazione e dell’ approvazione del progetto di legge estromettendo completamente il Parlamento dai lavori. E sempre ammessa durante i lavori della commissione la domanda di “rimessione in assemblea” del progetto di legge.

Sede redigente: e la seconda procedura speciale prevista dai regolamenti di Camera e Senato; la commissione ha gli stessi compiti che aveva quando operava in sede referente con l’aggiunta che la sua votazione sui singoli articoli del progetto di legge assume carattere di definitivita, e il testo che viene presentato alla Camera sara votato nella sua interezza (senza quindi procedere alla votazione articolo per articolo; sono esclusi da questo procedimento le materie per le quali vi e una riserva di assemblea, citate nella Sede referente).

Il procedimento legislativo ordinario continua con l’assegnazione del progetto di legge al presidente di una delle camere del parlamento il quale permette la discussione, la votazione articolo per articolo e infine la votazione finale sull’intero progetto di legge.

Qualora la maggioranza dei presenti in aula abbiano votato favorevolmente il disegno di legge si intende approvato e passa all’altra camera, la quale se vota favorevolmente al progetto senza apportarvi modifiche fa si che sia completata la fase deliberativa. Se invece vi apporta modifiche il disegno ripassa all’altra camera che a sua volta se apporta modifiche deve ripassarlo ulteriormente e cosi via fino a che uno stesso testo e approvato in entrambe le camere. Questo fenomeno viene definito con il termine navette.

Discussione e approvazione

Se il disegno di legge e esaminato dalla commissione in sede referente, viene discusso, eventualmente modificato e approvato, per essere poi sottoposto in tutte le sue parti al dibattito e all’approvazione dell’Assemblea.

Se la commissione opera invece in sede redigente, oltre a esaminare il disegno di legge, ne delibera anche i singoli articoli. In questo caso in assemblea si svolgeranno unicamente le dichiarazioni di voto e il voto finale.

Se poi la commissione opera in sede deliberante, dopo l’approvazione dei singoli articoli vota anche il disegno di legge nel suo complesso.

In questo caso, dunque, non sara necessario l’esame del provvedimento in Assemblea.

Se invece la commissione opera in sede consultiva, si limita a esprimere un parere sul disegno di legge, destinato alla commissione che esamina quel provvedimento nel merito.

Fase integrativa dell’efficacia

La terza e ultima fase e quella che attiene alla produzione degli effetti normativi della legge e riguarda la promulgazione e la pubblicazione. La promulgazione deve avvenire entro 30 giorni dall’approvazione parlamentare o in un termine minore se entrambe la Camere, a maggioranza assoluta, ne dichiarano l’urgenza (Art. 73 della Costituzione) e spetta al Presidente della

Repubblica. Non sempre il Presidente della Repubblica decide di promulgare la legge, in quanto essa potrebbe avere dei difetti sostanziali (essere in contrasto con i dettati costituzionali) oppure vizi formali (difetti sul procedimento legislativo) quindi spetta a lui porre il primo vero sindacato (preventivo) della legge.

Se la decisione di promulgare fosse negativa, la legge viene rinviata alle camere con un messaggio motivato del Presidente della Repubblica (il cosiddetto “veto sospensivo”). Se il progetto di legge viene approvato nuovamente il presidente e obbligato a promulgarlo.

Subito dopo la promulgazione, e comunque entro 30 giorni dalla stessa, la legge deve essere pubblicata. Quest’ultima fase vede l’intervento del Ministro della Giustizia, depositario del sigillo dello Stato. Una volta posto il sigillo alla legge, essa viene pubblicata sulla Gazzetta ufficiale. La legge entra in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione nella gazzetta ufficiale (vacatio legis), a meno che la stessa legge non preveda un termine diverso.

Nel diritto s’intende per legge ordinaria l’atto normativo adottato dal parlamento secondo la procedura ordinariamente prevista dalla costituzione per l’esercizio della funzione legislativa, in contrapposizione alla legge costituzionale e, in certi ordinamenti, alla legge organica, adottate con procedure diverse e piu complesse (o, come si suol dire, aggravate). E quella che, anche nel linguaggio comune, suole essere denominata legge, senza ulteriori specificazioni.

Tale definizione va integrata precisando che:

negli stati federali e regionali, oltre al parlamento della federazione o dello stato centrale, anche i parlamenti degli stati federati o gli analoghi organi legislativi degli enti regionali (come il consiglio regionale in Italia) possono adottare leggi ordinarie (sicche si distinguono leggi federali o statali, da un lato, e leggi statali, regionali, provinciali ecc. dall’altro);

l’organo legislativo esercita alcune funzioni non normative con atti aventi forma di legge ordinaria per previsione costituzionale (ad esempio, l’approvazione del bilancio dello stato) e puo creare con legge ordinaria norme prive dei caratteri di generalita e astrattezza (cosiddetta legge-provvedimento); in questi casi si e di fronte a leggi meramente formali che, pur avendo la forma (e la forza) della legge ordinaria, non sono atti normativi. (A cura di Fabio Fiori – Direttore Ufficio legislativo InnCantiere)

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