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19 novembre 2014 Comments (0) Dalla home page

DIETA MEDITERRANEA-Forum: un brand per valorizzarla

Diffondere un messaggio che ne evidenzi le virtu anche al di fuori dei suoi confini tradizionali, fare della Dieta Mediterranea un brand che ne consolidi i valori unici al mondo e ne consenta la valorizzazione economica sui mercati del largo consumo alimentare ma anche quelli del turismo, affinche possano fare da traino a prodotti, imprese e territori di origine facendo leva sulla visibilita internazionale offerta dall’Expo 2015. Questi i principi che si sono affermati nei quattro giorni del Forum Dieta Mediterranea a Imperia, con tredici paesi aderenti a Re.C.O.Med, la Rete Mediterranea delle Citta dell’Olio, che si sono seduti attorno a un tavolo per delineare le priorita da sviluppare e da presentare nell’evento che l’anno prossimo si trasferira ? solo temporaneamente ? a Milano, al Padiglione Italia dell’Expo.

“Quello che e emerso dalla quarta edizione del Forum Dieta Mediterranea ? ha commentato Enrico Lupi, presidente dell’Associazione Nazionale Citta dell’Olio di Re.C.O.Med ?( a destra nella foto), ci impone di fare una riflessione attenta su come valorizzare questo modello al di fuori del Mediterraneo. Diffondere nel mondo il messaggio che questo stile di vita sano ed equilibrato puo portare benefici alla salute, puo trasformarsi in una opportunita importante di sviluppo per i paesi che ne fanno parte, soprattutto in termini economici. Investire sulla comunicazione e sulla cultura del cibo vuol dire difendere la salute e salvaguardare il paesaggio e il territorio, e importante far giungere al consumatore messaggi positivi e il primo passo da compiere per rendersi riconoscibili e senz’altro quello di creare un brand in cui concentrare i principi della Dieta Mediterranea e dialogare con le imprese. Cosi come e importante investire nella tutela del paesaggio ? ha aggiunto – cio che e accaduto nei giorni scorsi in Liguria e la diretta conseguenza dell’incuria in cui si trovano molti terreni agricoli abbandonati perche poco produttivi e poco redditizi. L’Italia e il paese dell’extravergine per eccellenza e dobbiamo fare il possibile affinche il messaggio che arriva al consumatore, dentro e fuori i confini del Mediterraneo, sia quello di veder valorizzati e premiati gli olii artigianali di alta qualita e chi li produce”.

La comune intenzione dei paesi aderenti a Re.CO.Med di costituire un marchio che renda questo stile di vita immediatamente riconoscibile e rappresenti la modalita piu sofisticata per competere e offrire nove opportunita di sviluppo non solo economico ma anche nel turismo, e la risposta piu convincente che il Forum ha fornito con i lavori delle quattro sessioni, Economia, Medicina e Salute, Educazione alimentare e Cultura e Comunicazione. Lavori che aprono ad un confronto ed offrono risposte alla provocazione sollevata dal giornalista e scrittore americano ? ligure di adozione ? Tom Mueller ( a sinistra nella foto) che, presente durante la sessione dedicata alla comunicazione, ha portato l’attenzione su come l’immagine del nostro extravergine, tra i migliori al mondo, venga sempre piu spesso offuscata da messaggi sbagliati veicolati da chi, cercando di comunicare il cibo, fornisce notizie di un certo tipo, spesso percepite dal lettore nella sua accezione piu negativa: “Com’e possibile ? ha chiosato – che un ingrediente principe della Dieta Mediterranea, uno dei cibi piu salubri e deliziosi del mondo, possa essere il bersaglio di tanti dubbi, sospetti e denunce? Come mai la sopravvivenza stessa degli oli artigianali di grande qualita e minacciata, in Italia ed altrove, da oli non garantiti, come se il nostralino piu acerbo mettesse fuorigioco i gran cru della Toscana e del Piemonte? La risposta e una sola: a causa di un modello di “politica agricola”datato anni ’50 che premia l’industria e sacrifica i veri artisti dell’agricoltura. A causa di un cinismo economico ? ha aggiunto – che premia il basso prezzo ed i grossi volumi piuttosto che la vera qualita, e che mette a repentaglio non solo la produzione italiana di olio d’oliva eccellente, ma anche le altre eccellenze della cucina italiana, e con cio, mette a rischio addirittura il primato dell’Italia all’interno della stessa Dieta Mediterranea”.

Ogni sessione, ha posizionato un tassello importante nel puzzle della strategia promozionale dello stile di vita mediterraneo, in particolare l’ intervento del Professor Alberto Mattiacci, Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Universita La Sapienza di Roma, che ha messo in evidenza durante la sessione dedicata all’economia come l’avvalersi di un brand sul mercato possa dare anche l’impulso per la creazione di nuovi posti di lavoro, oltre a creare i presupposti per innalzare anche di un miliardo di euro in piu il valore economico del Made in Italy agroalimentare come quello degli altri paesi interessati dalla Dieta Mediterranea; e quello del Capo Progetto Comitato di candidatura EXPO Milano e Presidente del Comitato Educazione Alimentare del MIUR Riccardo Garosci ha sottolineato nella sessione dedicata all’educazione alimentare, come il Forum abbia sempre avuto un occhio attento verso questo tipo di iniziative mirate a infondere gia nei ragazzi in eta scolare ? statisticamente in sovrappeso nella misura di un quinto della popolazione studentesca nella fascia d’eta fino a dieci anni – una cultura del mangiare sano e del saper riconoscere un prodotto di qualita da quello noto come Junk Food.

Meno report di lavori e ricerche in essere dunque, piu proposte e progetti da sviluppare in vista dell’Expo 2015 a Milano: quello che si e concluso domenica a Imperia e stato un Forum proiettato al futuro che – come ha auspicato il Professor Mario Morcellini del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale all’Universita La Sapienza di Roma nella sessione dedicata alla comunicazione ? ha di fronte a se molte sfide, ma anche tutte la carte in regola per avere un ruolo primario nella valorizzazione della Dieta Mediterranea, del cui futuro si dichiara ampiamente ottimista se si sceglie di investire nel rapporto tra cultura e lavoro delle imprese, competitivita e sostenibilita.

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