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14 giugno 2017 Comments Off on CROWDFUNDING-Lunar Oven: forno solare auto-costruito che funziona anche di notte Dalla home page

CROWDFUNDING-Lunar Oven: forno solare auto-costruito che funziona anche di notte

Scade fra tre giorni la raccolta fondi per il progetto un forno solare ad accumulo termico che consente di sfruttare il calore immagazzinato durante l’esposizione al sole anche durante le ore di assenza di luce.

Il suo utilizzo consente di migliorare la condizione delle famiglie che lo impiegano, sia dal punto di vista sanitario che economico, e delle comunità coinvolte dal punto di vista ambientale. Infatti un forno solare è lo strumento più semplice, sicuro, e conveniente per cucinare i pasti e purificare l’acqua. Lunar Oven, attraverso il suo sistema di lenti utilizza al meglio le radiazioni solari, e grazie ad un adeguato isolamento termico consente di trattenere il calore assorbito senza fare alcun utilizzo di carburanti. La maggior parte dei forni solari esistenti in commercio può però essere utilizzata solo quando c’è il sole, quindi soltanto durante alcune ore del giorno, ed ha un prezzo elevato per persone con un basso reddito.

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Lunar Oven, invece, è stato progettato per essere costruito con materiali semplici da trovare e molto economici: può essere auto-costruito dall’utilizzatore con una spesa minima, richiedendo la sola fornitura delle lenti e di un semplice manuale di istruzioni.

Inoltre, grazie al suo particolare sistema di riscaldamento e l’isolamento, permette di accumulare il calore solare trattenendolo a lungo e consentendo l’utilizzo del forno anche nelle ore più buie (in assenza della fonte di calore). Una volta portato in temperatura, Lunar Oven si mantiene caldo a lungo e, se esposto regolarmente al sole e gestito in modo corretto, può essere utilizzato in modo continuativo e per la sanificazione dell’acqua.

All’aumentare delle dimensioni del forno migliorano anche le sue prestazioni e quindi si presta ad essere impiegato in attività economiche, o per un utilizzo comunitario.

L’utilizzo, la manutenzione e anche l’aspetto di Lunar Oven sono simili a quelli di un forno tradizionale, diversamente dai forni solari esistenti che sono generalmente ingombranti, scomodi da usare e basati su principi di funzionamento e manutenzione di non immediata comprensione.

La cottura del cibo è un problema in molti paesi poveri. E’ un problema sanitario perché per cucinare gli alimenti o per sterilizzare l’acqua si impiegano biomasse (legno, carbone o letame) o gasolio, la cui combustione può produrre agenti cancerogeni. E’ un problema che riguarda la sicurezza delle persone perché spesso l’utilizzo di fiamme libere o di apparecchi obsoleti causa pericolosi incidenti. E’ un problema ambientale perché il consumo di legname per questo scopo, anche sotto forma di carbone o carbonella, incentiva il disboscamento. E’ un problema economico perché l’acquisto dei combustili necessari incide eccessivamente sulle spese di famiglie a basso reddito, e la raccolta del legname richiede molto tempo.

Quindi, è possibile migliorare le condizioni di vita delle famiglie che attraverso il progetto abbiano avuto la possibilità di costruire e utilizzare il forno solare: miglioramento delle condizioni sanitarie dell’aria all’interno delle abitazioni e risparmio economico per l’acquisto di combustibile.

Avvio di nuove attività economiche legate alla costruzione del Lunar Oven nell’ambito della ristorazione e diffusione nelle attività già esistenti e in ambiti comunitari.

L’idea è di Giacomo Rossi (nella foto di apertura), ingegnere aeronautico, innovatore, sperimentatore, viaggiatore ed eclettico progettista: al ritorno di uno dei suoi viaggi pone un problema e comincia a dare forma ad una soluzione. E’ passato poco più di un anno e il progetto ha preso forma, grazie alla collaborazione di ingegneri ambientali, energetici e gestionali, di ricercatori e volontari che hanno visitato luoghi poveri e non, studiato le soluzioni esistenti e parlato con chi il problema lo vive.

Una soluzione auto-costruita, nel rispetto del luogo in cui viene costruito, realizzabile in dimensioni differenti a seconda delle esigenze e con materiali reperibili in loco. Giacomo ha seguito e gestito il progetto e ora è pronto, con l’aiuto di Lorenzo Granatoa testare il Lunar Oven e creare un manuale di “istruzioni” open che faccia decollare la diffusione del prodotto generando circoli virtuosi per le famiglie e le economie locali.  Del team fa parte anche Elena Perondi che segue il progetto sin dall’inizio, ingegnere gestionale con la passione per l’innovazione sociale.

L’obiettivo della raccolta è stato fissato in € 4.500 ma finora la cifra è ferma a poco più di duemila euro.

Se trovate il progetto interessante è ancora possibile contribuire.

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