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21 novembre 2012 Comments (0) News

CRISI – Usura: Confesercenti, colpiti in 600mila e chiuse 150mila imprese. Rischio a Roma e Napoli

Sono 600mila gli italiani colpiti e affondati dal fenomeno dell’usura, tra essi almeno 200mila i commercianti; ad alto rischio sono almeno 2 milioni di concittadini. Sono i dati emersi dalla terza edizione del ‘No usura day’ di Confesercenti, e evidenziati dal presidente della confederazione, Marco Venturi.

Confesercenti ha sottolineato che “la crisi e un potente supporto dell’usura: nel triennio 2010-2012 hanno chiuso 450mila aziende commerciali, artigiane e dei servizi”. Per un terzo di queste, ribadisce Venturi ovvero150mila la cessazione dell’attivita e avvenuta per “indebitamento o per usura”. Sono stati cancellati cosi circa 300mila posti di lavoro. Inoltre, Confesercenti ha lanciato anche l’allarme sulle denunce, in crollo verticale: sono passate in pochi anni da 398 (2004) alle 230 attuali. “Ma se guardiamo ai recuperi – ha sottolineato Venturi – dovuti alle importanti e recenti operazioni antiusura ci accorgiamo che 500milioni di euro recuperati non sono pochi e questo odioso reato e vivo e vegeto”. Secondo la valutazione di Confesercenti le capitali dell’usura italiana si confermano Roma e Napoli.

Quanto alla legge anti usura e ormai da rottamare.”Sono passati piu di 15 anni – ha ricordato il presidente della Confesercenti – da quando il Parlamento varo la legge tuttora in vigore. Quella legge fu una conquista voluta con grande ostinazione” dalle realta preoccupate per il fenomeno, “ma oggi siamo in presenza -ha aggiunto – di carenze troppo vistose per non essere affrontate promuovendo cambiamenti profondi”. Secondo Venturi la normativa non ha dato “i frutti sperati in alcuni obiettivi cruciali: il reato non e emerso, tanto che il numero delle denunce e paradossalmente piu basso rispetto all’anno in cui la legge entro in vigore, il 1996”.

A detta della Confesercenti l’usura “appare come un reato di fatto depenalizzato. Questo rende urgente un’azione che cancelli la sensazione che possa rimanere impunita”. Da qui la proposta di aprire un tavolo per una riforma nuova “che tenga conto dei mutamenti del fenomeno, che sia condivisa e piu’ adeguata all’economia e alla finanza in continua evoluzione”.

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