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14 febbraio 2012 Comments (0) News

CRISI-Ue: sotto la soglia di povertà un italiano su sette

Nell’Europa a 15, sono i Paesi meridionali, insieme al Regno Unito, quelli dove piu forte e la disuguaglianza nella distribuzione del reddito. Lo attesta l’Istat nel suo Rapporto sulla coesione sociale 2011, elaborato insieme all’Inps e al ministero del Lavoro con l’obiettivo di fornire, in modo particolare ai policy maker, le indicazioni basilari per poter prendere decisioni.

In base al rapporto fra la quota di reddito del 20% piu ricco e quella del 20% piu povero della popolazione, nel 2010 Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Regno Unito sono i Paesi caratterizzati dal maggior grado di diseguaglianza nella distribuzione dei redditi, mentre i Paesi con la minore differenza nell’Europa a 15 sono i Paesi Bassi, l’Austria, la Finlandia e la Svezia. I dati relativi al rischio di poverta monetario, avverte l’Istat, non necessariamente si riflettono in situazioni di estremo disagio economico.

In Italia, il rischio di poverta o di esclusione sociale e relativamente maggiore per le famiglie con tre o piu figli, soprattutto se minori, e per quelle con un solo genitore. La situazione delle coppie con figli non tutti minori appare invece piu o meno critica in relazione alla partecipazione al mercato del lavoro di almeno due percettori di reddito. Se invece si guarda alla poverta relativa, le famiglie povere in Italia sono 2 milioni 734mila (11 per cento delle famiglie residenti) che corrispondono a 8 milioni 272mila individui poveri, il 13,8% dell’intera popolazione, in pratica un italiano su sette. Il 10,2% delle persone povere, precisa l’Istat, vive in famiglie a bassa intensita di lavoro, dove cioe meno del 20% del tempo disponibile e impiegato in attivita lavorative. Questo dato, osservano i ricercatori dell’Istituto di statistica, si spiega anche con la prolungata convivenza con i genitori dei giovani tra i 18 e i 34 anni in cerca di occupazione.

Dal rapporto si desumono inoltre molti altri aspetti di disagio vissuti durante il percorso di vita dagli italiani. Per esempio, nel 2010 la quota di giovani 18-24enni che hanno abbandonano prematuramente gli studi o qualsiasi altro tipo di formazione e stata pari al 18,8%. E un valore nettamente superiore a quello dell’Unione europea a 25 paesi (13,9%) e ancora lontano dall’obiettivo stabilito dalla Strategia Europa 2020 della Commissione europea, che intende portare gli abbandoni sotto la soglia del 10%. Inoltre, nel mercato del lavoro italiano il divario di genere e ancora piuttosto accentuato e nel 2010, in media, gli uomini hanno percepito una retribuzione piu elevata (1.407 euro) rispetto alle donne (1.131 euro):si tratta del 24,4% in piu. (Fonte: Sole 24 Ore)

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