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10 marzo 2009 Comments (0) Dalla home page

CRISI – Turismo in lieve calo, ortofrutta tiene

Meno occupati nelle Pmi del turismo mentre le ortofrutticole sono competitive

La crisi si fa sentire anche nel settore del turismo con un calo del 10% delle presenze.  Edel 6% dei lavoratori registrati nello scorso mese. ”I dati relativi al movimento turistico-ricettivo del mese di febbraio segnalano purtroppo un aggravamento della crisi, che ormai pesa come un macigno sulle imprese del settore”. E’ questo il commento di Bernabo Bocca, presidente di Federalberghi e di Confturismo-Confcommercio alla lettura dei risultati del check turismo che Federalberghi ha istituito quale monitoraggio mensile per tenere sotto controllo l’evoluzione dell’attuale fase economica.
Dopo il significativo -7% di presenze registrato a gennaio, il mese di febbraio fa segnare un -10% sempre di presenze turistiche nonostante carnevale e le settimane bianche in corso. Il numero di camere alberghiere ‘vendute’ a febbraio e calato dell’11% (come a gennaio).
Il numero dei lavoratori nelle strutture ricettive italiane a febbraio e calato del 6% (rispetto al -4,5% di gennaio) con nel dettaglio un quasi -5% di lavoratori a tempo indeterminato (rispetto al -3% di gennaio) ed un -9,5% di lavoratori part time (identico al dato di gennaio).
Per fortuna, nonostante la crisi, il settore ortofrutticolo continua a dare segni positivi con un lento ma costante recupero dell’efficienza. I dati sono quelli di uno studio realizzato da Centuria RIT sull’analisi della competitivita delle imprese dell’ortofrutta italiana, francese e spagnola e presentati dal Cso – Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara – i risultati di uno studio realizzato da Centuria Rit sull’analisi della competitivita delle imprese dell’ortofrutta italiana, francese e spagnola. L’analisi mette a confronto gli andamenti finanziari di 125 aziende cooperative e private di cui 35 operanti in Spagna e in Francia. I risultati sono stati inoltre confrontati con lo stesso studio realizzato nel 2002.
Emerge una serie di dati molto interessanti che fotografano una situazione delle imprese ortofrutticole italiane in sostanziale miglioramento. I dati positivi vengono confermati anche dall’analisi delle tipologie di aziende messe a confronto. Le cooperative pur risultando meno efficienti sul piano finanziario evidenziano una maggiore strutturazione e patrimonializzazione mostrando una maggiore solidita e un minor rischio finanziario rispetto alle imprese private. “E’ evidente – ha dichiarato Paolo Bruni, presidente di Cso – che l’agricoltura conferma nei momenti di crisi il suo ruolo di compensazione e stabilita. Le imprese , dopo le grandi crisi della prima meta del 2000 hanno creato aggregazioni importanti e si sono strutturate per essere sempre piu’ competitive nel mondo”. La competitivita del sistema Italia e confermata anche dai dati positivi dell’export ortofrutticolo che fino a novembre 2008 registra, secondo dati Cso, un + 13% in valore rispetto al 2007.
“Il dato di crescita in valore delle nostre esportazioni – conferma Renzo Piraccini, consigliere delegato di Cso – evidenzia come l’offerta italiana negli ultimi anni si sia qualificata in termini di posizionamento di prezzo rispetto ai competitori europei. Un segnale che conferma l’importanza dell’internazionalizzazione dei mercati per le aziende italiane soprattutto verso nuovi mercati oggi non ancora presidiati, parlo per esempio della Russia con cui stiamo attivando scambi importanti.”
L’Italia ha esportato fino a novembre 2008 ben 3.277.762 tonnellate di ortofrutta , pari ad un valore di 3.145.068 miliardi di euro. Solo per gli agrumi ad esempio si registra un incremento in valore dell’export 2008/2007 del + 53%. Sul fronte dei consumi altro elemento chiave per la competitivita del comparto ortofrutticolo la situazione si e stabilizzata. Dopo il calo che ha caratterizzato il periodo 2000-2005 si e’ di fronte ad un recupero in particolare per clementine, meloni, albicocche, fragole e pesche e nettarine, mentre continua il trend negativo per mele e pere.
Le famiglie italiane rispetto all’anno 2000 hanno ridotto gli acquisti di oltre 1,3 milioni di tonnellate corrispondenti ad una superficie coltivata ad ortofrutta pari a circa 45.000 ettari.

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