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1 settembre 2009 Comments (0) News

CRISI – Treviso: a rischio artigiani e Pmi

Confartigianato chiede il rifinanziamento del Fondo per la cassa integrazione in deroga

Scade il 31 dicembre la possibilita di usufruire della cassa integrazione in deroga, una misura straordinaria attivabile solo attraverso specifici decreti ministeriali. Ad ogni azienda della Marca Trevigiana e stata data la possibilita di ricorrere a tale sostegno dallo scorso maggio.
“Dal 1° gennaio 2010, che si prospetta essere un altro anno difficile – ha spiegato Mario Pozza, presidente di Confartigianato Marca Trevigiana ( nella foto) – tutte le aziende del sistema artigiano e della Pmi si troveranno prive di qualsiasi strumento che consenta di mantenere fermo il legame con i propri dipendenti. L’altro ammortizzatore per l’artigianato e le piccole imprese, quello ordinario previsto dall’art.19 della legge 2 del 2009 – ha ricordato l’imprenditore – ossia l’assegno di disoccupazione per i lavoratori sospesi ( pari al 60% della retribuzione, a cui si aggiunge il sussidio del 20% erogato dall’ente bilaterale) potra essere utilizzato solo a partire del 1 giugno 2010 perche l’ Inps ha stabilito che per beneficiare di questo assegno di disoccupazione i lavoratori sospesi per crisi non devono gia averlo utilizzato nei 12 mesi precedenti: peccato che in Veneto- ha concluso Pozza –  i lavoratori che hanno gia beneficiato di detto strumento dal 1 gennaio 2009 allo scorso 31 maggio dovranno attendere che trascorrano i 12 mesi fissati dalla legge per poter riavere l’assegno di disoccupazione”.  In provincia di Treviso i lavoratori dell’artigianato, edilizia esclusa, sono circa 30mila attivi su 7100 imprese ( 160mila lavoratori su 36400 imprese a livello Veneto): quindi,  i potenziali licenziati sono pari a 1,7% del totale che andrebbero ad ingrossare il coefficiente di disoccupazione portandolo nella piccola impresa dal 3, 4% a oltre il 5%. A fronte di tale situazione, Confartigianato Marca Trevigiana, chiede di “provvedere con urgenza a rifinanziare il Fondo per la cassa integrazione in deroga quanto meno per i primi mesi del 2010 per un flusso di richiesta presumibilmente pari a quello registrato nel 2009 onde evitare che i circa 5 mila lavoratori a rischio occupazionale nella nostra provincia qualora non mantenuti in forza presso le rispettive 900 imprese in difficolta, vadano ad ingrossare le fila dei disoccupati”.

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