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25 giugno 2009 Comments (0) Dalla home page

CRISI – Sardegna: a rischio chimica, tessile ed energia

Lunedi 29 giugno la Commissione industria della Camera dei deputati verifichera lo stato di crisi

La Commissione industria della Camera dei Deputati verifichera lo stato di crisi dell’industria sarda. Infatti, sara in Sardegna lunedi prossimo proprio con questo scopo. Lo ha reso noto la Cisl comunicando che a Portotorres (nella foto) l’organismo parlamentare sentira in audizione le segreterie regionali confederali che esporranno la difficile situazione produttiva e occupazionale e i ritardi e le inadempienze relativi agli accordi di programma sulla chimica e sull’energia. I sindacati intendono denunciare “i silenzi sull’impegno assunto di rivedere l’intesa Stato-Regione con uno specifico accordo di programma quadro per rilanciare le attivita’ produttive in Sardegna”. Le segreterie confederali che vogliono affrontare tutte le questioni aperte della chimica, voglio anche denunciare le inadempienze riguardanti Ottana, il settore tessile e le difficolta delle industrie energivore del Sulcis.
La decisione della Commissione industria della Camera di verificare direttamente in Sardegna lo stato di crisi dell’economia isolana – si legge in una nota – assume una notevole rilevanza alla luce della decisione assunta da Cgil, Cisl e Uil di tenere lo sciopero generale dei settori produttivi e dei servizi a rete per il 10 luglio prossimo.
L’audizione rafforzera richiesta dei sindacati confederali al Governo nazionale per riaprire il confronto a Palazzo Chigi sull’emergenza industriale della Sardegna e dei servizi a rete.
Non bisogna infatti perdere piu tempo di fronte alla continua e costante perdita di posti di lavoro in tutti i settori economici. L’Istat ha rilevato nel primo trimestre 2009 un tasso di disoccupazione al 14,1%, mentre il tasso di occupazione e sceso al 49,4% e il tasso di attivita al 57,6% (sono i dati piu bassi degli ultimi cinque anni). L’industria continua a perdere posti di lavoro: sono -10.000 negli ultimi dodici mesi.
Ai parlamentari sardi e a quelli nazionali verra chiesto non solo di registrare le drammatiche difficolta produttive della Sardegna ma di farsi interpreti presso il Governo di riaprire i tavoli del confronto con le parti sociali e la Regione e di rilanciare insieme al sindacato una nuova vertenza con l’Unione europea sul tema energetico, delle telecomunicazioni e trasporti e sul riconoscimento dell’insularita.

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