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4 agosto 2011 Comments (0) Dalla home page

CRISI- Parti sociali: la ripresa in sei punti

Sono sei le priorita indicate dalle Parti sociali nel documento comune su cui ”operare immediatamente”. I punti riguardano – si legge nel documento – il Pareggio di bilancio del 2014, i costi della politica, liberalizzazioni e privatizzazioni, sblocco degli investimenti, semplificazioni e Pubblica amministrazione e mercato del lavoro.

Per quanto riguarda il Pareggio di bilancio, le Parti sociali chiedono interventi strutturali per incidere sulla spea pubblica. ”Guardando alla struttura della spesa pubblica – si legge nel documento – e evidente che non si puo prescindere da interventi per aumentare la produttivita’ del pubblico impiego e per modernizzare il sistema di welfare”.

Sul secondo punto relativo ai Costi della politica, le Parti sociali chiedono al Governo di anticipare da subito le riduzioni contenute nella manovra, senza attendere i risultati di una commissione che significherebbe ”solo rinviare”. In pratica, per le Parti sociali occorre ridurre i costi delle assemblee elettive e degli organi dello Stato, abolire le Provincie e accorpare o consorziare i piccoli comuni.

Al terzo punto ci sono le liberalizzazioni e le privatizzazioni, per le quali le Parti sociali chiedono un grande piano, con la dismissione dei patrimoni immobiliari e delle societa’ di servizi da parte degli enti locali per liberare risorse che consentano di superare i vincoli del Patto di stabilita interno. Sulle liberalizzazioni, nel documento comune si chiede di intervenire ”su alcune delle situazioni critiche segnalate dall’Antitrust e procedere alla liberalizzazione delle professioni”.

Il quarto punto e poi dedicato allo sblocco degli investimenti. ”Sbloccare con misure eccezionali le opere gia’ finanziate con risorse pubbliche e private – chiedono i sindacati -. Rimuovere gli ostacoli normativi alla realizzazione delle opere con particolare riguardo alla logistica e all’energia. Utilizzare, con il necessario cofinanziamento nazionale, i fondi europei per il Mezzogiorno a partire da quelli dell’anno in corso. Perdere questi fondi sarebbe inaccettabile. Modificare – inoltre – il titolo V della Costituzione per recuperare a livelli appropriati la strategia delle grandi reti ed evitare sovrapposizioni di competenze”.

La semplificazione e la Pubblica amministrazione e compresa invece nel quinto punto, dove le Parti sociali chiedono di approvare rapidamente i provvedimenti di semplificazione all’esame del Parlamento. ”Non e piu rinviabile – si legge nel documento – la riforma strutturale della Pubblica Amministrazione che permetta un recupero di produttivita’ e consenta di risolvere situazioni di crisi utilizzando strumenti analoghi a quelli del settore privato”.

Infine, il sesto punto e dedicato al mercato del lavoro. Le Parti sociali si impegnano a modernizzare le relazioni sindacali ”alla luce delle gravi difficolta del Paese”.

La parte finale del documento e poi dedicata esclusivamente alle banche e alle imprese. ”Vorremmo infine ricordare – si legge nel documento comune – che, pur in una situazione difficilissima, le imprese e le banche italiane stanno dando un grande contributo all’economia del Paese. Sappiamo che le imprese devono crescere e recuperare produttivita”’.

Per tale motivo si chiede di ”attuare un piano straordinario di lotta all’evasione fiscale e contributiva utilizzando i proventi per ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sul lavoro. Detassare in via strutturale i premi di risultato. Incentivare la crescita dimensionale e la patrimonializzazione (Ace). Avviare un piano di riduzione progressiva dei pagamenti ritardati alle imprese in vista dell’applicazione della direttiva comunitaria. Attuare politiche incisive volte alla promozione e difesa del made in Italy di qualita’ quale leva competitiva del Paese in grado di valorizzare il lavoro, il capitale e il territorio italiano, sfruttando il potenziale di penetrazione commerciale all’estero delle imprese italiane.

Definire un piano energetico per la green economy con una visione al 2020, operando principalmente attraverso la fissazione di standard. Sostenere i processi di ricerca e innovazione delle imprese cominciando con il rendere immediatamente operativo il credito d’imposta previsto dal DL Sviluppo”.

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