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19 ottobre 2011 Comments (0) Dalla home page

CRISI-Napolitano: è ora di dare risposte convincenti

In questo momento di crisi per il Paese e necessario che ”ciascuno faccia la sua parte” e in questo senso ”molto sta facendo il mondo delle imprese”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano partecipando alla cerimonia di consegna al Quirinale delle insegne ai nuovi cavalieri del lavoro. ”Scusatemi se ripeto il piu semplice degli appelli – ha aggiunto Napolitano – e cioe che ciascuno faccia la sua parte. Molto sta facendo il mondo delle imprese anche in senso propositivo e questo e importante: lo testimonia il progetto delle imprese per l’Italia presentato il 30 settembre, lo testimoniate voi, nuovi e non nuovi cavalieri del lavoro col vostro ininterrotto impegno. E ho tratto grande conforto – ha sottolineato – dall’incontro con la rappresentanza direttiva dei giovani imprenditori di Confindustria, per il loro slancio e per il coraggio delle loro idee”. Secondo Napolitano, ”c’e davvero bisogno essenziale di questi apporti e di quelli del mondo del lavoro: e non puo che considerarsi prezioso, e auspicabile, il massimo di coesione nel mondo dell’impresa come nel mondo del lavoro”.

Soffermandosi sulla polemica circa la moneta unica europea, il capo dello Stato ha rimarcato che l’euro, non rappresenta per l’Italia una ”camicia di forza” quanto piuttosto ”una cintura di protezione” e, quindi, e ”nostro interesse nazionale e nostro dovere come Paese fondatore dell’Europa unita, aderente tra i primi alla zona euro – esortato Napolitano – di creare le condizioni per una nuova fase di crescita dell’economia e della societa italiana”. In questo quadro Napolitano si ”rifiuta di credere che possa serpeggiare in qualsiasi ambiente l’idea che l’euro, la nostra appartenenza all’Eurozona, sia per noi come una camicia di forza. Essa e piuttosto – ha ribadito con convinzione – una cintura di protezione e un propulsore insostituibile di sviluppo competitivo per la nostra economia”.

Inoltre, secondo il capo dello Stato, l’Italia deve mandare un messaggio chiaro ai partner europei sull’abbattimento del muro del debito pubblico che sta avvenedo ”gradualmente ma a ritmo sostenuto e costante”. Ai nostri partner europei ”desidero dire qualcosa di chiaro, fuori da ogni ambiguita e cioe che – ha ammonito Napolitano – siamo giunti, l’intera comunita nazionale e giunta, al lucido riconoscimento che e giunto il momento di abbattere gradualmente ma a ritmo sostenuto e costante, il muro del debito pubblico accumulatosi nel corso dei decenni” e “lo stiamo facendo – ha aggiunto – come indicano i decreti di luglio e di agosto, adottati celermente in Parlamento in ottemperanza agli impegni assunti. E intendiamo farlo senza alcuni incertezza e tergiversazione”.

Il presidente della Repubblica si dice ”angustiato” quando constata che ”l’assunzione di responsabilita” chiesta alle forze politiche in un momento cosi difficile per il Paese non si e finora verificata. ”Le difficolta – ha evidenziato – sono sotto gli occhi di tutti, se e vero che e trascorso un mese dall’approvazione in Parlamento del decreto di stabilizzazione finanziaria varato alla vigilia di ferragosto”. A queste difficolta, ”guarda con preoccupazione l’Europa – ha poi ricordato – in attesa dell’attuazione di ogni necessaria integrazione delle decisioni gia adottate e di impellenti scelte di riforma strutturale e di stimolo alla crescita”. Per il capo dello Stato, questo e ”un momento in cui si richiede una forte, netta assunzione di responsabilita: largamente condivisa, aggiungo, perche risulti piu credibile, piu garantita nella sua efficacia realizzativa. Non posso percio tacere la mia angustia nel constatare che le condizioni politiche per questa piu larga condivisione non si sono verificate”.

Infine, per Napolitano, ”dobbiamo avere l’assillo di dare risposte convincenti ai nostri partner europei, alle istituzioni e insieme – ha raccomandato Indicandola come necessita ormai scottante – a una vasta parte dei ceti popolari, delle forze del lavoro e soprattutto dei giovani”.

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