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23 ottobre 2012 Comments (0) Dalla home page

CRISI-Lavoro: un nuovo disoccupato su tre è straniero

Al 2011 gli stranieri presenti in Italia sono quasi cinque milioni e rappresentano il 7,5% della popolazione residente contribuendo al Pil nazionale per oltre il 12%. La nazionalita piu rappresentata tra i lavoratori stranieri e la Romania con oltre mezzo milione di soggetti, un quarto di tutta la manodopera straniera. Seguono albanesi (232 mila) marocchini (147 mila) e ucraini (132 mila). A fronte di questi 2,2 milioni, 310 mila stranieri sono disoccupati, vale a dire il 12,1% di tutta la popolazione straniera. Tale disoccupazione ha conosciuto un incremento quasi del 50% dal 2008 al 2011. Sono dati emersi dal Rapporto Annuale sull’Economia dell’Immigrazione 2012 della Fondazione Leone Moressa.

La crisi ha fatto aumentare il livello della disoccupazione maggiormente tra la popolazione straniera rispetto a quella italiana. Nel 2011, il tasso di disoccupazione straniero mostra valori piu elevati al Nord (17,4% in Piemonte e Val d’Aosta, 11,5% in Lombardia) rispetto alle aree meridionali ( 8,1% in Campania, 9,4 in Calabria). Dall’inizio della crisi ad oggi, i nuovi disoccupati stranieri sono 148 mila e rappresentano un terzo della nuova disoccupazione in Italia. Incidenze piu elevate dei disoccupati stranieri si rilevano in Liguria (88,2%), Sicilia (62,2%) e Umbria (55,5%).

I rumeni sono i primi occupati in termini di numerosita tra gli stranieri con 561 mila lavoratori che costituiscono il 24,9% della popolazione straniera occupata complessivamente. Al secondo posto si collocano gli albanesi (10,3%) i marocchini (6,5%) e gli ucraini (5,9%).

Gli stranieri sono generalmente occupati in mansioni umili, come dimostra il fatto che piu della meta degli uomini (54,0%) e oltre i tre quarti delle donne (77,5%) ricoprono mansioni dalla bassa qualifica. Tra gli uomini, le professioni piu diffuse sono legate all’ambito delle costruzioni (15,7%), quindi muratori, carpentieri e ponteggiatori, a seguire facchini, magazzinieri e addetti alle consegne (5,4%) e esercenti o addetti nelle attivita di ristorazione (5,3%). La meta delle donne e impegnata in lavori di cura o di assistenza, di cui il 30,6% non richiede nessuna qualifica. L’8,2% delle donne e occupato come esercente o addetto alle attivita di ristorazione e il 7,2% nelle pulizie come personale non qualificato.

Si nota una etnicizzazione delle professioni: in generale, gli stranieri provenienti da alcuni Paesi dell’est Europa (come rumeni, albanesi) sono occupati in mansioni legate in prevalenza al settore delle costruzioni, mentre altri cittadini dell’Europa nord orientale (come ucraini, moldavi, polacchi) mostrano delle specializzazioni maggiori nei settori dei servizi alla persona e domiciliari, siano esse professioni qualificate e non. Anche per filippini, indiani o per alcuni stranieri provenienti dall’America Latina (come peruviani o ecuadoregni) l’assistenza alla persona e la professione piu ricoperta. Se si osserva per ciascuna etnia la concentrazione per le prime 3 professioni piu ricoperte, si scopre come vi siano delle vere e proprie specializzazioni professionali: per gli ucraini o per i filippini, rispettivamente, il 68,0% e il 77,4% di tutti i lavoratori di quelle nazionalita sono concentrati nelle prime 3 professioni che, in questo caso, consistono nei servizi domestici o alla persona: addirittura il 63,4% degli occupati filippini ricopre una professione non qualificata nei servizi domestici.

Scarica lo studio completo Le professioni ricoperte dagli stranieri

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