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25 marzo 2009 Comments (0) Dalla home page

CRISI – Isae: la fiducia dei consumatori crolla sotto 100

Tornano negativi i consumatori. Pessimismo piu marcato al Nord rispetto al Centro-Sud

Non attenua il pessimismo neanche il calo dei prezzi che aveva provocato un rialzo della fiducia.  Al contrario di primi mesi del 2009, e in brusco calo a marzo la fiducia dei consumatori italiani, messa alla prova dal deterioramento del mercato del lavoro e da una crisi economica che sta avendo effetti sempre piu marcati sull’economia reale. L’indice elaborato dall’Istituto di studi e di analisi economica (Isae) evidenzia a marzo una brusca discesa a 99,8 dal rivisto 104 (a sua volta in leggero ribasso rispetto al precedente 104,1) di febbraio, ben al di sotto della mediana delle attese degli analisti che vedevano rispetto al mese scorso un calo molto piu lieve a 103, con la stima minima a 101,5. Si tratta di un ritracciamento che riconduce l’indice vicino ai valori di fine 2008. A dicembre il dato si era assestato attorno a 99,6.
Si sta esaurendo la spinta data alla fiducia dal forte calo dell’inflazione registrato negli ultimi mesi: nonostante i prezzi continuino a mantenersi generalmente piu bassi rispetto a fine 2008, la percezione dei consumatori sulla situazione personale torna negativa.
Peggiorano infatti, dopo quattro mesi di recupero, i giudizi sulla situazione attuale della famiglia (da -45 a -48) e sul bilancio finanziario dei nuclei familiari (da 8 a 3).
A pesare sono in particolar modo le attese relative al mercato del lavoro che sono sui minimi dal febbraio 1994, si legge in un comunicato. Il dato che monitora le attese sull’incremento della disoccupazione e infatti sceso a 97 da 115. E’ un’ansia che accomuna tutte le province italiane: dal nord al sud il mercato del lavoro e al centro dei pensieri dei consumatori, incidendo anche sulla valutazione della situazione economica generale italiana – con il saldo sugli ultimi 12 mesi sceso a 124 da 135. In deciso peggioramento anche la valutazione del quadro economico generale – con l’indice diminuito a 62,1 da 70,4 – e la fiducia sulle prospettive future – scesa a 85,3 da 90,7 -, entrambi ai minimi dalla fine del 1993.
Gli italiani, inoltre, non ritengono che il momento attuale sia favorevole per l’acquisto di beni durevoli e, nonostante continuino a ritenere questi ultimi una buona opportunita di risparmio, non si ritengono in grado di sostenere questo impegno nel breve termine. Il pessimismo e leggermente piu marcato nel Nord rispetto al Centro-Sud, a causa di valutazioni piu negative sul mercato del lavoro.

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