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25 gennaio 2012 Comments (0) News

CRISI – Immobili: per ripianare il debito pubblico gli italiani comperano i beni dello Stato e degli altri enti pubblici

Per ripianare il debito pubblico gli italiani comperano i beni dello Stato e degli altri enti pubblici: questa l’operazione che dovrebbe essere varata dal Governo, attraverso una offerta al pubblico di vendita di titoli emessi da appositi fondi, titoli rappresentativi dei beni conferiti nei fondi stessi. In altri termini, non piu’ alienazioni materiali dirette dei beni pubblici, ma collocamento di titoli rappresentativi degli stessi beni. Lo ha dichiarato il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.

“I beni e i risparmi dei privati sono l’extrema ratio ai fini del ripianamento del debito pubblico – ha spiegato Clerici – Non ci devono essere piu’ alibi per il mondo politico e per l’amministrazione. Prima di pensare a tassare i patrimoni privati per abbattere il debito pubblico riducendone conseguentemente il costo, e’ necessario che lo Stato e gli enti pubblici, locali e non, pensino a dismettere il patrimonio di proprieta’ pubblica, mobiliare ed immobiliare che peraltro e’ immenso; patrimonio creato dallo Stato a spese dei cittadini stessi, comprendente immobili ( edifici e terreni, strumentali e non ) societa’ commerciali, industriali, di servizi”.

“C’e’ una via semplice e lineare: questi beni vanno dismessi e monetizzati attraverso il loro conferimento in appositi fondi ( gestiti da Sgr-societa’ di gestione ) – ha affermato il presidente di Assoedilizia – creando un sistema di titoli e warrants rappresentativi dei beni stessi : titoli che andranno collocati nel mercato del risparmio diffuso, attraverso apposite Offerte di vendita al pubblico, devolvendo il ricavato direttamente alla riduzione del debito pubblico. Al fine di rendere economicamente competitivo l’investimento in questi titoli, ove la remunerativita’ non possa derivare dalla redditivita’ dei beni rappresentati, e’ necessario incorporare la redditivita’ stessa nel prezzo di collocamento, in modo tale da rendere appetibile l’acquisto”.

“Un sistema di Sgr ( Societa’ di gestione del risparmio ) – ha poi ribadito Clerici – dovra’ attivarsi per gestire al meglio, realizzando nel tempo anche una redditivita’ diretta dei beni, i fondi medesimi. Non piu’ quindi, come e’ avvenuto nel passato, dismissioni attraverso alienazioni dirette dei beni a singoli operatori, ma creazione di un sistema di titoli di proprieta’ dei beni pubblici, posseduti dai cittadini italiani”.

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