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30 luglio 2009 Comments (0) Dalla home page

CRISI – Gruppo Merloni: soluzione ancora in alto mare

Ulteriore interrogazione della senatrice Fioroni al ministro Scajola

Continua ad essere al centro dell’attenzione dei politici la lunga crisi del Gruppo Antonio Merloni SpA, con stabilimenti in Umbria, Marche ed Emilia Romagna, Regioni che hanno manifestato la propria volonta di collaborazione con le istituzioni statali per una gestione condivisa della crisi. Infatti, il Gruppo e stato posto in amministrazione straordinaria, ai sensi del decreto-legge n. 347 del 2003 (cosiddetta “legge Marzano”), procedura poi estesa anche alle societa controllate dal gruppo: Antonio Merloni Cylinder & Tanks Srl, Tecnogas SpA ed Elmarc SpA, rispettivamente in data 22 ottobre 2008, 7 novembre 2008 e 25 novembre 2008.
Poiche non si sono ancora registrati progressi, la senatrice Anna Rita Fioroni ha rivolto un’altra interrogazione, di cui e prima firmataria al presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi e al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola per se il Governo, e in particolare il ministro Scajola, non ritenga di dover giungere ad una sottoscrizione quanto piu rapida possibile dell’Accordo di programma che il Ministero, gia dallo scorso aprile, aveva manifestato il proprio impegno a sostenere, cosi da evitare ulteriori e piu gravi danni economici e occupazionali alle aree interessate. Proprio nell’aprile 2009, in risposta all’interpellanza 2-00030 presentata dalla senatrice Anna Rita Fioroni ed altri, in data 23 aprile 2009 il sottosegretario di Stato per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, ha riferito in Senato sulla vicenda della crisi del Gruppo Merloni e sulle sue conseguenze economiche ed occupazionali, rendendo noto in quell’occasione che in data 6 aprile 2009 era stato depositato il programma di cessione delle societa in amministrazione straordinaria: Antonio Merloni SpA, Antonio Merloni Cylinder & Tanks Srl, Tecnogas SpA ed Elmarc SpA e aveva altresi fatto presente che il Ministero dello Sviluppo economico aveva costituito un gruppo di lavoro tecnico finalizzato all’individuazione di programmi di riqualificazione e reindustrializzazione dei territori interessati dalle attivita del Gruppo Antonio Merloni. Iinoltre, il sottosegretario aveva riferito che in data 17 aprile 2009, ad Ancona si era svolto un incontro, cui avevano partecipato i rappresentati del Ministero e i rappresentanti delle Regioni Marche, Umbria ed Emilia Romagna, per verificare gli sviluppi della situazione del Gruppo. Nel corso dell’incontro, era stato manifestato un impegno a sostenere l’Accordo di programma presentato dalle Regioni e a consolidare gli effetti produttivi ed occupazionali in esso contenuti. C’e da ricordare, infatti che l’area interessata dalla crisi della Antonio Merloni, in particolare quella umbra, comprende un ampio territorio della fascia appenninica che deve affrontare insieme sia gli effetti recessivi della crisi economica e finanziaria in atto, sia la conclusione della ricostruzione post terremoto, che vanno a gravare su una piu generale debolezza economica dovuta alla storica marginalita di quei territori. La grande preoccupazione relativa alle sorti degli stabilimenti del gruppo Merloni si assomma a quella piu generale relativa alla struttura del sistema economico dell’area, dal momento che la crisi della Merloni determina effetti diretti sulla rete di fornitori e sub-fornitori, e indiretti sull’intera economia e sui livelli occupazionali con un impatto e onomico e sociale che non puo essere affrontato e risolto dalle sole forze locali o regionali. Gli obiettivi delle Regioni in questione sono di sostenere il reddito dei lavoratori, attrarre nuovi investimenti nell’area, accelerando la disponibilita dei finanziamenti e degli incentivi previsti dalla delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica del 26 giugno 2009, garantire alle imprese l’accesso al credito, rafforzare la dotazione infrastrutturale dell’area sostenendo lo sviluppo locale.

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