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21 settembre 2012 Comments (0) Dalla home page

CRISI-Governo: Pil 2012 a -2,4%, 2013 -0,2% poi la ripresa

La ripresa non arrivera prima del 2014 con una previsione di crescita dell’1,1% mentre nel 2015 il Pil segnera un aumento dell’1,3%. E’ emerso dall’aggiornamento delle stime sulla crescita e i conti pubblici per il periodo 2012-2015 rispetto ai dati comunicati nel Documento di economia e finanza dello scorso 18 aprile: il nuovo quadro macro-economico contenuto nella Nota di aggiornamento al Documento di economia finanza (Def) approvata dal Consiglio dei ministri di giovedi 20 settembre dimostra il peggioramento delle stime sul Pil rispetto ad aprile ma conferma il pareggio di bilancio nel 2013.

Il Governo, quindi, ha tagliato le stime di crescita dell’economia ma il premier, Mario Monti, resta ottimista sull’uscita dalla crisi perche “la luce della ripresa si vede” ma la frenata dell’economia certificata dal Governo avra effetti anche sull’indebitamento netto. A causa del peggioramento dello scenario internazionale, in particolare della zona euro, nel 2012 e prevista una contrazione del Pil del 2.4% e nel 2013 la crescita dovrebbe essere leggermente negativa. L’anno prossimo infatti, a causa dell’effetto di trascinamento del calo registrato nel corso del 2012, e previsto una contrazione dello 0,2%. Nel 2014-2015, invece, e prevista una crescita rispettivamente dell’1,1 per cento e dell’1,3% grazie all’ aumento della domanda interna ed esterna in virtu degli effetti positivi delle riforme strutturali per rilanciare l’economia.

Nonostante l’avverso scenario internazionale – si legge nella nota di Palazzo Chigi – la situazione dei conti pubblici e migliorata nei primi otto mesi dell’anno, con un fabbisogno di cassa del settore statale che si e ridotto di 13.6 miliardi di euro attestandosi a 33.5 miliardi di euro. Questo e stato possibile grazie ad una riduzione della spesa e ad un aumento delle entrate sebbene, in quest’ultimo caso, piu modesto del previsto. Purtroppo gli oneri finanziari sono aumentati in questa fase a causa delle incertezze nella zona euro, che solo di recente sembrano avviarsi verso una attenuazione.

A legislazione vigente e previsto un indebitamento netto strutturale della PA del -0,9% del Pil nel 2012, in riduzione di 2,8 punti percentuali rispetto al 2011. Nel 2013, l’indebitamento e atteso attestarsi a +0,2%. Pertanto il Governo conferma l’obiettivo del bilancio in pareggio in termini strutturali nel 2013, malgrado l’impatto di eventi naturali avversi – quali il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna nel 2012 – e la presenza di un rallentamento dell’economia piu significativo di quanto previsto nel Def abbiano determinato l’esigenza di assumere spese incomprimibili. Si ricorda che, in conformita con quanto previsto dal Trattato di Stabilita europeo (Fiscal Compact) “il saldo strutturale annuo della PA e pari all’obiettivo di medio termine specifico per il Paese (…) con il limite inferiore di un disavanzo strutturale dello 0,5% del Pil ai prezzi di mercato”.

In termini nominali l’indebitamento netto per il 2012 e 2013 ammonta, rispettivamente, a -2,6% e -1,6%.

Considerata la ripresa dell’attivita economica e il programma di dismissione del patrimonio dello Stato, sia degli immobili che delle partecipazioni pubbliche (i cui proventi, si stima, ammontano a circa 1 punto percentuale di PIL all’anno) e prevista una riduzione del debito pubblico dai 123,3 punti percentuali dell’anno in corso, a 122,3% nel 2013, 119,3% nel 2014 e 116,1% nel 2015, al netto dei sostegni erogati o in corso di erogazione ai Paesi dell’area dell’Euro.

Il Governo ritiene che, grazie alla gestione oculata delle finanze pubbliche, alle riforme strutturali introdotte, e grazie altresi ai segnali di svolta per la stabilita finanziaria nell’Eurozona, sia possibile una rapida inversione della congiuntura economica, data la stabilita di fondo della posizione finanziaria di famiglie e imprese e la capacita di reazione e innovazione del sistema Italia.

Per leggere il documento di sintesi del Ministero dell’Economia e delle finanze clicca qui.

(Foto: laboratorio fotografico Palazzo Chigi)

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