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27 aprile 2009 Comments (0) Dalla home page

CRISI – Effetto domino per filera Pmi e professionisti

Per le Pmi la crisi non e passata e i bilanci 2009 si prospettano disastrosi

La crisi e di filiera: dalle medie aziende si riprcuote  sulle piccole imprese e sui professionisti.
Lo ha detto Paolo Galassi, presidente di Confapi (nella foto), la confederazione che riunisce circa 60mila imprese manifatturiere per un milione e mezzo di addetti.  Secondo il presidente di Confapi, il fatto piu grave e che adesso sta mancando il lavoro alle medie imprese, quelle da 40 a 400 dipendenti o da 100 a 400 dipendenti, a seconda di come si interpretano i parametri, che sono il 6-10% del totale ma che rappresentano la classica industria manifatturiera con fatturati elevati, che ha sostituito a suo tempo la grande impresa. E per ogni mille di queste aziende lavorano circa 12-15 mila imprese di supporto: ormai le aziende si sono integrate e lavorano in filiera, quindi, con la fascia delle medie imprese sta andando in crisi tutto l’indotto delle piccole imprese e anche i professionisti.
Infatti, per le piccole e medie imprese la crisi non e passata, “si e solo fermata un attimo ma i problemi rimangono e sono piu gravi che mai – ha detto Galassi – seppure si sta registrando una ripresa, questa non sara comunque sufficiente a recuperare le perdite dei cinque mesi precedenti e i bilanci 2009 si prospettano disastrosi e per il 2010 si prospetta una ripresa, ma solo se nei prossimi mesi arriveranno delle misure mirate per le Pmi”. Attualmente, “il 65% delle aziende manifatturiere – ha sottolineato il presidento di Confapi – sono in crisi di liquidita, quindi finanziaria, per effetto di un calo del lavoro cosi elevato, dal 30% al 70% rispetto all’anno scorso, e cosi immediato che non hanno fatto in tempo a rettificare i costi fissi. O meglio, lo stanno facendo adesso, adattandosi a lavorare mediamente con il 30-40% di lavoro in meno. E questo non toglie che la situazione e drammatica dal punto di vista occupazionale. Se non riprende il lavoro, infatti, del milione e mezzo di milione di lavoratori che abbiamo attualmente, entro giugno ci aspettiamo che la cassa integrazione si trasformi in licenziamento per 100-150mila, e a dicembre ne rimarranno a casa 300-400mila in tutto”.
“I piccoli e medi imprenditori italiani sono arrabbiati – ha ribadito Galassi – Sono state salvate le banche e poi le grande aziende. Adesso deve toccare alle Pmi. Non c’e bisogno di finanziare direttamente le Pmi, come e stato fatto con la grande imprese. Basta che ci siano lasciati i nostri soldi, l’acconto sulle tasse di giugno, tra l’altro basato su un bilancio 2008 ricchissimo rispetto al 2009 e l’anticipo sull’Iva, anche con il patto di mantenere l’occupazione – ha proposto il presidente di Confapi – Oppure, ci siano concessi un po dei fondi per la formazione professionale: invece di lasciare a casa gli operai a non far niente possiamo tenerli in azienda e li formiamo per quando saremo pronti”.
Galassi rileva inoltre che ai ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione si stanno aggiungendo anche quelli delle grandi imprese. “Abbiamo avviato un indagine per capire se il malcostume dello Stato di pagare in ritardo le Pmi sia stato fatto proprio anche dalle grandi imprese. I loro bilanci sono pieni di soldi, e sono le banche a dircelo. Le grandi imprese piangono miseria, ma – ha concluso Galassi – e tutta una scusa per non pagare i fornitori”.

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