IMPRESE – Scajola: boom delle relazioni con l’Egitto

CONFCOMMERCIO – Aggiunge al nome Imprese per l’Italia

17 marzo 2009 Comments (0) Dalla home page

CRISI – Draghi: politica e credito, no a interferenze

Serve un forte coordinamento globale. Nella Ue cresce il consenso per soluzioni coraggiose

Migliorare il coordinamento della vigilanza Ue per i benefici del mercato unico dei capitali. “E’ essenziale che l’analisi delle condizioni del credito a livello locale non sconfini in un ruolo di pressione sulle banche che spinga ad allentare il rispetto di criteri di sana e prudente gestione nella selezione della clientela”. Lo ha detto il Governatore di Bankitalia Mario Draghi (nella foto), in un’audizione alla Camera, riferendosi al ruolo che avranno i prefetti nella valutazione dell’erogazione del credito.
Nel corso dell’audizione, Draghi ha anche delineato lo scenario dell’attuale crisi economica, spiegando che la recessione si e trasmessa alle economie emergenti, colpite dalla caduta delle esportazioni verso quelle avanzate, dal calo dei prezzi delle materie prime e dalla repentina inversione dei flussi di capitale. Particolarmente vulnerabili sono le economie piu dipendenti dai finanziamenti esteri, come quelle dell’Europa
centrale e orientale.Il Fondo monetario internazionale e altri previsori ufficiali e privati hanno progressivamente corretto al ribasso le stime di crescita dell’economia mondiale. Si e agito con prontezza per contenere il diffondersi della crisi finanziaria e contrastarne gli effetti sull’economia reale. Le banche centrali hanno fornito, con interventi senza precedenti per dimensione e per intensita del coordinamento internazionale, ampia liquidita al sistema finanziario. Le autorita di governo hanno introdotto o rafforzato le garanzie sui depositi e i titoli bancari, hanno effettuato o predisposto interventi di ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie.
Gli interventi hanno evitato un collasso del sistema, ma non hanno ancora portato chiarezza sui bilanci di quelle banche che piu hanno investito in titoli “tossici”: permane l’incertezza sull’entita e la distribuzione delle perdite nei bilanci di quelle che erano le piu grandi banche mondiali. Inoltre e prevedibile che la recessione deteriorera gli attivi bancari. Quindi, e necessario ristabilire la fiducia nelle istituzioni finanziarie e ripristinare il buon funzionamento dei mercati del credito. Nelle principali economie i tassi di interesse ufficiali si collocano ora a livelli minimi e i principali governi hanno deciso misure di stimolo fiscale per contrastare la contrazione del reddito e dell’occupazione.
Il Governatore ha poi detto che in Italia, come nel resto dell’area, la recessione aggravatasi a meta del 2008 dovrebbe proseguire nel corso dell’anno. Tutti gli indicatori (produzione,ordinativi e giacenze di magazzino) continuano a segnalare ritmi produttivi molto bassi. Nel primo trimestre di quest’anno il prodotto interno lordo si contrarrebbe per la quarta volta consecutiva; e verosimile che l’intero 2009 si chiuda con un nuovo, significativo calo dell’attivita economica, concentrato soprattutto nel settore privato. Le difficolta dei principali mercati di sbocco hanno inciso sulle esportazioni e in gennaio le esportazioni italiane verso i mercati esterni all’Unione Europea sono scese a minimi storici. I piani di investimento delle imprese sono stati drasticamente ridotti a causa degli ampi margini inutilizzati di capacita produttiva. L’inflazione al consumo, in discesa dallo scorso autunno, era pari in febbraio all’1,6 per cento; dovrebbe continuare a scendere sino alla prossima estate, grazie soprattutto all’andamento dei prezzi dei prodotti energetici e alimentari. 
Inoltre, Draghi ha precisato che “la scelta delle forme che assumono gli interventi pubblici a sostegno della domanda non e meno importante della loro dimensione”.
Rivolgendosi alle banche Draghi ha poi aggiunto che “l’irrobustimento del capitale, anche con gli strumenti messi a disposizione dallo Stato, e’ condizione per sostenere la capacita’ del sistema bancario di fornire credito all’economia”. Secondo Draghi, “bisogna cogliere ogni occasione per irrobustire il patrimonio degli istituti nelle forme piu’ appropriate ai singoli casi: dal ricorso al mercato, alla capitalizzazione dei dividendi, agli strumenti offerti dallo Stato”. Finora le banche sono state protette da un “modello di intermediazione sano” che pero’ “non le puo’ rendere impermeabili alla recessione globale”.

Per leggere l’intervento completo, clicca qui

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.