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11 dicembre 2014 Comments Off on CRISI – Dove sono finiti i soldi Bce destinati alle imprese? Per due terzi le banche italiane li hanno messi in BTp News

CRISI – Dove sono finiti i soldi Bce destinati alle imprese? Per due terzi le banche italiane li hanno messi in BTp

Secondo quanto riferisce la Banca d’Italia, gli istituti di credito italiani hanno investito a ottobre 18,4 miliardi di euro in BTp, portando gli asset governativi al livello mai raggiunto prima di 414,3 miliardi di euro. I nuovi acquisti in Buoni poliennali del Tesoro rappresentano i due terzi di quei 26 miliardi di euro che gli istituti italiani hanno preso in prestito dalla Banca centrale europea.

Denaro che e andato a sostenere dunque il debito pubblico domestico, invece che nell’economia reale, com’era negli intendimenti originari del piano della Bce. Ma che per le banche ha rappresentato una sorte di “carry trade” (debito a tassi bassi e investimenti a tassi piu alti) utile a dare linfa ai conti degli istituti di credito italiani. L’insufficiente disponibilita delle banche a immettere liquidita nel mercato finanziario va di pari passo con le difficolta del Paese di uscire dalla recessione e con il peggioramento della qualita del credito: quello deteriorato e cresciuto nell’ultimo anno del 19% portando le sofferenze bancarie al livello record di 179,3 miliardi di euro, secondo quanto riferito dalla Banca d’Italia. Difficile per le banche assumersi altri rischi: la liquidita invece che in investimenti produttivi e in prestito alle imprese finisce nei BTp, contribuendo a peggiorare la situazione economica complessiva del paese.

Vista l’accresciuta dipendenza tra i debiti sovrani e i portafogli delle banche, la Bce ha assunto un ruolo di supervisione nell’erogazione del credito, spingendo gli attori finanziari a immettere liquidita nel sistema delle imprese e a ripristinare la fiducia nel sistema. In questo circolo vizioso, un effetto positivo non puo non essere sottolineato: con un calo costante dei rendimenti dei BTp grazie agli annunci di Francoforte sulla stabilizzazione del mercato del credito, il Tesoro italiano deve pagare interessi sul debito piu contenuti: dagli 86 miliardi di euro l’anno subito dopo la crisi l’esborso per via XX settembre era sceso lo scorso anno a 80 miliardi.

Cifra che andra a ridursi ulteriormente grazie alla discesa dei BTp fino (e oltre) il 2%: secondo quanto stimato dal ministro dell’Economia Pier Calro Padoan, il Tesoro risparmiera nel 2015 2,8 miliardi di euro. Il che comporta un alleggerimento della pressione fiscale almeno dal fronte del debito: ma che non necessariamente si traduce in una minore pressione fiscale per il contribuente.

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

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