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16 dicembre 2011 Comments (0) News

CRISI- Confindustria: Pil al ribasso e rischio default per l’intera Ue, Germania compresa

Allarme recessione. Lo ha lanciato il Centro studi di Confindustria che ha previsto un crollo del Pil di 2 punti percentuali tra la scorsa estate e la prossima primavera sottolineando un rischio collasso con dissolvimento dell’euro, fallimento di imprese e banche, milioni di posti lavoro persi, crisi del debito anche nei Paesi virtuosi. Anche se la previsione a lungo termine e di “lieto fine”.

Per quanto riguarda il Pil gli economisti di Confindustria hanno tagliato le stime per il 2012 dal +0,2% al -1,6%, per il 2011 dal +0,7% al +0,5% giudicando “molto probabile che si attenui il reintegro delle persone in Cig, aumentino i licenziamenti, il tasso di disoccupazione salga piu velocemente e raggiunga il 9% a fine 2012”. Con altre 219mila persone occupate in meno il biennio 2012-2013 si chiudera con un calo di 800mila occupati da avvio crisi a inizio 2008.

La pressione fiscale “raggiungera livelli record: 45,5% del Pil tra due anni, inclusi i tagli alle agevolazioni fiscali che dovranno scattare a partire dall’ultima parte del 2012. La pressione effettiva, che esclude il sommerso dal denominatore, supera abbondantemente il 54%”. Per il Centro studi di Confindustria, la manovra Monti e “un primo passo nella direzione della crescita” e “questo importante provvedimento deve essere completato dando un assetto organico alla politica infrastrutturale servono interventi su “mercato del lavoro,ammortizzatori sociali, infrastrutture, costi della politica,semplificazioni amministrative,giustizia civile, istruzione e formazione, ricerca e innovazione,lotta a evasione accompagnata da abbattimento delle aliquote”.

Soprattutto si evidenzia che l’ Europa e a un bivio: o sceglie il dissolvimento dell’euro o imbocca un rientro in tempi brevi dalle insostenbili tensioni sui titoli sovrani per spingere la ripresa per meta 2012. Se crollasse l’euro, “le quattro maggiori economie dell’Eurozona denuncerebbero un tracollo del Pil tra il 25-50% e svanirebbero tra i 6 ed i 9 milioni di posti di lavoro per ciascun paese. Sarebbe un default per tutti, Germania compresa”.

Il documento di Confindustria e pubblicato in “Documenti”.

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