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19 marzo 2014 Comments (0) News

CRISI – Confindustria: due tipi di fattori frenano la ripartenza dell’economia italiana

Due tipi di fattori frenano la ripartenza dell’economia italiana. Sul fronte esterno agisce la grande nebbia dell’incertezza sulla solidita dello scenario globale, che spinge a navigare a vista e frena le decisioni di spesa.

Sul fronte interno operano gli handicap competitivi strutturali e le lunghe code della crisi. Lo si legge nell’ Analisi mensile del Centro Studi Confindustria, Congiuntura flash di marzo.

L’incertezza trova sempre nuove fonti che la alimentano, come le tensioni attorno all’Ucraina. Ma a guardare meglio, i punti fermi per orientarsi ci sono: la ripresa americana non e piu stentata e ha ben tenuto anche durante l’inverno insolitamente rigido; l’Eurozona si e lasciata alle spalle la recessione e registra miglioramenti anche nei paesi piu in difficolta; le politiche monetarie restano ultraespansive; le economie emergenti, pur marciando meno spedite di prima e con alcuni squilibri, hanno ormai una stazza che le rende motore autonomo di sviluppo.

Tutto cio trova sintesi e conferma nell’accelerazione del commercio mondiale, alla quale si e agganciato il Made in Italy (pur penalizzato dall’euro forte).

132025494-3732196d-e6b6-4ddc-8eff-3b5677e8a3d7_1Dunque, l’attenzione va posta sugli ostacoli fatti in casa, sia quelli che da molti anni tengono basso il potenziale di crescita sia quelli che sono sorti negli ultimi tempi.

Tra i primi, tutto cio che rende il Paese poco attrattivo per gli investimenti: dalla eccessiva regolamentazione ai tempi lunghi della pubblica amministrazione, dalla tassazione alta (in particolare il cuneo fiscale) all’inefficienza della spesa pubblica.

Tra i secondi ci sono la restrizione del credito, che e tornata a mordere in gennaio, e una domanda interna molto fiacca, la quale un po’ migliora stando alla maggiore fiducia delle imprese che producono servizi, agli ordini di beni di investimento e alle immatricolazioni di auto. Nel complesso, pero, l’indice anticipatore Ocse suggerisce nuovo indebolimento gia nel secondo trimestre, anziche irrobustimento.

Tutto cio mette a rischio le previsioni di un incremento del Pil superiore allo 0,5% nel 2014.

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