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19 maggio 2009 Comments (0) Dalla home page

CRISI – Cna: dirompente effetto domino sull’economia

Importanti le scelte di politica ambientale annunciate dagli Usa

E’ convinzione diffusa che realizzare uno sviluppo sostenibile sia la via per uscire dalla crisi.
Lo ha detto il segretario generale della Cna, Sergio Silvestrini (nella foto), al convegno Le imprese oltre la crisi: lo sviluppo sostenibile per la crescita economica.”Le politiche di risanamento ambientale, dunque, incrociano e si intrecciano con altri grandi e complessi problemi – ha affermato Silvestrini – e in primo luogo con quello, strategico per eccellenza, dell’approvvigionamento delle fonti primarie di energia. La riduzione delle emissioni puo solo risultare da una profonda ristrutturazione dei modelli di produzione e di consumo energetico nei paesi industrializzati, e da una piena collaborazione con quelli di nuova industrializzazione sinora riluttanti ad assumere impegni ed adottare misure di protezione ambientale poiche temono che cio possa contrastare la loro crescita”. La crisi ha mostrato “tutta la portata dirompente dell’effetto domino – ha aggiunto il segretario della Cna – che singoli e limitati eventi possono provocare in una economia altamente interdipendente, ma anche una maggiore diffusa consapevolezza della necessita di una governance multilaterale dei processi (il G8 che diventa G20 e un esempio) ed ha rafforzato la consapevolezza dei benefici dell’intervento regolatore dello Stato. Usiamo, quindi, l’eccezionalita del momento – ha poi aggiunto Silvestrini –  i suoi nuovi spazi di manovra per esperienze di governo multilaterale che possono garantire processi di condivisione degli indirizzi, la loro fattibilita e il rispetto degli impegni presi. Rientrano in questa direzione, e sono di grande importanza le scelte di politica ambientale annunciate dagli Stati Uniti d’America”.
Peraltro, per quanto riguarda in maniera specifica l’Italia, “la crisi ha indubbiamente aggravato una economia in affanno – ha ricordato il segretario della Cna – gia dalla fine degli Anni Novanta, ha dovuto fare i conti con l’aumento del costo delle materie prime, bassa crescita del Pil, produttivita insoddisfacente, debito pubblico elevato, carenza nella dotazione di infrastrutture materiali e immateriali, deficit nella innovazione di processo e di prodotto.E’ necessario dunque fare un passo avanti e usare la situazione di eccezionalita della crisi come leva per avviare processi importanti di cambiamento e di innovazione”.

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