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25 febbraio 2009 Comments (0) Dalla home page

CRISI – Chiedono aiuto 70mila imprese dimenticate

Secondo solo al manifatturiero, il Made in Italy agroalimentare incide per il 15% a formare il Pil

Servono misure per la tenuta competitiva dell’agroalimentare che vale oltre 220 miliardi di euro. Con questo obiettivo la XIII Commissione “Agricoltura” della Camera ha chiesto al Governo di varare una serie di misure per salvare dalla crisi e ridare competitivita all’agricoltura italiana che conta su un tessuto produttivo di oltre un milione di imprese (il 16% del totale delle imprese italiane) mentre circa 70mila sono quelle dell’industria alimentare. Mentre il Made in Italy agroalimentare e il secondo comparto, dopo il manifatturiero, in termini di contributo all’economia nazionale con un incidenza circa pari al 15% del Pil (prodotto interno lordo).
Eppure e stato piu volte penalizzato, anche dalla manovra anticrisi che non ha previsto misure specifiche anche se gli elementi di debolezza del settore sono amplificati dalla volatilita dei prezzi, dalle difficolta di accesso al credito e da un ruolo sempre meno incisivo del sostegno pubblico.
In particolare, il Governo dovrebbe attivare e utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali necessari per governare la crisi che sta interessando le imprese del settore; dare una conferma biennale degli sgravi contributivi al fine di contenere il costo del lavoro in agricoltura nelle zone svantaggiate e stabilita fiscale per gli agricoltori; confermare il sistema assicurativo al fine di dare piena attuazione ai meccanismi di gestione del rischio in agricoltura e di potenziare il ruolo delle polizze assicurative per far fronte alle crescenti emergenze climatiche ed incentivare gli strumenti necessari per attuare una politica che favorisca l’accesso al credito degli imprenditori agricoli e ittici sempre piu alle prese con problemi di liquidita.
Ma l’attuale crisi puo diventare un’opportunita per attrarre e motivare l’ingresso di giovani figure imprenditoriali e quindi occasione per un ricambio generazionale attraverso l’incentivazione, anche mediante una rinegoziazione in sede comunitaria della normativa sugli aiuti di Stato in agricoltura ( sia della concentrazione dell’offerta agricola prevedendo un rafforzamento dell’assetto dimensionale o di forme di aggregazione di funzioni, sia dell’innovazione organizzativa dell’impresa di filiera affinche i produttori possano governare e accompagnare piu in profondita le fasi della catena alimentare, riducendo le intermediazioni dalla fase produttiva alla vendita ai consumatori).
Il Governo puo essere di supporto al settore agroalimentare anche con l’attivazione di aiuti straordinari e mirati al processo di internazionalizzazione della rete distributiva del comparto perche l’agroalimentare italiano, fortemente caratterizzato da tipicita e valori territoriali, possa accelerare la sua capacita d’inserimento nei mercati esteri attraverso nuove partnership commerciali, nuove relazioni bilaterali, assetti societari volti al radicamento e al controllo del prodotto italiano nei Paesi esteri.
La Commissione Agricoltura richiede anche la concessione di aiuti straordinari per l’innovazione mirati ad imprese impegnate in nuovi processi produttivi volti all’autoriduzione dei costi di produzione attraverso il risparmio energetico, il risparmio idrico, le razionalizzazioni logistiche, le innovazioni gestionali e, soprattutto, a creare incrementi di valore del prodotto attraverso strategie di marketing territoriale con una maggiore attenzione alla domanda di mercato, a nuovi stili di vita, a nuove esigenze di tutela della salute alimentare, anche avviando concretamente l’insediamento dell’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare al pari degli altri Paesi europei.
In ultimo, il finanziamento di piani speciali di riconversione basati su rigorosi piani industriali pluriennali per il rilancio di alcune filiere produttive che nella sovrapposizione degli effetti della crisi economica generale e i recenti cambiamenti delle regole della politica agricola comunitaria, risultano particolarmente in sofferenza e, pur avendo potenzialita e valore, non hanno sufficienti possibilita immediate per affrontare l’urgenza della concorrenza internazionale.

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