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4 dicembre 2013 Comments (0) Dalla home page

CRISI-Capitale sociale:una risorsa, trascurata, per ripresa

Se ci sono fenomeni di protesta sociale questo e fisiologico che ci sia ed e assolutamente comprensibile che ci sia. Lo si e affermato al convegno dedicato al Capitale Sociale – Una risorsa per la crescita economica al Politecnico di Milano.“Veniamo da cinque anni terribili con due recessioni, una di seguito all’altra, prima mondiale, poi europea e poi specificatamente italiana (il Pil negli ultimi cinque anni e calato del 9%)” si e aggiunto. Lo si legge in una nota del il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

“E’ importante capire che non puo esserci un vero sviluppo economico se non cresce la fiducia, il senso civico e la moralita pubblica”: E il capitale sociale proprio su questo si regge. Ma i dati disponibili non sono incoraggianti. Secondo Transparency International l’Italia resta il Paese economicamente avanzato piu corrotto nel mondo mentre la sua competitivita si e abbassata al livello dei Paesi emergenti..

Avulsi dal generale contesto negativo, emergono iniziative virtuose: ad esempio una complessa operazione di stima del patrimonio immobiliare della Banca d’Italia in collaborazione con il Tribunale di Milano; e interessanti dati sono stati forniti da Revc Abc Market sull’accessibilita alla casa da parte della famiglia media e sul disallineamento tra domanda e offerta del mercato immobiliare.

Tagli alle spese, cali dell’occupazione e lavoro precario, fanno dell’Italia un paese immobile; come tale produce disuguaglianze, diventate con la crisi ancora piu inaccettabili e insopportabili. Sta peggiorando la disuguaglianza che produce rallentamento della mobilita economica tra le generazioni. In altre parole: i figli delle famiglie meno abbienti saranno piu poveri.

Nell’ultimo decennio si sono iscritti all’universita e laureati sempre meno figli di genitori non laureati; nel mondo del lavoro, ancora prima della crisi, quando l’occupazione cresceva, si e consolidata una disparita di trattamento economico tra “atipici” e “dipendenti standard”. Il lavoro c’era, ma il salario era differente in ragione del contratto. Una disparita che oggi rende piu acuto il divario e piu difficile il riscatto generazionale. Che fare? Intervenire con un’ampia gamma di riforme sulle istituzioni. Il che ci riporta alle considerazioni di inizio articolo, un gatto che si morde la coda.

La cronaca del convegno ha visto l’apertura dei lavori di Giuseppe Sopranzetti, direttore della sede di Milano della Banca d’Italia; gli interventi di Giovanni Azzone, rettore del Politecnico, di Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano, di Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia. E’ seguita una tavola rotonda moderata da Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore, dal titolo Creare valore: il patrimonio immobiliare pubblico, con gli interventi di Roberto Bichi, presidente della Prima sezione civile del Tribunale di Milano; Stefano Della Torre, direttore del Dipartimento Abc Polimi; Giuseppe Lucibello, direttore generale Inail; Nunzio Minichiello, direttore centrale della Banca d’Italia; Mauro Nori, direttore generale dell’Inps; Stefano Scalera, direttore dell’Agenzia del Demanio.

“Nel nostro Paese esistono vaste risorse culturali, morali, sociali, economico-finanziarie non pienamente impiegate – ha poi commentato Colombo Clerici – Ma c’e’ un passaggio preliminare che va compiuto. E’ necessario il risanamento morale della vita pubblica e politica perche l’Italia torni a reinvestire su se stessa ed a prosperare. La ripresa di fiducia nel futuro, da parte dei cittadini – ha rilevato – passa inevitabilmente da questo stadio. Ed anche le riforme costituzionali, che concernono la vita delle istituzioni democratiche, pur estremamente necessarie, sono da considerarsi senz’altro, sul piano logico e politico, prodromiche se si vogliono risanare i mali del Paese. Ma esse sono la condizione necessaria e non sufficiente – ha sottolineato – poiche occorre anche che la vita pubblica riacquisti credibilita agli occhi dei cittadini: solo in tal caso potra esserci quella ripresa di fiducia nel futuro da parte del popolo, senza la quale non ci sara crescita sociale ed economica e progresso. Su questo piano occorre dunque un profondo risanamento del Paese”.

( Nella foto: Achille Colombo Clerici tra il direttore della Banca d’Italia Milano Giuseppe Sopranzetti a sin. e Alfio Noto, gia direttore della stessa sede Bankitalia)

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