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14 maggio 2009 Comments (0) Dalla home page

CRISI – Bce: ristagno nel 2009 poi ripresa

Per la Banca centrale europea, in Eurolandia la recessione si e rivelata piu grave del previsto

Il ritmo negativo dell’attivita economica sta rallentando, ma siamo ancora in profonda recessione. Tuttavia “i dati economici piu recenti e i risultati delle ultime indagini congiunturali forniscono incerti segnali di stabilizzazione”. E’ questo il quadro delineato dalla Banca centrale europea nel suo bollettino mensile anche per l’area euro, dopo un primo trimestre in cui la dinamica recessiva si e rivelata piu grave del previsto.
Giovedi scorso il Consiglio direttivo della Bce ha deciso una ulteriore riduzione espansiva sul costo del danaro, con cui il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento e stato portato all’1%, dal precedente 1,25%, che rappresenta il nuovo minimo nei 10 anni di storia della Bce. A questo si sono aggiunte ulteriori misure non convenzionali a sostegno dell’economia, tra cui un prolungamento a 12 mesi della durata dei rifinanziamenti della Bce piu a lungo termine a favore delle banche commerciali; un limitato programma di acquisti diretti di obbligazioni garantite emesse nell’area euro e, infine, l’accesso ai rifinanziamenti della Bce a favore della Banca europea degli investimenti, istituzione tra le piu direttamente impegnate nei programmi di aiuto diretto all’economia. “L’attuale livello dei tassi risulta adeguato, tenendo conto di tutte le informazioni e analisi disponibili”, ribadisce la Bce nell’editoriale del bollettino. Un messaggio che potrebbe implicare l’orientamento a una pausa nelle manovre di modifica dei tassi, sebbene la scorsa settimana il presidente Jean-Claude Trichet (nella foto) abbia chiarito che non si e deciso di stabilire un pavimento e che non sono escluse altre riduzioni. Nel capitolo del bollettino dedicato all’analisi del contesto economico mondiale, la Bce rileva poi che sebbene “sia ancora caratterizzata da una profonda recessione, gli indicatori recenti segnalano che il ritmo di deterioramento dell’attivita economica e diminuito”. In particolare cita i dati di marzo dell’indice sui responsabili degli acquisti delle imprese dell’area euro, che ha mostrato “un minore rallentamento nel settore manifatturiero e in quello dei servizi”. Meno incoraggianti le prospettive sul fronte del lavoro, su cui la Bce si attende un “ulteriore deterioramento nei prossimi mesi”. Rassicurante e invece la dinamica dell’inflazione, che continua ad attenuarsi e in prospettive proseguira su questo percorso, dando sostegno ai redditi delle famiglie. A riflesso dei cali dei prezzi delle materie prime dei mesi passati, e per la generale debolezza dell’economia, la Bce prevede che l’andamento dei prezzi al consumo segni “livelli temporaneamente negativi” durante l’estate per poi riprendere ad aumentare. Piu in la “l’inflazione al consumo dovrebbe permanere su livelli positivi, inferiori al 2 per cento nel 2010”.

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