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1 ottobre 2012 Comments (0) Dalla home page

CRISI-Baratto: ok per 3 italiani su 4 lo scambio senza soldi

Contro la crisi della moneta, ecco un’esperienza italiana di mercato di scambio fisico di prodotti “Made in Italy” con convenienza reciproca senza spendere un euro. Ma anche una iniziativa per evidenziare i danni provocati dalla finanza esasperata degli ultimi anni e per sottolineare di tornare a sostenere l’economia reale in un difficile momento di crisi. Lo si legge in una nota della Coldiretti che ha evidenziato alcuni degli “affari” realizzati nel primo mercato del baratto al Festival nazionale di Campagna Amica “Cibi d’Italia” al Circo Massimo a Roma: dai quadri in cambio di salami, dalla pianta di fiori per una bottiglia di vino, dalle cassette di mele in cambio di statuette ricordo, ma anche bottiglie di olio scambiate per cassette di frutta e un weekend in agriturismo in cambio di ospitalita a Roma .

Lo scambio di merci senza moneta secondo un sondaggio della Coldiretti e una idea che piace a 3 italiani su 4 che con la crisi aguzzano l’ingegno e per cercare di continuare a stare bene. Si riscoprono – si legge nella nota della Coldiretti – vecchie ricette come il baratto, ma anche formule di scambio innovative. Il baratto e stato per secoli a fondamento dell’economia e, in un momento di contrazione dei consumi come quello che si sta vivendo, si rivela un ottimo modo per entrare in possesso di prodotti rinunciando ad alcune delle tante cose inutilizzate che si trovano nelle case. Se il baratto rappresenta una forma estrema di commercio sono molte le forme innovative e curiose di risparmio che si sono affermate come ad esempio il proliferare dei gruppi di acquisto solidali (Gas), il boom degli acquisti e dei confronti dei prezzi sul web o addirittura il carpooling della spesa con un numero crescente di persone che di fronte al caro benzina si mettono in auto assieme per dividere i costi e andare a fare la spesa nei punti piu convenienti, dalle aziende agricole ai mercati degli agricoltori, dai mercati all’ingrosso agli ipermercati fino ai discount. Un fenomeno di rilievo, che ha una dimensione di territorio e prossimita, ma che si dispiega anche come rete funzionale che tiene insieme la filiera che va dal produttore al consumatore rendendola piu stretta e trasparente, e quello dei Gruppi solidali di acquisto (Gas) che coinvolgono il 18,6% degli italiani, vale a dire quasi 7 milioni di persone, di cui quasi 2,7 milioni in modo regolare, secondo l’analisi Coldiretti/Censis.

Reti che nascono da esigenze di acquisto, dalla voglia di ritrovare un diverso, migliore equilibrio tra qualita e prezzo, ma che finiscono per andare molto oltre, perche esprimono valori piu alti rispetto alla pur importante dimensione commerciale, valori che hanno un forte contenuto di socialita, di ripensamento di fatto del modello di organizzazione della produzione e della societa. Ogni Gas ha propri criteri per selezionare i fornitori, individuare i modi di consegna, stabilire con il produttore un prezzo equo e scegliere cosa acquistare privilegiando la stagionalita, il biologico, il sostegno alle cooperative sociali, la riduzione degli imballaggi, le dimensioni del produttore o infine la vicinanza territoriale (chilometro zero). Le modalita di acquisto variano notevolmente e vanno dalla consegna a domicilio, alla prenotazione via internet fino “all’adozione” in gruppo di interi animali o piante da frutto.

Anche gli accordi del gruppo di acquisto con l’azienda sono differenti e possono prevedere – si sottolinea nella nota della Coldiretti – la consegna settimanale del prodotto (ad esempio una cassetta di frutta e verdura di stagione) oppure la formulazione di specifici ordini per telefono o attraverso internet ma anche tramite abbonamento con l’offerta di prodotti a scadenze fisse e pagamento anticipato. Le modalita maggiormente diffuse sono la distribuzione di cassette di ortofrutta a cadenza settimanale o bisettimanale e la vendita di pacchi di carne. Non va inoltre dimenticata la rivoluzione nel mercato di vini e degli alimenti determinata dal web dove oltre il 29 per cento degli italiani dichiara di fare ricerche per confrontare prezzi, qualita dei cibi, secondo l’analisi Coldiretti/Censis. Si tratta di un numero non lontano da 15 milioni di persone nel complesso ed in particolare sono oltre 5,7 milioni a farlo regolarmente.

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