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12 dicembre 2011 Comments (0) Dalla home page

CRISI-Banche: Abi, si valuti revisione regole

Debole base giuridica, opinabile modifica delle regole di valutazione dei Titoli di Stato, assenza di necessaria gradualita per l’implementazione. Questi alcuni dei rilievi dell’Abi, Associazione bancaria italiana, che torna a chiedere una revisione del progetto di ricapitalizzazione delle banche proposto dall’Eba, l’Autorita bancaria europea, i cui criteri prevedono un inasprimento dei requisiti patrimoniali. Lo si legge in una nota dell’Associazione.

“Non condividiamo l’approccio dell’Eba nel metodo – ha detto il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini – perche prevede un cambiamento di regole senza che vi sia stata ne una preventiva consultazione ne un’analisi di impatto, nel merito perche proprio in questo momento il problema principale delle banche e quello della liquidita e nei tempi d’attuazione poiche procede senza la necessaria gradualita che era stata prevista, invece, dal Comitato di Basilea”. Occasione, il convegno dedicato alle novita previste dalla tabella di marcia regolamentare di Basilea3. Scenario regolamentare e timori di effetti negativi sulla congiuntura economica i temi al centro del dibattito che ha visto alternarsi personalita del settore bancario e rappresentanti del mondo istituzionale italiano e comunitario.

“Un aspetto su cui bisogna intervenire – ha aggiunto Sabatini – e la creazione del cosiddetto level playing field, ovvero regole applicate in modo omogeneo per tutti. Un sistema finanziario sano, robusto e ben regolato e motore di crescita. Oggi viviamo un contesto d’incertezza che alimenta le aspettative degli investitori sulla necessita di capitale aggiuntivo per le banche, accentua le preoccupazioni degli investitori sui titoli di stato e, soprattutto, non individuano mira a rimuovere le vere cause della malattia che ha colpito l’Europa e dunque non adottano consente di adottare le terapie appropriate”.

Tutto questo si traduce in forti pressioni soprattutto su quelle banche che adottano modelli di business tradizionali, la cui attivita core e il finanziamento dell’economia reale e che hanno dimostrato di essere meno rischiose reggendo meglio la crisi del 2008. Numerose e di portata sia nazionale che europea le azioni condotte dall’ABI sulle novita disposte dalle normative prudenziali come la CRD4 (Capital requirements directive), che recepisce Basilea3 e su cui l’Associazione ha presentato osservazioni e proposte. Tra queste l’SMEs Supporting Factor, un fattore che immunizza l’aumento quantitativo del capitale da detenere a fronte dei crediti delle Pmi, lasciandolo invariato al livello pre-crisi dell’8%.

L’iniziativa, che ha come obiettivo garantire con le nuove norme la maggiore stabilita del sistema bancario ma al contempo anche la ripresa e la crescita dell’economia europea, ha gia raccolto il supporto di altre associazioni bancarie e di settori imprenditoriali e produttivi internazionali. Un ulteriore tassello del lavoro comune di banche e imprese e la recente sigla – da parte di ABI e altre categorie d’impresa – di un protocollo comune per attenuare l’impatto dei nuovi termini per la segnalazione degli sconfinamenti bancari (PAST DUE) previsti dall’accordo di Basilea2 e che prevedono, dal primo gennaio 2012, la riduzione da 180 a 90 giorni.

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