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14 aprile 2009 Comments (0) Dalla home page

CRISI – Banca d’Italia: forse ne siamo usciti

La ripresa non arrivera domani ma ci si aspetta una crescita positiva per il 2010

La crisi resta pesante ma all’orizzonte appaiono i primi segnali di miglioramento.
Il Bollettino economico della Banca d’Italia non nasconde la difficolta della situazione ma apre anche a un timido ottimismo: forse il picco piu duro e stato superato. “Gli indicatori congiunturali”, rilevano i tecnici di via Nazionale, “fanno stimare un proseguimento del calo dell’attivita economica nel primo trimestre dell’anno in corso, il quarto consecutivo”. Ma sullo sfondo, aggiungono, “si intravedono alcuni segnali prospettici di allentamento della forza della recessione”, pur se “ancora non tali da prefigurare un arresto della caduta produttiva”. La ripresa non arrivera domani. “La natura dell’attuale recessione”, si legge nel documento, “rende incerti i tempi del ritorno su un sentiero di crescita che, secondo le principali istituzioni internazionali e i previsori privati, potrebbe avviarsi nel prossimo anno”. In passato ci avevano pensato le esportazioni a riavviare il motore, questa volta non sara cosi. Via Nazionale non si sbilancia in previsioni puntuali ma il Bollettino riporta che “gli analisti intervistati a meta marzo da Consensus Forecast si attendono per l’Italia una contrazione media dell’attivita economica del 2,8% nell’anno in corso (con rischi al ribasso) e una crescita appena positiva (0,3%) nel prossimo”. Ricorda pero anche che l’Ocse e assai piu pessimista, con una stima del Pil in calo del 4,3% nel 2009 e ancora dello 0,4% nel 2010. A testimoniare le difficolta e innanzitutto l’andamento “in caduta” della produzione industriale. Nella media del primo bimestre e scesa di circa il 5% rispetto al periodo precedente. E le stime della Banca d’Italia “per marzo basate sui consumi di energia elettrica ne indicano un ulteriore calo. La maggioranza dei settori industriali”, sottolineano a Palazzo Koch, “e in difficolta””. In particolare il comparto automobilistico, che tuttavia “potrebbe registrare un parziale recupero nei prossimi mesi, grazie all’avvio degli incentivi per l’acquisto di autoveicoli ecologici, all’origine della crescita delle immatricolazioni a partire da febbraio e del forte incremento dei nuovi ordini presso i concessionari”. Le imprese “restano pessimiste sulle prospettive a breve”. Peggiorano i giudizi sul livello degli ordini, interni ed esteri, e sulle attese di produzione”. E dell’incertezza risente l’attivita di investimento: quelli fissi lordi sono scesi del 6,9% nel quarto trimestre 2008. Anche la redditivita operativa delle aziende e in deterioramento e il loro fabbisogno finanziario aumenta: i debiti finanziari delle imprese alla fine del 2008 hanno raggiunto il 76,2% del Pil, tre punti in piu rispetto al 2007. Sul fronte delle famiglie, Banca d’Italia rileva il calo dei consumi. Anche di quelli per “beni non durevoli, in particolare di quelli alimentari”. Una flessione che, spiegano i tecnici di Palazzo Koch, “si inserisce in una tendenza gia in atto e che rappresenta un elemento di maggiore gravita rispetto alla recessione d’inizio anni novanta. Hanno concorso a questi andamenti”, osserva il Bollettino, “i forti aumenti dei prezzi nel corso del 2008 e la flessione del reddito disponibile reale”. Il raffreddamento dell’inflazione non sembra per ora avere avuto effetti sulle previsioni di spesa delle famiglie, la cui fiducia e nuovamente peggiorata a marzo. Pesano soprattutto le preoccupazioni sull’andamento dell’occupazione. Nonostante cio il debito delle famiglie in rapporto al reddito disponibile diminuisce: nel corso del 2008 si e portato al 49,4% dal 49,9% di fine 2007. Gli oneri per il servizio del debito hanno invece “continuato a salire, pur rallentando, raggiungendo alla fine dell’anno l’8,6% del reddito disponibile”. Tuttavia il calo dei tassi avviato tra la fine dello scorso anno e l’inizio del 2009 dovrebbe portare a un miglioramento della situazione. (AGI)

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