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17 gennaio 2013 Comments (0) Dalla home page

LAVORO-Aeroporti minori: Dardanello lancia allarme

Gravi ricadute occupazionali con una perdita di addetti direttamente o indirettamente coinvolti nell’economia aeroportuale (400-500 per milione di passeggeri) e una riduzione pressoche certa della spesa turistica generata dai flussi turistici inbound che in questi anni, grazie anche all’esplosione del low cost, sta producendo interessanti processi di crescita e redistribuzione delle presenze turistiche rispetto alle storiche tradizionali destinazioni. Infatti, sui 16 aeroporti italiani “minori”, con meno di 1 milione di passeggeri, grava il rischio di stallo a causa del mancato rinnovo delle concessioni, sia pluriennali che annuali, da parte dell’Enac. E’ l’allarme lanciato da Unioncamere, interprete delle istanze provenienti dalle Camere di commercio, che contano 35 partecipazioni nelle 42 societa di gestione degli aeroporti considerate dal Piano nazionale dei trasporti, e si sono fatte carico di un investimento complessivo di quasi 109 milioni di euro, pari al 15% del capitale oggi complessivamente investito nelle societa aeroportuali.

“Questa situazione di incertezza – ha dichiarato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – pregiudica la competitivita, il lavoro e le prospettive di interi territori che beneficiano dei flussi di passeggeri garantiti da questi scali aeroportuali, oltre a garantire centinaia e centinaia di posti di lavoro”. Per dare un’idea del grave danno derivante dalla ipotetica soppressione dei voli di linea degli aeroporti di minori dimensioni, basti considerare che essa ricadrebbe sugli oltre 500mila passeggeri che annualmente utilizzano queste tratte. Essi subirebbero, secondo studi autorevoli, un allungamento dei tempi di viaggio di piu di 60 minuti, con un aggravio medio di 100 minuti per viaggio di sola andata. La stima del costo complessivo del maggior tempo impiegato (prudenzialmente valutato in 10 euro all’ora) raggiungerebbe addirittura i 52 milioni di euro, considerando gli aeroporti con traffico fino a due milioni di passeggeri annui.

Le Camere di commercio, si legge nella nota, sono consapevoli che alcune enunciazioni del Piano nazionale degli aeroporti e le difficolta attuali potrebbero aprire ad una prospettiva di un drastico ridimensionamento del numero degli aeroporti minori e ritengono che sia indispensabile presidiare questa fase cruciale per il futuro del trasporto aereo nel nostro Paese.

In primo luogo va rigettato il rischio di assumere decisioni non sufficientemente ponderate che, se orientate unicamente ad obiettivi di contenimento della spesa pubblica nel breve termine, potrebbero finire per produrre il risultato non solo di allontanare ancora di piu i territori italiani dagli altri territori europei, ma anche di alzare il differenziale di opportunita competitiva con altri localismi europei che continuano comunque a sostenere la loro infrastruttura aeroportuale.

Occorre semmai operare per ricercare la massima sostenibilita della struttura aeroportuale relativamente: alla dimensione ambientale, a fronte dell’aumento dei vincoli posti dalla regolamentazione europea; all’area ed al sistema territoriale nel quale e inserita l’infrastruttura, dovendosi comunque perseguire un modello operativo coordinato ed integrato tra infrastrutture non solo del trasporto aereo, in logica sistemica sul territorio; alla dimensione economica, relativamente alla quale deve essere chiara e documentabile la convenienza economica dell’infrastruttura per il territorio, soprattutto in quelle situazioni di oggettiva difficolta nel perseguimento e mantenimento dell’equilibrio gestionale; alla capacita di interpretare le specifiche esigenze del territorio con piani di sviluppo che forniscano risposte reali, con un ritorno dell’investimento che possa essere misurabile nel tempo; al modello organizzativo e di gestione di questa tipologia di infrastrutture, che deve necessariamente essere il piu possibile semplificato e soprattutto ‘cheap’; alla possibilita che le norme europee sulla concorrenza consentano alle pubbliche amministrazioni partecipi di societa aeroportuali minori di sussidiare, sia pure con modalita controllate, investimenti e gestione, a fronte di un documentato interesse economico generale per territorio, imprese e cittadini.

Gli aeroporti cosiddetti minori, quelli con un numero di passeggeri inferiore al milione annuo, sono 16 in Italia, 42 in Francia, 33 nel Regno Unito, 19 in Spagna, 17 in Germania. Complessivamente in tutta Europa gli aeroporti minori sono i 2/3 circa del numero complessivo di strutture aeroportuali. La struttura proprietaria in questa tipologia di aeroporti e pubblica per ben il 78% dei casi (39% in Italia) , mista pubblico-privata per il 13% (61% in Italia) e privata per il 9% (nessun caso nel nostro Paese).

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