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26 maggio 2010 Comments (0) Dalla home page

CREDITO – Banche: alcuni casi davvero emblematici

Ci sono casi di privati e Pmi vessati dalle banche al punto da vedersi costretti ad adire gli organi giudiziari per tutelarsi dalle prassi illegittime praticate mentre, oggi piu che mai, gli istituti di credito dovrebbero garantire un sereno rapporto di assistenza e fiducia. A mettere l’accento su un tema cosi importante in questo momento di crisi economica, e stato il deputato dell’IdV, Pierfelice Zazzera, in un’interrogazione – rivolta ai ministri dell’Economia, Giulio Tremonti, e dell’Interno, Roberto Maroni – in cui ha reso noto alcuni casi davvero emblematici. Il primo riguarda una piccola industria meccanica, la Comesa srl di Antonio Grimaldi, che nel 2001 stipulo un finanziamento di 800 milioni di lire con la BNL di Salerno, garantito da ipoteca di ben 2 miliardi di lire: a causa di gravi problemi di salute del titolare, la Comesa non verso alcune rate del mutuo, pagate peraltro immediatamente dopo ma, nel 2006 la BNL notifico alla societa l’ingiunzione di pagamento dell’intera somma, senza la detrazione delle rate gia versate, e il pignoramento dell’immobile e, nel 2007, la BNL comunico la cessione del credito alla Cordusio srl, oggi Calliope srl, che rifiuto ogni possibilita di accordo e ripropose istanza di fallimento della societa, nonostante tale istanza fosse stata gia avanzata dalla stessa BNL e rigettata dal tribunale di Salerno. Il tribunale questa volta dichiaro il fallimento della Comesa, il titolare perse l’immobile posto in garanzia del mutuo e con esso il risultato di anni e anni di lavoro.

Altro e il caso della societa STM srl di Roma, che a causa del comportamento della BNL non percepi le agevolazioni della legge n. 64 del 1986 e sarebbe stata per questo costretta al fallimento, che comporto anche un grave danno occupazionale: da un esposto depositato in procura, inoltre, all’interrogante risulta anche un ulteriore grave episodio di dubbia trasparenza del citato istituto bancario nei confronti di una privata cittadina di Taranto, la signora Maria Spera. Anche in quest’ultima vicenda tutto sarebbe cominciato con il mancato pagamento di alcune rate di mutuo di 500.000.000 lire acceso nel 1990 presso la BNL, e garantito con un terreno di ben 24 ettari. Nel 1994, dopo aver notificato alla debitrice l’atto di pignoramento immobiliare e aver incardinato alla procedura n. 590/1994 R.G.E., la BNL notifico la cessione del credito alla societa SPV di Venezia, che conferi a sua volta il mandato di recupero credito alla SGC societa gestione crediti (…) ma la circostanza che detta maggiore preoccupazione in quest’ultimo episodio, e che la BNL non avrebbe chiesto l’estinzione della procedura esecutiva, consentendo alla SGC di procurarsi un autonomo titolo esecutivo: per lo stesso fatto pertanto, coesisterebbero ben due titoli esecutivi e due diversi creditori (BNL e SGC). Nel 2003, infatti, la SGC chiedeva il pagamento di euro 408.834,30, cioe dell’intera somma oggetto della cessione del credito tra BNL ed SPV Venezia: in sostanza BNL e SGC agirebbero entrambe per l’intero credito relativo allo stesso mutuo, e fatto davvero singolare, e che sarebbero difese dal medesimo avvocato: risulterebbe inoltre, secondo quanto sostiene la signora Spera, che la BNL abbia chiesto interessi che eccedono i limiti posti dalla normativa antiusura. A cio va aggiunto che la signora Spera, alla data della conversione del pignoramento, ha gia corrisposto 400.000,00 euro, mentre la BNL, secondo i conteggi depositati in giudizio all’udienza di conversione (29 novembre 2007) ne ha chiesti altri 491.013,91 (oltre spese successive) e la SGC, in virtu del decreto ingiuntivo 566/2003, che trae origine dallo stesso mutuo, consacra in un titolo definitivo e non piu caducabile 408.834,30 euro (oltre interessi di mora). Conseguentemente, a fronte di un mutuo di circa 258.000 euro attualmente esistono titoli per ottenere coattivamente dalla signora Spera circa 1.500.000 euro e in questo contesto la signora presumibilmente sara costretta a perdere il terreno all’asta, non potendo avere le forze economiche per affrontare questo doppio attacco dei creditori”.

A fronte di tali informazioni, il deputato ha chiesto di sapere “di quali dati disponga il Governo, anche per il tramite degli osservatori istituiti nell’ambito degli interventi anticrisi ai sensi dell’articolo 12, comma 6, del decreto-legge n. 185 del 2008, in ordine all’andamento del mercato del credito e alle criticita riscontrate in tale settore dalle famiglie e dalle imprese, e se sussistano casi analoghi a quelli descritti in premessa e se non si ritenga opportuno promuovere specifiche misure al riguardo, anche nell’ambito del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, ovvero se non si intendano adottare iniziative di carattere normativo per evitare che tali episodi abbiano a ripetersi”.

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